martedì, febbraio 28, 2006 | in : cinema e tv
Vampire Doll (aka Legacy of Dracula): primo capitolo della trilogia ''Bloodthirsty'' di Michio Yamamoto, tentativo anni '70 di imitare in terra giapponese il successo dei film di mostri occidentali. A differenza di altri prodotti simili il regista decise di concentrarsi su fattori ambientali, creare un'atmosfera di tensione e terrore: invece dell'ipotizzabile splatterone tutto sangue e strilla, e' un film dove si ricercano vere sensazioni di panico attraverso riprese audaci, qualche ombra scura e dialoghi continuamente spiati e drammaticamente avvinti da un senso di precarieta', di pericolo imminente. Giusto per chiarire: Dracula non ha niente a che vedere qui, non si tratta neppure di ''veri'' vampiri ma di un misto di ipnosi e di Grudge; trama riconoscibile come poche altre: e' una notte buia e tempestosa, un uomo in macchina (in taxi con l'autista a dire il vero) raggiunge l'abitazione della sua fidanzata solo per scoprirla morta da giorni. La madre lo accoglie per la notte, l'uomo non riesce a dormire (capirai, poveretto: pensava sicuramente di impegnare la nottata in modi piu' fruttuosi): rumori lo attirano verso l'armadio, dove lo aspetta la sua fidanzata (un leggerissimo trucco per uno sguardo da folle degno di un Hitchcock), viene colpito alle spalle alla testa. La mattina dopo gli dicono essersi trattato di un sogno. Una settimana dopo, preoccupata dal non aver avuto minime notizie, la sorella dell'uomo parte alla volta della casa per ritrovarlo. 71 minuti di horror Toho d'annata, non spaventera' ma dubito si guardino film di questo tipo, oggi, per provare paura.
hellbly @ 23:59 | commenti (popup) | commenti
lunedì, febbraio 27, 2006 | in : fumetti e libri

Le 4(+1) Miniserie di Countdown:

Day of Vengeance 1-6: (Willingham-Justiniano) questa si preannunciava sicuramente come la miniserie piu' difficile da gestire a causa della varieta' e della quantita' di personaggi magici esistenti nel DCU, e della scelta di escludere completamente i personaggi a meta' con la linea Vertigo (separando di fatto, definitivamente, i due universi... a parte qualche incursione di Daniel-Sandman per salutare i genitori, Dr. Fate e compagna, e il nonno, Hawkman: famiglia simpatica). La storia comincia con Eclypso e la sua nuova ospite (l'ex moglie di Atom, la donna che ha ucciso Sue Dibny dando il via ad Identity Crisis), si sposta poi a Gotham per mostrarci l'attivita' notturna di Ragman (amichevolmente chiamato ''lo Spettro dei poveri'') e visto che il personaggio non e' proprio noto Willingham gli scrive una serie di monologhi esplicativi di se stesso. Il costume di Ragman lo conduce in aiuto dell'Incantatrice, unica sopravvissuta della prima missione punitiva dello Spettro (costata la vita ad un settecento stregoni senza nome circa... a Willingham non costa niente buttare dei numeri a caso) tesa alla distruzione di ogni forza magica in quanto manifestazioni e causa dei mali del mondo. All'Oblivion Bar, luogo d'incontro pacifico per la comunita' mistica gestito dall'ex-eroe Jim Rook (aka Nightmaster), sono tutti un po' preoccupati: lo Spettro va in giro a massacrare senza pieta' tutti i coinvolti in attivita' mistiche (breve comparizione per Animal Man e in una breve linea di dialogo ci viene proposta una forma di fisica elementale DC: Swamp Thing e' connesso al Green, Aquaman al Clear, Animal Man al Red); riconoscere tutti gli avventori e' un'impresa che ha dell'impossibile. Hanno paura dello Spettro e sperano che i grossi calibri del mondo della magia agiscano in tempo e riescano a fermarlo: i primi a muoversi sono Shazam e il suo campione Captain Marvel. Nel secondo episodio Spettro ed Eclypso si incontrano e si piacciono, e insieme continuano lo sterminio dei mistici: Phantom Stranger compreso; seguono Dr. Fate e Madam Xanadu, e con questi i piu' forti sono gia' al tappeto. A combatterlo pochi coraggiosi, riunitisi all'Oblivion ma riluttanti a formare una specie di super team magico: Ragman, Incantatrice, Blue Devil, Nightshade, Detective Chimp (che tiene in tasca Phantom Stranger al momento intrappolato nella forma di un ratto) e il loro capo Nightmaster; la squadra ha un piano: fare secca Eclypso e provare a ragionare con lo Spettro liberato dalla sua influenza, per fare questo hanno il tempo di sopravvivenza di Captain Marvel in lotta diretta contro lo Spettro. Il piano fallisce ma non muore nessuno e lo Spettro si allontana (quasi) sconfitto: il gruppo assume il nome di Shadowpact e un nuovo membro, Black Alice la teenager piu' potente dell'universo perche' capace di rubare, temporaneamente, i poteri magici di chiunque occorra.
Day of Vengeance, presentando personaggi dell'underground DC, privi di legami con le trame centrali, e con solo un minuto numero di tie-in a disposizione, funziona come una serie autoconclusiva pienamente compiuta in se': si legge piacevolmente con un Willingham capace di ironizzare su personaggi nati decenni prima sotto luci oggi irrimediabilmente ridicole conferendo loro, al contempo, caratteri tutti estremamente navigati e noncuranti: sono eroi che ne hanno passate tante, spinti da motivazioni meno nobili rispetto ai super-eroi, piu' interessati a sopravvivere che a migliorare il mondo, alcuni con qualche momento di gloria, altri sempre nel sottofondo. Conclusioni: Shadowpact sconfigge Eclypso spedendola sul sole, Phantom Stranger torna in forma ''umana'', Shazam viene ucciso dallo Spettro, la Roccia dell'Eternita' distrutta (coinvolgendo anche un bel pezzo di Gotham), un sacco di magia malvagia liberata (fino a quel momento imprigionata nella roccia) sulla Terra, lo Spettro e' ancora in giro ma senza Eclypso probabilmente se ne stara' piu' tranquillo.

Villains United 1-6: (Simone-Eaglesham) attraverso le storyline del 2004 tutte le serie maggiori hanno sviluppato particolari trame tese ad identificare un avversario primario, la nemesi del momento; ora, dopo una lunga e pianificata organizzazione come mai prima d'ora, i sei malvagi piu' tosti di tutti sono pronti a prendere il comando di tutti i villains DC e guidarli alla vittoria. Lex Luthor, Talia, Dr. Psycho, Black Adam, Deathstroke e Calculator (l'uomo nuovo alla base della strutturazione dei villains secondo i protocolli degli eroi). Come le precedenti mini anche questa comincia a con Gotham (segno semplice ma forte della volonta' di coordinazione dell'Editore): la SOcieta' dei Criminali sta reclutando e affiliando, ala base di tutto sono gli eventi di Identity Crisis, poiche' quanto successo al Dr. Light diventa la molla a spingere i villains a provare per la prima volta un senso di cameratismo di massa. C'e', pero', anche chi proprio non riesca a provare un tale sentimento: per questi valgono prima le minacce e dopo la morte, provare cameratismo o crepare questo il dictat di Luthor e soci. Anche in questa mini e' ardua l'impresa di identificare tutti i partecipanti e anche in questa c'e' spazio per dare peso a qualche personaggio misconosciuto: infatti, ad opporsi alla Villains United, si ergono 6 criminali, i nuovi Secret Six (Scandal, Catman, Deadshoot, Cheshire, Parademon e Ragdoll) reclutati e guidati da un personaggio sconosciuto che promette loro un continente da governare in caso di vittoria o la morte dei loro cari in caso di rifiuto. La base segreta dei Secrets Six e' niente meno che The House of Secrets! Il gruppo di cattivi ''buoni'' inizia le proprie operazioni in stile guerriglia contro la Society, ma gia' dalla prima missione l'organizzazione sembra fare acqua da tutte le parti e si trovano a dover affrontare un paio di decine di villains secondari pronti ad attenderli. Il nesso piu' importante e' probabilmente una certezza derivante dal post Identity Crisis: nessun villain e' piu' ridicolo, basti guardare Catman. Un tempo (recente) beffa umana per il Green Arrow di Smith ed ora Tarzan incontrastato della savana; i Secret Six prendono una sonora batosta e vengono catturati, e torturati di brutto: riescono tuttavia a riprendersi intraprendendo una fuga che neppure nei piu' sofisticati film sulla seconda guerra mondiale. La rivolta dei Secret Six infonde coraggio ai supercriminali, mettendo in difficolta' la Society il cui controllo sulla community dei villains sembra di breve durata e pronto a cedere in ogni momento: i Secret Six partono all'attacco di una delle basi segrete di Luthor difesa dall'Ape Regina e dai suoi soldati, la base dove viene contenuta l'arma piu' potente a disposizione della Society: uno strumento capace di devastare le menti di tutti i supereroi alimentato dall'energia del, precedentemente, imprigionato Firestorm II; Simone puo' permettersi molto con questa mini, puo' spingersi ampiamente aldila' dei confini una volta cosi' strettamente marcati dal comicscode: Cheshire, per esempio, e' di nuovo alla ricerca di qualcuno che la metta incinta e questa volta la scelta cade sul rinnovato e virile Catman. Il desiderio della donna piu' pericolosa delle Terra dipende dalla minaccia del misterioso leader dei Secrets six: quella di uccidere, nel suo caso, Lian (figlia avuta con Arsenal); Cheshire vuole un altro figlio per sostituire quella che considera gia' bella che morta, dato che sul finire della mini, decide di tradire i suoi alleati per passare alla Society. Come per Day of Vengeance anche Villains United gode di estrema liberta' e della possibilita' di configurarsi come storia intera lasciando ai tie-in il compito di mostrare le attivita' di personaggi secondari, e' anche la mini piu' audace e impensabilmente violenta: i villains si ammazzano, mutilano, squartano tra di loro selvaggiamento, senza il minimo codice e sia la sceneggiatura che la rappresentazione grafica promuovono la malvagita' dei protagonisti, l'assenza di scrupoli, la tendenza patologica a mentire. La resa dei conti finale avviene per tradimenti successivi: Cheshire tradisce i Six, il padre di Scandal (Vandal Savage) tradisce Luthor costringendolo ad interrompere l'escalation: entrambi i gruppi sopravvivono (parzialmente). Conclusioni: Cheshire (forse) ammazzata, Parademon morto, (forse) morti tutta una sfilza di villains da poco; rivelata l'identita' del capo dei Six: e' Luthor. Luthor e' anche il capo della Society ma e' un Luthor proveniente da una terra parallela.

