Halo Legends: relativamente agli episodi originariamente trasmessi via Halo Waypoint, cercande ixb. Qui parliamo solo di Origins, metà andata in onda sul Live, e degli altri 4 episodi mai visti prima compresi nel dvd-bd. Origins, due parti, è prodotto dallo Studio 4C, qui tornato a una certa gloria tecnica dopo anni di orrori a basso budget: siamo dopo la fine di Halo 3, Cortana si annoia e parla a un Master Chief congelato, gli racconta la vera storia dell'umanità e della vita nell'Universo. I Forerunners erano benevoli semi dei dello spazio, tecnologicamente supremi: un giorno vengono invasi dai Flood, perdono la guerra e capiscono che l'unico modo per vincere e salvare l'Universo è uccidere ogni forma di vita e lasciar morire i Flood di fame. Così costruiscono gli Halo, arma di distruzione di massa all'infinita potenza. Distruggono tutta la vita nell'Universo e poi, stile Arca di Noè, ripiantano su ogni pianeta la vita così com'era. Nella seconda parte invece si parla dell'origine dell'umanità, fino a ripercorrere Halo 1, 2 e 3: da Leonida a Master Chief. Il tutto si conclude con una mezza profezia di morte e distruzione da parte di una Cortana sempre più ambigua. Dirige Hideki Futamura, poca carriera e di poco prestigio; bisognerebbe però scoprire l'autore dei testi, il monologo di Cortana è affascinante, seppure retorico. Homecoming: Production IG in versione minimo sforzo racconta la storia di Daisy 022, che disertò il programma Spartan II e scappò per tornare a casa, solo per scoprire il proprio clone vivere la vita che avrebbe dovuto essere sua; Daisy torna a combattere e morirà in una battaglia senza nome contro i Covenant anni dopo. Alla regia Koichi Mashimo, carriera trentennale alle spalle (lo ricordiamo qui per la prima versione animata di Eat-Man), e il suo storico collaboratore Koji Sawai: bello ma tirato via. Odd One Out, parodia animata che scherza con tante idiozie tipiche degli anime di combattimento, produce Toei e dirige uno che ha fatto qualche Dragon Ball (il character design è ricalcato su Toriyama). Ultimo, Prototype, studio Bones al comando: la storia di Ghost, non quello di Cod, un soldato che ha perso tutta la sua squadra, divenuto freddo e spietato, si sacrifica per salvare la sua nuova squadra e distruggere un prototitpo sperimentale di super corazza. Non c'e' un solo episodio di Halo Legends che non valga la pena o sia meno che bello, tutti molto diversi tra loro per realizzazione tecnica e stile, grafico e narrativo, tutti interessanti: ottimo progetto.
Blackest Night - Le serie Black Lantern: nel mese di gennaio DC Comics ha pubblicato 8 nuovi ultimi numeri per altrettante serie morte nel corso degli ultimi anni, un'idea brillante. Nella storyline degli zombie ecco le serie zombie. Peccato che tale idea sia stata seguita da realizzazioni complessivamente mediocri, vediamole. Suicide Squad 67, questo è manco a dirlo uno dei casi particolari: Ostrander resta in zona Secret Six e propone, insieme a Gail Simone, un esemplare crossover tra le ''due'' serie, la storia non è ancora finita (si chiude nel prossimo numero di Secret Six), ma l'albo in sé è molto buono; Weird Western Tales 71, scrive DiDio, strana storia con Jonah Hex e compagni in forma di Black Lanterns: fa parte del gruppo dei mediocri; Catwoman 83: Nicieza approfitta del tie-in per buttare un pò di carne al fuoco, presumibilmente, di prossime storyline di Gotham Sirens, niente di che ma apprezzabile; Power of Shazam 48: inutile ulteriore aggiunta a quella macchia di casino che è la Marvel family attuale; The Phantom Stranger 42: l'introduzione di BL Spectre, opera di Tomasi tra le meno riuscite soprattutto per la contorsione di continuity; Starman 81, tra poco parleremo nuovamente di Robinson, permettetemi però di dire che questo su brevissimo ritorno su Starman è un piccolo gioiello per noi affezionatissimi; The Atom and the Hawkman 46: Johns approfitta dell'iniziativa ma non si lega al senso della stessa, questo albo è esclusivamente dedicato a Ray Palmer e ai suoi primi momenti come membro dell'Indigo Tribe, bella lettura; The Question 37: Rucka ci regala poche pagine di un grande ritorno, apprezzo Montoya-Question ma Vic era Vic. 4 su 8 sono un'ottima media per quelli che sono solitamente albi di merda da vendere solo per il banner in testa.
Blackest Night Wonder Woman: continuiamo a parlare bene dei progetti collaterali alle serie principali di Blackest Night, tocca sempre al grande Rucka, in coppia con la sempre più eccellente Scott, regalarci la fine dello scontro tra Star Sapphire Wonder Woman e Red Lantern Mera. 2 cose su quest'albo: leggendo i forum e i commenti in giro per il web noto la stessa mia confusione nell'interpretare ''il segreto'' di Mera, faccio fatica a credere che il figlio di Aquaman fosse in realtà figlio di Black Manta però mi sembra l'interpretazione più corretta delle immagini. Non trovo invece niente di strano nella nuova ripresa del rapporto erotico tra Batman e Wonder Woman, innanzitutto perché vecchio cavallo di battaglia della gestione Rucka di WW, poi perché sarebbe un ottimo motore narrativo per lanciare WW approfittando del ritorno di Batman. Ben fatto.
Superman - World of New Krypton: passiamo alla roba brutta. Finisce finalmente la miniserie durata un anno con Superman via dalla Terra, è un pessimo momento per essere fan di Superman, sembra di essere tornati a prima delle gestione Berganza. Troppe trame, troppe sottotrame, e poi i kryptoniani stanno sui coglioni a tutti: sono il popolo alieno più odioso e insopportabile del mondo, un'intera serie dedicata a loro è stata troppo. Peccato poi che Robinson si sia perso per strada, dopo l'eccellente numero dedicato a Krypto e l'ottimo inizio della sua run sembra essere stato ucciso dai crossover.
Red Tornado: continua la teoria di miniserie dedicate a personaggi inutili del DCU, questa volta tocca all'androide/elementale dell'aria. Metzer ci aveva provato ed era quasi riuscito, la sua eredità è raccolta da Kevin VanHook, cineasta mediocre, autore di fumetti orrendi. L'idea è quella di creare tanti androidi/elementali quandi sono gli elementi: un vero genio, il resto è una discesa nella porcheria.
Ghost Rider - Heaven's on Fire: Jason Aaron conclude con quest'ultima miniserie di 6 la storia iniziata durante la sua sfortunata run sull'ultima regolare dedicata a John Blaze e i suoi colleghi Ghost Riders. Aaron sviluppa e riscrive tutto il mito del Ghost Rider, realizzando la prima vera interpretazione decente dal 1996. Sì, sono andato a controllare l'ultima volta che lessi una storia decente di Ghost Rider: erano gli anni del 2099 e quelli di Blaze in solitaria. Begli anni. La Marvel non ha dichiarato progetti futuri per il personaggio, la serie si conclude con i nostri che corrono in moto verso il tramonto, ogni storyline conclusa: passerà del tempo prima di rivederli. A meno che non si concretizzi, speriamo di no, l'idea di un nuovo film con Nicholas Cage.