Return of Donna Troy 1-4: (Jimenez-Garcia Lopez) ufficialmente questa non sarebbe una delle mini di Countdown, quanto piuttosto un crossover Teen Titans/Outsiders ma, date le implicazioni pre-crisis, la si considera cosi'. Assumono un senso i sogni che avevano tormentato Donna prima di essere uccisa dal robot-superman; resuscitata dagli antichi Titans of the Myth perche' si unisca a loro nella battaglia per la conquista di un piccolo asteroide sperduto nello spazio, l'arma piu' pericolosa dell'universo, Donna ha ricordi della sua vita passata ma confusi: non riesce a comprenderli appieno; ora e' una dea, la Dea della Luna ma si chiede se un tempo non fosse umana. I suoi nuovi compagni e suo marito le rispondono di no e le mostrano una vita passata che differisce da quella dei suoi sogni/ricordi: ovviamente le stanno mentendo. Sulla Terra una manifestazione dei poteri di Troy trasporta Titans e Outsiders (entrambi i gruppi escono da trame drammatiche: gli Outsiders sono reduci dal tradimento di Indigo, rivelatasi essere Brainiac 8 dal futuro, uccisa da Shift, e dall'ennesimo abbandono da parte di Nightwing coinvolto in trame rivoluzionarie sulla sua serie personale con tanto di nuovo costume; i Teen Titans invece hanno finalmente messo fine alla trama di Superboy ''figlio di Luthor'', ma non prima di subire botte terribili dallo stesso Superboy impazzito sotto il controllo di Luthor) su New Chronus, naturalmente dal lato opposto della guerra. La storia e' un casino e avendo sempre piu' o meno disprezzato le porzioni olimpico-spaziali del DCU ho perso interesse quasi subito: non riesco a farmi piacere queste vicende da fantascienza mitologica, inoltre Jimenez mette insieme una storia vecchia e rachitica con i Titans contro Troy, i Titans che fanno ragionare Troy, i Titans che la menano con i soliti discorsi d'arruolamento sulla famiglia e l'affetto. Quindi: Titans contro Titans. Alla fine Troy vince e riprende il controllo di tutte le proprie passate identita' (nuovamente) e conoscenze, compresa quella di Dark Angel, l'Harbinger dell'Anti-Monitor: la Crisis e' iniziata.

The O.M.A.C. Project 1-6: (Rucka-Saiz) riprendendo l'idea utilizzata da Waid durante il suo ciclo alla direzione della JLA (Tower of Babel), quella di un Batman paranoico e dei suoi piani per eliminare qualsiasi metaumano suo alleato dovesse improvvisamente impazzire, mischiandola con il rancore di Batman per i fatti subiti e svelati in Identity Crisis (di cui e' qui ben cosciente), e aggiungendo qualche spiegazione di comodo sull'agenzia di spie Checkmate, nasce il progetto OMA: finanziato e creato da Batman stesso, un sistema di sorveglianza costante, continua e imbloccabile, di tutti i metaumani sulla Terra, basato su una nuova tecnologia satellitare sviluppata da Batman medesimo. Abbiamo visto in Countdown come l'agenzia fosse gestita da Max Lord, e come questi abbia preso la decisione di rivoltarsi contro Batman assumendone il pieno controllo e indirizzandone le risorse non piu' alla sola sorveglianza ma all'eliminazione dei metaumani (affinche' l'umano possa vivere) per mezzo del nuovo e potenziato OMAC (One Man Army COrps): grazie al sacrificio di Blue Beetle, e ad una spia fedele al Dark Knight (Sasha Bordeaux... una delle sue amanti fisse al pari di Catwoman), Batman scopre il voltafaccia. Secondo episodio: Batman ha ricordato tutto e lo dice, e spiega che e' per questo che ha creato il sistema di sorveglianza. La league continua a sfaldarsi. Batman e Sasha si incontrano solo per essere sorpresi e attaccati dagli OMAC (in una storia di Adventures of Superman connessa agli eventi di OMAC Project scopriamo come sia cambiato il significato dell'acronimo OMAC: divenuto ora Observational Meta-human Activity Construct). Batman afferma di non aver costruito gli OMAC ma solo i satelliti, Sasha viene rapita e interrogata da Max Lord ma in qualche modo sembra in grado di resistere ai suoi poteri mentali cosa particolarmente strana visto che poco dopo Lord riesce con efficacia ad influenzare e condizionare Superman dando via al mini crossover interno alle testate di Superman e a quella di Wonder Woman intitolato ''Sacrifice''. In Action Comics 829 Superman (quasi) ammazza Batman di botte: in ordine per eseguire il piano di Lord di mettere fuori uso l'unico in grado di minacciare OMAC, e al contempo spezzare la volonta' di Superman, distrutto da quanto commesso; di buono resta che viene svelata l'identita' di Lord alla base dell'accaduto, resta solo Wonder Woman in grado di occuparsi della questione: il controllo di Lord su Superman e' assoluto, l'unico modo per liberarlo e' uccidere Lord, e Wonder Woman lo fa. Con il suo padrone morto la mega AI del sistema di sorveglianza passa in modalita' autonoma e avvia il protocollo finale per lo sterminio di ogni metaumano e di ogni membro di checkmate. La JLA, o quanto ne resta, si sparpaglia per risolvere le varie crisi; mentre gli ex JLI continuano a raggrupparsi per vendicare Beetle. OMAC Project diventa la miniserie della guerra contro la tecnologia, contro una macchina consapevole e il suo esercito di robot. E' anche la miniserie dai crossover piu' consistenti con le normali serie DC: sulle pagine di JSA e della nuova JSA Classified e sul primo episodio di Supergirl (vol.4... scritta da Loeb e disegnata da un Churchill in grande forma e capace di regalare un paio di tavole tra la superdotata Power Girl e la cutie Supergirl degne di un playboy) vengono svolte tutte le preparazioni finali e le prime spiegazioni ad un'altra sottotrama ritornante nelle storie piu' recenti, le origini e gli interrogativi su Power Girl, attualmente in forza alla JSA ed ex JLI. Power Girl e' come allergica a Supergirl, quando le due entrano in contatto o stanno a distanza ravvicinata i poteri della prima vanno fuori controllo: sempre dalla pagine di JSA Classified (1-4) vediamo entrare in scena un araldo della Crisis, lo Psycho Pirate, assoldato da Luthor per rivelare a Power Girl la verita'. Power Girl e' la Supergirl di Terra 2, ma non della Terra 2 del Sindacato del Crimine, no no: la Terra 2 pre-Crisis. Lei e lo Psycho Pirate sono gli unici sopravvissuti alla prima Crisis: nessuno dei due dovrebbe realmente esistere. La JLI parzialmente riformata accorre in aiuto dei residui di JLA, Rocket Red muore; Sasha viene trasformata nell'unita di controllo degli OMAC, una specie di terza generazione adibita a ruolo di comando. L'episodio finale della miniserie vede 1.300.000 e rotti OMAC contro gli eroi della Terra. Conclusioni: la JLA e' quasi distrutta, la morte di Max Lord per mano di Wonder Woman ha definitivamente spezzato il legame d'amicizia tra lei e Superman, e lei e Batman (il cui legame e' stato infranto dal tentato omicidio di Batman da parte di Superman), la trinita' DC e' stata divisa; a leggera compensazione il rapporto tra Hal e Bruce sembra migliorare a causa delle necessita' di cooperazione con il gruppo delle Lanterne Verdi; Rocket Red morto, Max Lord morto (Blue Beetle morto), altra gente inutile morta; Sasha (attualmente nessun nome in codice per la sua nuova identita' metaumana) si mette a capo di quanto rimasto di checkmate; Brother Eye e' sconfitto ma non distrutto, i satelliti e gli OMAC si ritirano nello spazio al sicuro dietro i protocolli difensivi creati da Batman detendo ancora il pieno controllo su ogni forma di comunicazione: per vendicarsi della sconfitta Brother Eye invia un segnale ad ogni apparecchio ricevente terrestre con le immagini dell'omicidio di Lord da parte di Wonder Woman: la fiducia degli umani nei meta, gia' messa alla prova da tante recenti trame, e' al suo punto critico.
Con OMAC Project Rucka riesce nella difficile impresa di realizzare una storia di spionaggio e complotto con esseri dotati di poteri divini, la trama e' disinvolta e intricata al punto giusto, pur qua e la' necessariamente stiracchiata dalle caratteristiche fondamentali di una miniserie in continuity e in crossover: leggibilita' autonoma e riferimenti ad altri albi, tutto insieme in una storia di eroi che combattono fianco a fianco nonostante le molte incomprensioni e di rivalsa per gli eroi secondari; pur con tutti i suoi tie-in OMAC Project resta di fatto una mini della JLA e di Batman in particolare (Batman in particolare proprio sulle pagine di OMAC, mentre per Superman e Wonder Woman sulle pagine dei rispettivi albi in crossover), motore ultimo delle motivazioni psicologiche che guideranno le azioni dei tre supereroi durante Crisis.

The Rann-Thanagar War 1-6: (Gibbons-Reis) ultima delle 4 miniserie anche Rann-Thanagar War presenta, avendo tra i protagonisti alcuni eroi principali DC, un certo numero di tie-in e crossover incentrati con facile intuizione intorno al blocco JSA-Hawkman, Green Lantern: alla fine dela mini di Adam Strange eravamo rimasti con il pianeta Rann teletrasportato nel sistema solare di Thanagar con l'intento di scatenare una guerra tra i due popoli che portasse all'inevitabile distruzione dei Ranniani (pacifici e non guerrieri), con solo un piccolo errore da parte dei cospiratori. All'inizio della mini l'errore e' stato gia' ampiamente pagato: teletrasportare Rann non significa occuparsi ''semplicemente di un pianeta'', ma anche il complesso delle sua forza gravitazionale; l'arrivo di Rann ha modificato l'orbita di Thanagar spedendolo troppo vicino al suo sole, incendiando l'atmosfera e rendendolo inabitabile: i Thanagariani sono stati accolti come profughi su Rann, ma tra loro si nascondono ancora potenti adoratori della morte e adesso si' che la guerra diviene inevitabile (non che su Rann siano tutti contenti invece). Uno scontro che portera' devastazione in tutto l'universo: i Guardiani non vogliono essere coinvolti, la L.E.G.I.O.N. da sola non ha abbastanza influenza e forza; presto Durla, Colu, Citadel, Throneworld (alleati degli uni o degli altri) si schiereranno dando il via ad una guerra stellare. Adam Strange parte per la Terra sperando nell'aiuto dei suoi eroi, alcuni dei quali potrebbero mediare tra i due popoli: il suo obiettivo infatti sono proprio Hawkman e Hawkgirl, ma al loro ritorno via zeta-beam lo scontro e' gia' scoppiato e fuori controllo. Da una parte un popolo di scienziati tra i piu' avanzati dell'universo, dall'altro uno di guerrieri tra i piu' feroci e rispettati. Gibbons da' vita ad una storia esaltante, la migliore di Countdown, piena di colpi di scena e profondita' di trama, strutturata per mettere insieme tutte le potenze spaziali DC e ristabilirle, riorganizzarle secondo nuovi equilibri e rapporti: una guerra di eserciti combattuta da comandanti ed eroi; alla fine del primo episodio i Thanagariani stanno mettendo a dura prova le difese di Rann, Adam Strange, Hawkman e Hawkgirl sono al centro di comando ranniano e hanno appena scoperto una possibile alleanza tra i thanagariani e i nomadi dal defunto Tamarean (i resti della nazione di Starfire) quando vengono attaccati. Episodio 2: la guerra esplode coinvolgendo tutte i pianeti. Su Throneworld lo Starman spaziale e Tigorr degli Omega Men difendono il pianeta contro le forza d'invasione Thanagar, mentre il resto degli Omega Men (approfittando del caos galattico) prova a liberare una volta per tutte il Sistema Vega; sul desolato Thanagar i cultisti proseguono nei loro riti diabolici riportando in vita un'antica minaccia; nello spazio L.E.G.I.O.N. combatte contro forze d'assalto khundiane, Kyle Rayner incontra Vril Dox e Captain Comet: Dominion, Okaara, Throneworld e Colu sono alleati con Rann; Psions, Durla e Citadel con Thanagar; i Khund fungono da mercenari; la L.E.G.I.O.N. protegge i pianeti che hanno un contratto. Su Polara, durante un colloquio tra la regina Tamaranean (Blackfire) e l'ambasciatore di Thanagar per trovare un'intesa d'alleanza, arrivano Adam Strange, Hawkman e Hawkgirl: attacco a sorpresa, con Hawkwoman nel mezzo. Nonostante gli ordini dei Guardiani Kyle Rayner, supportato da Captain Comet, decide di andare a vedere di persona cosa stia succedendo nel sistema Polaris. Gibbons alterna brevi quadri di guerra galattica alle vicende dei protagonisti centrali dando vita ad uno spettacolo vastissimo dove l'azione si sposta continuamente tra un pianeta e l'altro e dove gli accadimenti si influenzano a vicenda alterando le sorti della guerra, alterne. Come si conviene le cose dovranno molto peggiorare prima di rivedere la luce e c'e' tempo per il piu' classico dei grandi tradimenti e la morte di Hawkwoman(appena appena telefonato), e comunque ad un certo punto arriva Kilowog e per il gran finale la formazione dei combattenti diventa: (le due Green Lanters escluse dalla guerra e impegnate a terraformare Thanagar per renderlo nuovamente e rapidamente abitabile, dando un occhio anche a trovargli una nuova orbita) Adam Strange (e famiglia), Tigorr, Hawkman, Hawkgirl, Captain Comet contro i cultisti e il loro Dio. Nonostante alla fine Gibbons (e/o la DC) si sia tirato un poco indietro rifiutandosi di spingere sul problema della guerra, di chi abbia torto e chi no inventandosi la via d'uscita di un esercito di zombie malvagi la storia vive di momenti drammatici e di violenti scontri ''pochi contro moltissimi'', e' un racconto epico che ripropone alla grande le tante forze spaziali DC. Conclusioni: nessuna. Rann-Thanagar War e' effettivamente la miniserie a dare ufficialmente il via a Infinite Crisis: la situazione non si conclude, la guerra non termina, con la scomparsa dei cultisti un misterioso fenomenno spaziale, un sorta di buco non nero e vorticante, compare nello spazio attirando tutte le forze in campo.

hellbly @ 11:11 | commenti (popup) | commenti
domenica, febbraio 26, 2006 | in : cinema e tv
Aeon Flux: la breve premessa. Che piaccia o meno, Peter Chung e' uno dei nomi piu' noti dell'animazione americana: il suo primo successo fu appunto la serie animata di Aeon Flux, anno 1995, una delle prime (quantomeno la prima di successo) produzioni autonome di MTV; da quel momento in poi l'autore e' sempre stato in grado di legare il proprio nome alle mode piu' influenti anno per anno: nel 1997 svolge il compito di character designer per la serie nipponica di Alexander anticipando di qualche anno l'invasione degli anime, nel 2000 realizza i titoli di testa per il cult (sempre giapponese) Party 7 (i.x.b.); nel 2003 cavalco' il nuovo spirito multimediale partecipando alla realizzazione corale degli Animatrix, l'anno successivo, questa volta in assolo, propose la versione animata del progetto ancora piu' multimediale legato a Riddick (i.x.b.).  Uno stile di disegno assolutamente originale, o per lo meno cosi' sembrava al grande pubblico poco attento alle produzioni indipendenti, trame fantascientifiche ancora piu' innovative e originali, o per lo meno cosi' sembrava al grande pubblico poco attento alle produzioni europee: non voglio togliere meriti a Chung ma c'e' molto del fumetto francobelga nelle sue ideazioni. Conclusa questa piccola presentazione vale la pena comunicare a chiunque la ricordi o l'abbia mai guardata e apprezzata che il film e' straordinariamente (rispetto a quanto ci si potesse aspettare) fedele alla serie animata: dalla camminata da ragno di Aeon, alle droghe psicotropiche, agli impianti genetici, agli elaborati giardini pieni di trappole, per tutta la sua durata si possono riscontrare innumerevoli e impressionantemente riprodotti spunti e concept tratti dall'originale. E' inutile trattenersi: sono andato al cinema con basse speranze e ancora minore anticipazione, e per la prima volta da veramente tanto tempo mi sono trovato a guardare un film eccezionalmente superiore alle attese, incredibilmente avanti ai miei piu' rosei desideri; ben considerando la disparita' economica tutta a suo favore Aeon Flux e' una sorpresa di tale gradita fattura da equipararsi all'ottimo Equilibrium (da me amatissimo). L'unico difetto del film, e ne voglio parlare subito, e' compresente ad uno dei suoi maggiori pregi: la protagonista. Charlize e' splendida, la tutina nera aderente di Aeon le sta da dea, indossa un pigiama da infarto, recita bene e con impegno nonostante non si trovi ad interpretare uno dei suoi ruoli impegnati (segno di grande professionalita'), da' al ruolo spessore, grazia e ineffabile bellezza: pero' in tutte le, molte, scene d'azione e' evidentemente sostituita da una controfigura, e si vede, ed e' un (piccolo) peccato. La storia e' diversa rispetto a quella della serie, per ovvie ragioni, e comunque l'adattamento e' stato realizzato con perizia e senza scadere su facilonerie beote: nel futuro prossimo un virus ha spazzato via il 99% dell'umanita', prima che venisse trovata una cura; i sopravvissuti si sono rinchiusi in una citta' fortezza che li difendesse e proteggesse dalla minacciosa Natura esterna, che garantisse loro un tenore di vita elevato, una prigione dorata. Come punto di partenza si tratta di una situazione piuttosto nota e usata, ma il trattamento datale in fase di sceneggiatura la libera da ogni pregiudizio e stereotipo garantendo interesse e mettendo in piedi catene di eventi avvincenti e densi di particolari capaci di calamitare l'attenzione e lasciare senza fiato durante i vari capovolgimenti e scene d'azione o sentimentali. In questo mondo perfetto e controllato un gruppo di ribelli lotta per rovesciare il governo e riportare all'umanita' la vera liberta: Aeon Flux e' la piu' formidabile agente del gruppo, un assassina impareggiabile in grado di vincere qualsiasi minaccia e fronteggiare ogni avversario. Gli effetti speciali sono adeguati alle piu' recenti possibilita' tecnologiche, il fatto piu' notevole e considerevole e' la totale assenza di invadenza: il loro essere completamente assoggettati alle esigenze del regista e il loro servire esclusivamente come aiuti atti ad aumentare la spettacolarita' di alcune sequenze. Senza mai essere loro stessi il soggetto della ripresa. Tutti gli effetti digitali sono funzionali alla messa in scena, alla rappresentazione e non viceversa: non c'e' abuso di fondali, misteriose fonti luminose, o altre inutili e insensate alterazioni virtuali; tutto avviene nel piu' considerevole e oggigiorno fuori dall'ordinario rispetto per la sceneggiatura e per il attori. Karyn Kusama si era gia' messa in luce con il suo precedente Girlfight, film intrigante e sottovalutato, con Aeon Flux dimostra una profondita' e facilita' nel trovare inquadrature e angoli espressivi non scontati ammirevole; un'altro entusiasmante picco di stupore e' raggiunto dai dialoghi: su una trama del genere, tra l'ecologico e l'eugenetico, e' piu' che plausibile attendere dialoghi patetici, triti, e riconoscibili a distanza. Aeon Flux possiede dialoghi brillanti, seri, mai compiaciuti, rapidi e concisi senza offensive spiegazioni di concetti comprensibili da chiunque possieda un normale quoziente intellettivo, improvvisamente illuminati da una battuta precisa e calzante. L'unica linea, involontariamente o meno, eccessivamente ilare e' quando a Charlize viene detto che il suo e' ''un buon DNA'': mi sembra ovvio, non avro' mica faticosamente trattenuto a stento in bocca la saliva per due ore se fosse stato altrimenti, no? 
hellbly @ 02:15 | commenti (3)(popup) | commenti (3)
sabato, febbraio 25, 2006 | in : cinema e tv

Death Train: terza e per adesso ultima uscita casalinga per Hideshi Hino's Theater of Horror. Arrivato alla meta' del progetto mi sento di poter affermare che i registi scelti per i mediometraggi siano stati pescati dal blocco dei giovani/inesperti: anche qui infatti al nome del regista e' difficile abbinare produzioni che diano idee sul suo curriculum. Tre amiche in treno per andare al luna park restano coinvolte, gravemente, nel successivo flash/deragliamento. Il giorno dopo, come se nulla fosse successo, le tre riprendono le proprie normali attivita': la realta' tuttavia sembra leggermente distorta (lievi effetti visivi e sonori a mostrare un'ombra di stranezza), per non parlare dell'oscuro figuro che pare seguirle. Da quel momento in poi seguire la storia diventa un'esperienza faticosa e ambigua: si susseguono eventi incomprensibili, una delle ragazze muore, un altro flash, zombie per le strade, altri giri in treno. Sicuramente il migliore dei tre da un punto di vista strettamente orrorifico, pur restando ampiamente incomprensibile specie nel finale; totalmente diverso dagli altri due, privo delle trovate buffonesche, dei pupazzi da poco e di quel po' di splatter: sostituiti da un prodotto atmosferico, silenzioso e vagheggiante.

Lizard Baby: secondo episodio (ordine d'acquisizione soggettivo) uscito in dvd per il Theater of Horror di Hideshi Hino; sceneggiatore professionista in crisi creativa, con moglie prossima a partorire e necessita' economiche impellenti, e' alla disperata ricerca di un'idea originale per un soggetto horror: seguendo una delle norme fondamentali della scrittura (parlare di cio' che si conosce) il protagonista si sblocca e comincia a lavorare su una donna incinta che finisce per partorire un Visitor, un bambino mezzo umano e mezzo rettile. La realta' imita l'arte e la moglie dello sceneggiatore da' effettivamente alla luce un piccolo e adorabile uomo-lucertola. Come in Boy from Hell si parte con una descrizione familiare positiva che finisce improvvisamente ribaltata a causa del lavoro del genitore in qualche modo capace di ferire e deformare il figlio: il genitore continua ad amare ma progressivamente impazzisce. Anche in Lizard Baby, come in Boy from Hell, ci sono vari inserti ed effetti speciali ''disegnati'' dall'autore del manga: le similitudini potrebbero suggerire alcune linee guida imposte agli autori dei mediometraggi. Il bambino rettile e' un pupazzino molto simpatico dai movimenti limitati che assomiglia vagamente al camaleonte dei Sofficini Findus. Una delle idee migliori del regista (Yoshihiro Nakamura, sceneggiatore di Quill, i.x.b., alla sua seconda o terza esperienza come regista) e' quella di ingannare continuamente lo spettatore mostrando senza soluzione di continuita' la vita' reale dei protagonisti, la vita mostruosa raccontata nella sceneggiatura in corso di scrittura, e la vita mostruosa rappresentata dal film in corso di ripresa: alla fine non si riesce a capire cosa sia vero e cosa no. 

hellbly @ 11:39 | commenti (popup) | commenti
sabato, febbraio 25, 2006 | in : cinema e tv
Hostel: Hellbly vorrebbe parlare di se' in terza persona per dare un senso al presente post. Hellbly nomina Hostel vincitore incontrastato del premio ''trailer truffa'' (assegnazione aperiodica); Hellbly dichiara: ''Tarantino e' una puttana e questo film e' una merda''; Hellbly stancamente osserva come la trama di Hostel ricalchi noiosamente il precedente film di Eli Roth, Cabin Fever, seguendo la semplice scansione di scene di sesso giovanile e mediocri squartamenti: la prima ora e' come quei film tipo American Trip o Euro Trip (Hellbly non li ha mai visti, ma sa come sono). Due amici americani in viaggo in europa alla ricerca di sesso hanno la cattiva idea di spingersi un po' troppo ad est e finiscono invischiati del piu' stereotipato club per ricchi annoiati (invece di fare cacce all'uomo, e' possibile torturare a morte: cambia poco). Hellbly spiritosamente commenta: ''Hostel e' un incubo.... ma solo per le agenzie turistiche est europee.'' Hellbly ride della propria battuta e se la commenta da solo: ''le scene di tortura sono inferiori ad un qualunque film Troma, l'unico elemento terrorizzante e' il pensiero che andare in qualunque ex-Madre Patria Russa (o roba confinante) voglia dire essere derubati, incontrare sodomiti, venire raggirati, torturati e ammazzati e, cosa peggiore di tutte'', aggiunge Hellbly sempre ridendo del proprio humor, ''farsi ragazze che sembrano fighe ma solo finche' sono truccate.'' Hellbly aggiungerebbe qualche parola sulla scontatezza del finale ma il film e' stato talmente deprimente da fargli venire sonno.  
hellbly @ 00:56 | commenti (9)(popup) | commenti (9)
mercoledì, febbraio 22, 2006 | in : cinema e tv

Shinobi - Heart Under Blade: a proposito di questo film frequentemente lo si indica come la trasposizione live action di Basilisk (i.x.b.), non e' corretto; il rapporto tra il manga, e l'anime, Basilisk e il film Shinobi e' di parallelismo, non di subordinazione, in quanto entrambi prendono direttamente spunto dallo stesso romanzo di Futaro Yamada. La trama e' quindi sostanzialmente la stessa (con immense divergenze... non essendo possibile mettere le mani su una versione leggibile della vicenda originale mi e' impossibile dire quale delle due sia piu' fedele): 1614, il Giappone e' in pace dopo secoli di lotte, l'erede della famiglia dei ninja Kouga e quella della famiglia Iga si incontrano e innamorano; l'unione tra loro potrebbe portare la pace tra le due stirpi separate da una faida secolare. A differenza del manga l'incontro tra i due giovani e' fortuito e il loro e' amore a prima vista, tenuto segreto alle rispettive famiglie (anche qui vincolate dal trattato di tregua di Hanzo), addirittura i due si sposano in segreto: Tokugawa Ieyasu comanda la guerra tra i due clan non per decidere il diritto di successione (comunque presente) ma ingannato dai suoi consiglieri, gelosi della forza dei ninja, che lo spingono a cedere alla paura che i nemici della pace possano usare le potenti arti dei due clan per allontanare il Giappone dall'unificazione tranquilla e beata raggiunta con tanta fatica. Un'altra considerevole differenza riguarda il personaggio di Oboro, l'erede di Iga: nel manga/anime e' una ragazzetta ingenua e di buon cuore senza la minima abilita' per il combattimento, nel film e' invece una ninja addestrata al pari degli altri. Nel film il sognatore e' Gennosuke, ma quasi tutti i protagonisti sono caratterizzati da psicologie meno estreme e brutali. La trama della versione live e' evidentemente giovanilistica e studiata per far presa sulle deboli menti degli spettatori richiamati dalle belle facce degli attori: e' un Orgoglio e Pregiudizio con una caterva di sbudellamenti. Shimoyama Ten, che alcuni ricorderanno per il ripugnante St. John's Word (i.x.b.), dirige un film alla moda con attori e attrici belli come idol, lontanissimi dalle mostruosita' grottesche del manga/anime: tutti i poteri ninja, pur tentando di mantenere una certa corrispondenza, sono di conseguenza cambiati per eliminare e annullare ogni deformita', anche il potere degli occhi dei due leader e' cambiato; c'e' molto filo, molto rallenty e parecchi effetti digitali di vario livello (alcuni decisamente scarsi, altri buoni): ogni immagine porta una patinatura lucida e brillante, piena di colore, luminosa e abbagliante. Un altro mondo rispetto alla versione datane nel manga/anime. Forse, se Shinobi fosse stato preso direttamente dal manga/anime, il risultato avrebbe potuto essere migliore, interessante: invece di un plagio dei film, discutibili per qualita', di Kitamura. Effetto a cui partecipa anche la presenza nel cast di Tak Sakaguchi. Per incontrovertibili questioni di tempo e durata i ninja a combattere non sono 10 per parte, ma solo 5 (ma non solo questo: nel film uno dei ninja e' dal lato sbagliato della palizzata, o almeno rispetto a quanto mostrano nel manga/anime): combattimenti mal gestiti, mediocri al massimo, privi di originalita' . I dialoghi sono pessimi del genere patetico esplicativo, quelli cioe' dove, per compensare l'incapacita' espressiva degli attori e la demenza comprensiva degli spettatori, si spiega ogni cosa verbalmente come fossero didascalie. Shinobi e' un brutto film di per se', visto avendo presente l'anime e' ancora peggio perche' nel confronto si palesano tutte le mancanze della sceneggiatura che sul finire abbandona ogni decenza proponendo una conclusione capace di infliggere il colpo di grazia ad ogni possibile bonta' tragica. Nel manga/cartone gli occhi di Gennosuke possono controllare la mente degli avversari, quelli di Oboro sono in grado di cancellare le arti ninja; nel film Oboro ha occhi laser che distruggono il corpo dall'interno, Gennosuke puo' rallentare il tempo e fingersi Flash. A questo punto avrei quasi paura a leggere la storia originale: se per caso dovesse assomigliare piu' a Shinobi che a Basilisk ne resterei indicibilmente amareggiato.

Basilisk (5 volumetti serie completa): tra il manga e l'anime (i.x.b.) c'e' perfetta sincronicita', la storia raccontata e' esattamente la medesima e al massimo si possono trovare leggerissime differenze dovute ai diversi tempi di fruizione per cui nell'anime si dedica un po' piu' tempo ai combattimenti e nel manga si trovano per contro alcuni dialoghi piu' approfonditi. Disegnato bene con un character a dir poco insolito per la produzione nipponica, anche se negli ultimi anni e' facile notare un discreto abbandono dei canoni stilistici classici nel manga, non rappresenta pero' una lettura avvincente o di qualita': decisamente migliore nella sua trasposizione animata.

hellbly @ 23:40 | commenti (2)(popup) | commenti (2)
mercoledì, febbraio 22, 2006 | in : fumetti e libri

Countdown to Infinite Crisis: ultimo passo prima della rivoluzione universale DC, crossover atipico che ha coinvolto in vario modo tutte le testate nella seconda meta' del 2005 svolgendosi lungo 4 binari paralleli di altrettante miniserie all'interno delle quali andavano a svolgersi i maggiori nodi di trama: O.M.A.C. Project, Villains United, Day of Vengeance, Rann-Thanagar War. Vale ricordare anche la mini in 4 episodi dedicata al Ritorno di Donna Troy e il volume omonimo che da' l'avvio al tutto, volume di cui ci occupiamo ora: 80 pagine per 1 dollaro, DC Comics ama i suoi lettori. Protagonista della storia e' Blue Beetle e, come ci ha tristemente ricordato Identity Crisis, quando una storia si apre con un personaggio secondario, e' facile che questo vada a morire. L'amato protagonista di tante storie della JLI inizia la storia introducendosi in un qualche posto che non ci e' dato riconoscere per scoprire poco dopo un database contenente informazioni, identita' segrete e affiliazioni varie di tutti i supereroi: dopodiche' parte il flashback a 4 giorni prima. Ted e' l'eroe di nessuno, inventore, buffone, addestrato ma privo di reale talento per la lotta: Beetle e' l'eroe che avremmo potuto essere e, come spesso gli capita, e' adesso sull'orlo della banca rotta. Nelle prime pagine dell'albo fa la sua prima comparsa il nome dell'OMAC Project: qualcuno sta fregando e acquisendo la Kord. Prima pero' bisogna ricordare il passato, le risate con Booster Gold, la fantasia e il divertimento... prima che Sue Dibny venisse uccisa; poi si va da Max Lord, poi da Batman: anche la Wayntech e' stata vittima dell'azione di OMAC. Batman e' pero' molto preso da un recente caso e non e' interessato a prestare attenzione a Beetle, come al solito per altro, per non parlare del semplice fatto che Batman stia li' li' per ricordare cosa gli sia stato fatto da Green Arrow e il resto della League.
L'indagine prosegue male, Ted chiama in aiuto tutti gli altri eroi ma nessuno arriva a dedicargli l'attenzione richiesta e finiscono per andarsene quasi scocciati; Ted pero' si sta avvicinando a qualcosa e infatti vengono mandati dei sicari a fermarlo. La scena si sposta per mostrare gli ultimi preparativi dei Villains gia' United sotto il segno di Lex Luthor e della vendetta del Dr. Light, coordinati dall'Oracle versione malvagia: Calculator. Un altro cambio di scena, le azioni di Beetle ci mostrano tutto quanto stia per accadere: le forze magiche sono in subbuglio, lo Spettro e' pronto per il Day of Vengeance. Intanto proseguono i tentativi di ammazzare Beetle: Booster Gold finisce all'ospedale, The Bug viene distrutto e Ted finisce al pronto soccorso della JLA solo per essere nuovamente messo da parte all'arrivo della richiesta d'aiuto di Adam Strange nella Rann-Thanagar War. Alla fine Ted scopre la verita': una verita' difficile (e prevedibile visto che tutti i membri della JLI sono stati utilizzati in punti chiave della trama pre Crisis). Max Lord e' dietro l'OMAC Project, un esercito di spie e soldati studiati per mettere sotto controllo/uccidere tutti i metaumani della Terra; la DC decide di distruggere tutto e da' una spiegazione lampo della comica JLI, una spiegazione odiosa ma necessaria alla nuova atmosfera mortale del DCU. Alla fine Blue Beetle viene ucciso. OMAC (One Man Army Corps) Project mettera' gli eroi gli uni contro gli altri cercando di dividerli, di farli uccidere a vicenda, di generare paranoia nella community; in Day of Vengeance lo Spettro ed Eclipso tenteranno di distruggere tutta la magia della Terra; in Villains United Lex Luthor, Black Adam, Dr. Psycho, Talia, Deathstroke e Calculator proveranno a dominare il mondo; infine la Rann-Thanagar War rischia di distruggere l'intero universo. Tra gli strilli sulle varie copertine e gli accenni invitanti di autori ed editori sappiamo che 3 di queste mini si concluderanno con conseguenze non critiche, e che solo una delle 4 sara' la vera iniziatrice di Crisis.

Batman 635-641: (Winick-Mahnke) ricapitoliamo il post War Games: Robin e Batgirl si sono spostati a Bludhaven per coprire l'assenza di Nightwing (in convalscenza e al momento di supporto part time a Batman) e starsene lontani da Batman pur continuando a fare il lavoro. Oracle e' andata. Il GCPD ha l'ordine di sparare a vista a tutti i ''capes''. Batman e' solo e Black Mask controlla tutta la criminalita' di Gotham ad eccezione della Hill di Onyx. Questa storyline, come ogni altra negli ultimi anni DC, e' stata lungamente preparata ed quindi abbastanza facile pensare chi si possa nascondere sotto il Red Hood: ad ogni modo Winick ci lascia la sorpresa posticipandola con un lungo flashback. Ogni storia da qui in avanti sara' pesantemente in continuity con altro (cerchero' comunque di non perdermi troppo), qui ad esempio scopriamo legami tra la Wayne e la Kord che verranno poi ampiamente sviscerati in Countdown e OMAC Project. Per il resto c'e' un nuovo Red Hood in citta', violento e senza rimorsi; intanto Black Mask consolida la propria posizione cercando e assoldando qualche freak. Winick si e' fatto le ossa su varie serie incentrare principalmente sui rapporti tra personaggi multipli e sui dialoghi: si vede, era da un po' che una serie di Batman non godeva di una cosi' buona qualita' e quantita' di scambi verbali, spesso veramente umoristici; per contro la trama e' appena appena un po' troppo leggera e nei momenti drammatici l'atmosfera inadatta pesa sul risultato emozionale. Nel 638 Red Hood va al Luna Park del Joker, dove vediamo un Joker depresso dall'inattivita', e gli da' una randellata di botte togliendosi poi l'elmo e rivelando la propria identita'... sorpresa: ex-Robin numero 2 e' tornato. In casa DC e' tempo di morti e ritorni, va bene: ma questo come cavolo e' tornato in vita? Eddai, e tutti i discosi sulle morti DC che restano morti? Batman comincia a sospettare dall'episodio successivo e va alla ricerca della stessa risposta: prova a chiedere in giro ai suoi colleghi ''magici'' (Zatanna, Jason Blood, Green Arrow), e gia' che c'e' rende noto di sapere quanto rivelato durante Identity creando non pochi problemi nei rapporti con gli altri leaguers, si spinge fino a Metropolis per parlare con chiunque sappia qualcosa di morte e certo Superman ne e' un esperto; intanto a Gotham Jason e Onyx combattono fianco a fianco contro alcuni criminali: le cose sembrano andare bene, Red Hood sembra simpatico, poi tira fuori un vulcan e ammazza tutti, poi prende il suo (si vede da lontano che e' misterioso) coltello e infilza Onyx. Dopo aver visto vari autori cimentarsi nel dramma Jason della vita di Batman la proposta di Winick arriva troppo debole e inconsistente: bravissimo a far sorridere ma decisamente insufficiente a creare tensione, l'incontro finale non raggiunge un briciolo delle aspettative create. Nulla viene detto sul come sia tornato in vita, a parte un bieco tentativo di Winick di suggerire al lettore che non sia cosi' importante saperlo: Jason e' tornato, in qualche modo, ed e' deciso a portare avanti la tradizione del Dark Knight senza pero' farsi trattenere dal codice di non-uccisione di Batman; altro fatto non spiegato e' l'accesso di Jason ad armamenti ed equipaggiamenti vari, alcuni dei quali non circolanti sul mercato: chi si cela dietro Jason? E soprattutto, quando potremo vedere un Ex-Robin, contro Ex-Robin contro Robin?

hellbly @ 08:07 | commenti (popup) | commenti
lunedì, febbraio 20, 2006 | in : cinema e tv

The Boy from Hell: primo episodio del Theater of Horror, esalogia di mediometraggi ispirati ai manga di Hideshi Hino con tanto di sigla e autopresentazione dell'autore all'inizio del film, uscita al cinema nel 2004. Fin dai primi minuti si possono capire due cose: budget scarso e una squisita dose di umorismo splatter: una famigliola felice in gita in macchina, la mamma al figlioletto ''non ti sporgere dal finestrino'', lui la ignora e un camion che passa in senso opposto gli stacca la testa. Se questa non fosse gia' un'ottima partenza basti aspettare un paio di minuti e godersi i titoli di testa su fondo rosso, musichetta sulla falsa riga di Profondo Rosso e lievi ululati spiritici. Tempo dopo una megera dalla risata diabolica regala alla madre un artiglio di qualche misterioso animale dicendole di usarlo per tagliare la gola di un bambino della stessa eta' del figlio defunto, per riportarlo in vita. Detto fatto. Come sa chiunque abbia letto Pet Semetery, la bibbia del genere, il rinato sara' mostruoso e tendenzialmente stronzo: in questo caso il bambino rivive nelle sembianze di un nano orrendo, deturpato e affamato di carne umana. L'ultimo personaggio ad entrare in scena e' il detective che si occupa di indagare sui successivi omicidi, figo ma dal naso enorme. In un ultimo tentativo di riportare alla normalita' il figlio zombie mutante la madre prova a sostituirgli il cervello bacato e putrefatto con quello fresco di un bambino morto da poco: l'effetto e' buono ma temporaneo e la madre impazzisce (impazzisce di piu'), e decide di tentare qualche operazione piu' radicale. Entusiasmo per l'ingresso in scena della motosega e dei famosi schizzi di sangue ad alta velocita'. Regia spiritosa e incalzante, effetti speciali da due soldi, fondali disegnati dall'autore del manga, simpatico delirio organizzato brillante di alcuni momenti di parossistica demenza: spero che anche i successivi episodi godano di un'edizione dvd.

Dogora - The Space Monster: film di mostri della Toho diretto da Ishiro Honda caratterizzato da una trama insolita e alcuni spunti non abituali del genere. Una misteriosa massa pulsante bluastra e luminescente in orbita intorno alla Terra sta piano piano distruggendo i satelliti delle telecomunicazioni, intanto al suolo si susseguono misteriosi furti di diamanti da tutte le parti del mondo: un investigatore occidentale arriva in Giappone per collaborare con le indagini locali, che finiscono per coinvolgere uno scienziato, che finiscono per spiegare che tutti i misteriosi accadimenti siano colpa del misterioso coso spaziale e delle sue misteriose abitudini alimentari. Raggiunta una certa dimensione l'ammasso cellulare bluastro diviene una viva minaccia per gli abitanti della Terra tanto da meritarsi un nome proprio: Dogora. E' un mostro particolare, dalla forma strana e dalle possibilita' diverse che danno un certo gusto al film rendendolo sicuramente una perla per gli amanti del tipo (presente!): semplicemente esaltante la scena dell'attacco defecante di Dogora che dopo essersi nutrito per cinquanta minuti circa fa piovere sulla terra una quantita' di ''detriti'' mortali. Stanco di restarsene nello spazio ad una mezzora circa dalla fine del film Dogora, ora pienamente formato a forma di eterea biancastra medusa tentacolare e fluttuante, scende d'altitudine per nutrirsi piu' direttamente. In seguito all'attacco di una discreta quantita' di modellini dell'esercito giapponese Dogora subisce una mutazione scindendosi in una quantita' di biglie luminose fluttuanti. Lo scienziato allora scopre come la struttura di Dogora sia sensibile ad una particolare sostanza prodotta in natura, in un lampo vengono approntare le armi adatte e si arriva allo scontro finale. C'e' ancora meno mostro-azione del solito in questo film ma risulta sicuramente un esempio raro all'interno della produzione di genere della Toho.

hellbly @ 23:31 | commenti (popup) | commenti
lunedì, febbraio 20, 2006 | in : fumetti e libri
The Return of Adam Strange 1-8: (Andy Diggle-Pascal Ferry) ci fu un tempo, prima della caduta di Atlantide e il risveglio di Cthulhu, in cui un uomo della Terra divenne il piu' grande Warlord di Marte; Burroughs scrisse la sua prima storia di John Carter di Marte nel 1912 (dubito che il film pare possa uscire entro la fine dell'anno, non so se sperarlo), senza troppo successo: l'autore divenne famoso (per Tarzan naturalmente) nel ventennio successivo. Nel 1958 Dc Comics decise di realizzare la propria versione di una delle hit fantascientifiche piu' note e amate d'ogni tempo, dando vita ad Adam Strange: le storie sono piuttosto simili. Un terrestre, una forma di teletrasporto temporanea, un pianeta lontano (nel caso di Adam Strange, Rann) socialmente in crisi, ascesa, matrimonio con la principessa etc. Pur non godendo mai di una serie personale il personaggio ha solcato senza problemi tutta la storia DC divenendo un punto fisso di ogni avventura cosmica: la presente miniserie e' l'ultimo tassello del Prelude to Infinite Crisis, dal prossimo post saremo in pieno Countdown (quindi all'incirca in linea con la produzione di meta' 2005), utilizzato da DC per riportare e riorganizzare un blocco di personaggi secondari da lungo tempo dimenticati. Andy Diggle e' l'ex editore della sfortunata, ma cult, 2000 AD: dopo il successo di The Loosers in DC gli hanno dato massima fiducia consegnandogli la nuova serie di Swamp Thing; il Ritorno di Adam Strange comincia con l'eroe arrestato e interrogato dalla polizia per ubriachezza e vagabondaggio: Adam aspettava il suo consueto Zeta Beam per tornarsene a casa e lasciare definitivamente la Terra, dopo mesi d'attesa si rivolse agli amici della JLA perche' indagassero sui motivi del ritardo. Un giorno Superman bussa alla sua porta: il sole del sistema di Rann e' andato in supernova, Rann e' andato distrutto. Tornato sobrio grazie al generoso trattamento della polizia Adam fugge per venire immediatamente attaccato da un paio di alieni che gli raccontano una strana storia sulla falsa distruzione di Rann; Adam li massacra, indossa la sua rinnovata e ultra hi-tech tuta spaziale e parte per lo spazio profondo. Diggle scrive un racconto da brivido impressionando per la bravura nel mantenere inalterato il fascino e lo stile retro' del personaggio riuscendo contemporaneamente a farlo muovere e ragionare secondo dinamiche comportamentali e spessore psicologico di grande modernita': eroe impavido, signore della guerra, diplomatico. L'interpretazione di Diggle riprende l'Adam Strange possente della versione classica, lo rinnova, lo umanizza ma lasciandosi alle spalle le problematiche sociali e culturali, per esempio, della mini di Kubert (Adam Strange l'alieno primitivo, violento e ignorante sull'avanzato e pacifico pianeta Rann). Nel corso degli 8 episodi Diggle infila agilmente e con buona considerazione per la trama tutte le maggiori organizzazioni spaziali DC, sembra di essere tornati ad Invasion (eccezione per il Corpo della Lanterne Verde, i.x.b.): gli Omega-Men, la nuova L.E.G.I.O.N., i Darkstars, spie durlaniane e, fondametali, i thanagariani (qui rappresentati senza mezzi termini in versione Klingon volanti). Ed e' proprio Thanagar il centro del problema: l'Impero sembra pronto a prendere il ruolo che si presume gli spetti nella gerarchia spaziale, con il Corpo della Lanterne Verdi distrutto (o cosi' loro credono, ahahahaha) si apprestano ad autoeleggersi nuovi pacificatori galattici; l'impero pero' e' diviso al suo interno e ci sono poteri che tramano nell'ombra del tradimento, culti della morte. Il viaggio di Adam Strange e dei suoi compagni avra' buon fine, piu' o meno: la mini butta le piu' definitive basi per l'imminente conflitto Rann-Thanagar. La tecnologia dello Zeta Beam non e' piu' cosi' segreta, gli Omega-Men hanno legato con Adam Strange, Vril Dox e' stato coinvolto (ne' Rann ne' Thanagar hanno un contratto con la L.E.G.I.O.N. quindi puo' esserci guadagno per lui), Rann e Thanagar si trovano ora a dividere una striscia di spazio troppo piccola per tutti e due i pianeti. Il piu' bel fumetto di fantascienza nord americana che mi sia capitato di leggere dalla fine degli anni '80. Pascal Ferry supporta il tutto con disegni dettagliati, tecnologia affascinante, effetti di combattimento ottimali, bel design per gli alieni, e caratterizzazioni dei volti in stile retro' molto piacevole: un gioiello.
hellbly @ 09:29 | commenti (popup) | commenti
sabato, febbraio 18, 2006 | in : cinema e tv
Casanova: sottolineare l'ovvio per una volta fornisce uno spunto che mi giochero' in continuazione nei prossimi giorni... dopo la performance omosessuale i due cowboy gay ci vengono subito rapidamente riproposti in ruoli da vero uomo (uno in Jarhead, l'altro qui); dopo essersi fatto uno, Heath Ledger ci dimostra di riuscire a farsi mille donne e piu'. Il primo tempo regala solo un paio di situazioni simpatiche perdendosi principalmente nella lunga introduzione a tutti i travestimenti, scambi di persona e generici intrecci di trama che forniranno una divertente varieta' di buffonerie ad animare il ben piu' concitato, vivace e apprezzabile secondo tempo: un po' grezzo in certe sue uscite e gag il film stupisce con umorismo d'altri tempi sullo sfondo di una Venezia che sembra il Venician popolata di donne bellissime, uomini instancabili, goffi inquisitori e un annoiato doge. E' la storia mai raccontata dell'unico vero amore di Casanova, l'intellettuale Francesca Bruni, scrittrice sotto pseudonimo di libelli eretici d'emancipazione femminile, promessa ad un ricco mercante, Re del Lardo, genovese; parallelamente si muovono tutta una quantita di personaggi strampalati da commedia buffa: ognuno parimenti interpretato con stile e ironia. E' un bel filmetto, aldisopra delle aspettative, molto leggero, con un paio di momenti esilaranti: la scena del sesso orale nascosto funziona sempre alla grande. 
hellbly @ 09:30 | commenti (3)(popup) | commenti (3)
sabato, febbraio 18, 2006 | in : fumetti e libri
Green Lantern Rebirth: avete presente quel gesto che da un paio d'anni va molto di moda tra gli sportivi? Quando si battono il pugno sul cuore per far capire al pubblico di esserci, di essere in ''campo'' per lo sport e non per i soldi, di impegnarsi e di trionfare con la forza del proprio spirito? Bene. Nello scrivere questo post sto facendo la stessa cosa. Ebbene si': sono uno di quelli che dal Green Lantern (vol.3) 50 del Marzo 1994, dal Tramonto di Smeraldo, non ha mai smesso un giorno di lamentarsi e pietire il ritorno dell'eroe. Qui convergono tutta una serie di storie ma cerchero' di essere breve. Nei primi anni '90 il mondo dei comics americani era in crisi: il rapporto editori-autori era alla sua svolta definitiva, la nascita dell'Image e dei personaggi di proprieta' del creatore, l'autogestione; le due maggiori case editrici, inizialmente, provarono a sopravvivere senza, rifiutandosi di accettare un tale cambiamento di status e provando a rinvigorire i propri personaggi dall'interno. In casa DC si fece l'impensabile... oggi, guardando in retrospettiva, si possono considerare quel blocco di storyline il primo passo verso l'odierna impostazione DCU (qualcosa che, pero', si deve principalmente alla volonta' del grande Eddie Berganza), strizzando un po' gli occhi s'intende. Il piu' grande supereroe DC, il simbolo stesso della casa editrice: cosa gli si poteva fare? Ammazzarlo. Il piu' grande uomo/macho/figo DC, L'Uomo (non Lobo, Batman): cosa gli si poteva fare? Castrarlo (beh, spezzargli la schiena veramente ma e' uguale). Chi resta? Resta il piu' nobile dei supereroi, il piu' coraggioso, la pietra di paragone della giustizia (e' vero!), il primo dei secondi, l'idolo di almeno 3 generazioni di DC Jeek: cosa si poteva fare ad Hal Jordan Green Lantern? Farlo impazzire e trasformarlo in un villain. Ogni supereroe DC ha una sua citta' come base d'operazione e oggetto primario di protezione: per Hal Jordan questa era Coast City. Durante le vicende del Ritorno di Superman Coast City fu rasa al suolo e i suoi abitanti sterminati, tutti. Hal Jordan non aveva saputo difenderla. Ma non basto' questo a farlo impazzire, non del tutto: quei bastardi dei Guardiani, maledetti, se la prendono perche' in un impeto di disperazione il povero Hal aveva provato a riportare in vita i suoi cari; questo si' che lo fece incazzare di brutto: la piu' grande Lanterna Verde della storia, la piu' abile e la piu' forte ad usare l'arma piu' potente e pericolosa dell'universo... uno che normalmente non si vorrebbe far incazzare a morte. In una cinquantina di pagine Hal Jordan ammazza tutti i sopravvissuti tra i suoi compagni Lanterne Verdi, i suoi allievi, il suo maestro, naturalmente anche i Guardiani, poi ne assorbe tutto il potere e si trasforma in Parallax. Un tipetto piuttosto divino che per sfizio da' il via al crossover Ora Zero, e qui cominciano i problemi. La DC degli anni '90 e' quella che ha quasi rischiato la chiusura (fatto che ha portato appunto Berganza alle redini editoriali): storie insensate, sceneggiatori demenziali, disegnatori di merda, una vera porcheria generale; il peggio si raggiunse con la gestione di Parallax e della nuova Lanterna Verde Kyle Rayner. Ora Zero avrebbe dovuto essere la nuova Crisis, e fu una schifezza a tratti orripilante: Parallax distruggeva l'universo per poterlo ricreare piu' giusto e finiva ammazzato da Green Arrow; poi tornava piu' volte sulle pagine di Green Lantern deciso a riprendersi l'anello con le buone o con le cattive: alla fine, totalmente incapaci a gestirlo, gli ''autori'' lo spararono nello spazio e addio. Poi la DC si riprese. Con Final Night uccisero Parallax cercando, alla fine, di redimerlo. Intanto i fan vociavano, scrivevano, si struggevano e battevano il petto lamentosi: ''ridateci Hal Jordan, l'unica e sola e vera Lanterna Verde!'' In DC pero' non volevano farlo e per ragioni comprensibili: le nuove direttive editoriali prevedevano una maggiore consistenza narrativa, i morti avrebbero dovuto restare morti, i cambiamenti essere definitivi, tutto per dare spessore e continuita' alle storie, vincere la battaglia delle edicole con la robustezza. Pero', per accontentare parzialmente il pubblico, si fece in modo di reintrodurre Hal Jordan nel DCU sotto forma di nuovo ospite dello Spettro, una specie di fantasma quindi. Ma l'idea funziono' poco e non ha mai preso piede, i fan continuavano a protestare e sperare. Ed eccoci qui: in prossimita' della nuova, nuova Crisis si sono arresi e con questa mini ridanno il giusto al giusto. La situazione all'inizio di Rebirth e' quindi la seguente (e facciamoci anche una carrellata di Lanterne Verdi, che e' sempre bello): Hal Jordan e' lo Spettro ma negli ultimi mesi ha suggerito piu' volte come questa situazione sia tutt'altro che permanente; Alan Scott e' tornato a farsi chiamare Lanterna Verde, ma non lo e' manco per il cazzo (e giusto per la cronaca: neppure Jade e' una Lanterna Verde); John Stewart e' l'attuale Lanterna Verde della Terra in forza alla JLA; Kyle Rayner, dopo Obsidian Age (i.x.b.), ha lasciato la Terra per ritrovare se stesso nello spazio; chi resta? Guy Gardner, anni fa, smessi i panni di Lanterna Verde, scopri' di essere un mezzo alieno di qualche tipo e inizio' a farsi chiamare The Warrior ma con scarsa fortuna e fini' per aprire un bar e scrivere un libro... ah, nel caso ve lo chiediate, Kilowog e' ancora vivo perche' Kyle Rayner l'ha resuscitato. No, non e' un nuovo potere dell'anello (cosa che farebbe girare un po' le palle ad Hal): e' solo grazie alla sua particolare biologia aliena. Green Lantern Rebirth, miniserie in 6 capitoli scritta da Geoff Johns e disegnata da Ethan Van Sciver. Episodio 1: Kyle Rayner precipita sulla Terra alla vecchia maniera delle Lanterne Verdi, porta con se' una bara; intanto Hal, John e Guy sono a vedere una partita di Baseball e parlano del passato, ma lo Spirito della Vendetta interviene: Hal non puo' prendersi pause. Green Arrow e la nuova Speedy si preparano ad uscire di pattuglia quando uno sfigato vecchio avversario di Hal si presenta per rubare l'Anello (diciamocelo: Batman avra' l'anello di kriptonite, ma Green Arrow ha un vero anello delle Green Lantern), poco dopo arriva anche Hal: e' evidente che la sua situazione stia peggiorando troppo rapidamente, Hal non ha piu' il minimo controllo sullo Spettro. Poco dopo Guy perde il controllo dei propri poteri, un aereo in volo sopra il cratere che era Coast City trova... Coast City! Infine, a chiusura di un episodio libidinoso, la rabbia di Batman, e Carol. Van Sciver e' uno dei migliori giovani disegnatori nel settore, dettagliato, agile, ottima capacita' nel posizionamento delle scene, invidiabile abilita' nella rappresentazione narrativa; Johns e' uno dei capisaldi della produzione DC da anni, conosce i personaggi, li ha scritti con abilita' costante: non e' un genio ma per questa storia non era necessario un genio, ma qualcuno in grado di scrivere con pienezza intorno ad un argomento inevitabilmente controverso, ovvero la giustificazione per il ritorno di Hal Jordan dando pero' maggiore risalto alle reazioni dei suoi amici, sia a livello di interpretazione emozionale sia di bruto combattimento e soprattutto alla piena scansione dell'uomo e dell'eroe, e del male. Adesso veniamo alla suddetta giustificazione, piuttosto semplice in realta': avrebbe potuto essere molto peggiore e difficilmente migliore quindi la accettiamo con soddisfazione. Parallax non e' Hal Jordan, ma un'entita' malvagia e antica che i Guardiani imprigionarono all'interno della batteria centrale, nel corso dei millenni la prigione perse parte della propria consistenza permettendo a Parallax di influenzare i portatori dell'anello: ne scelse uno in particolare, il piu' forte tra loro, e lo spinse ai comportamenti visti in Twilight e si fuse con lui creando il Parallax Hal Jordan (viene anche finalmente spiegata la ragione dell'impurita' gialla e persino dei capelli brizzolati di Hal). Quindi il nesso concettuale e' il seguente: Hal Jordan, lo Spettro e Parallax sono tre persone separate. Verde e' il colore della forza di volonta', giallo e' il colore della paura... la storia e' eccellente, mi sono a stento trattenuto dal saltare come Tom Cruise da Oprah, e non ne parlero' oltre (salvo far presente che ci sono pure gli anelli gialli e Sinestro), i suoi risultati finali sono: Guy Gardner e' nuovamente una Lanterna Verde; lo Spettro vaga senza ospite; Hal Jordan e' tornato, l'uomo senza paura (quello vero), the one, the true Green Lantern. In brightest day, in blackest night, no evil shall escape our sight, let those who worshoip evil's might, beware our power.... Green Lantern's Light! Il Corpo delle Lanterne Verdi e' tornato, i Guardiani sono tornati, Ganthet e' morto... vabbeh. In ultimo: John resta nella JLA, Guy, Kyle e Kilowog partono per reclutare nuove Lanterne, Hal va sulla sua nuova fiammante testata.
hellbly @ 01:10 | commenti (popup) | commenti
sabato, febbraio 18, 2006 | in : fumetti e libri
Superman 204-215: il successo di Hush ha spinto la DC ha tentare di realizzarne una versione dedicata a Superman; cosi' nasce il ciclo ''For Tomorrow'', scritto da Azzarello e disegnato da Lee. Un anno prima un milione di persone sono scomparse, compresa Lois: da allora Superman e' cambiato, ha riassunto la modalita' ''sono un alieno'' gia' vista in altre storie con oggetto alcune varianti della sua follia. L'elemento centrale e' il rapporto tra il superuomo e l'umano, nella storia personificato da un prete con il cancro: i dialoghi tra i due sono frutto del talento di uno dei migliori scrittori impegnati sulla piazza, uno un po' troppo compiaciuto di se' (non da questa serie, gia' da prima) e decisamente predisposto ad una certa facilita' patetica alla fine decisamente noiosa e poco approfondita', specialmente nei suoi riflessi sulla sceneggiatura e la trama complessiva. I nodi principali sono il diritto di Superman ad interferire nelle vicende umane, il suo rapporto con Batman e Wonder Woman (affrontato pero' in maniera molto accademica ed evidentemente su costrizione da necessita' di crossover), l'amore per Lois, la Zona Fantasma e Zod. A differenza di Hush la catastrofe delle ''scomparse'' e tutta la trama connessa sono quasi completamente fuori continuity, questa sconnessione si ripercuote su tutto il valore complessivo; i personaggi sono caratterizzati con profondita' ma in modi volutamente deviati oltre alla semplice constatazione che ad un certo punto la storia vada decisamente fuori controllo costringendo l'autore a saltare alcuni passaggi e ad inserire concetti sbrigativi per risolvere le troppe questioni aperte. Azzarello in una delle sue performance peggiori, apparentemente stratificata ma strutturata con sufficienza e debolezza; dal punto di vista puramente grafico trovo Lee molto piu' adatto a rendere i toni scuri di Batman che quelli troppo brillanti di Metropolis e vari mondi alieni. ''For Tomorrow'' sarebbe stata una buona mini ottimo proseguimento di ''Birthright'' (a cui per altro si ricollega ufficialmente): la decisione di porla sulla collana Superman, la scelta di chiamare Lee a disegnarla per farne l'Hush della superfamily, sono riuscite esclusivamente ad appesantirla, accreditandola di troppi significati e tensioni irrisolte. E poi, semplicemente, Azzarello non e' Loeb. Per chi si chiedesse il segreto delle sparizione segue una breve sintesi e spiegazione: Jor-El (il padre di Superman) aveva la scienza e la preveggenza per sapere che Kripton sarebbe morto e salvarne la popolazione, la ragione per cui alla fine sia riuscito a salvare solo il figlio e' stato l'errore di credere che la distruzione di un pianeta non potesse succedere e compiersi completamente in un brevissimo lasso di tempo. Superman, come Batman ma solo ogni tanto, prepara dei piani di contigenza: ''in caso di imminente esplosione della Terra premere qui''. Il dispotivo a base delle sparizioni fu costruito da Superman stesso, un mega teletrasportatore che potesse rapidamente salvare la popolazione terrestre trasferendola nell'unico posto totalmente sicuro e da lui controllato: la Zona Fantasma. Poi, resosi conto di aver realizzato un paradiso troppo fico per gli umani e uno strumento troppo potente, decise di procurarsi un'amnesia parziale e dimenticarlo. Il resto e' idiozia.
hellbly @ 01:09 | commenti (popup) | commenti
sabato, febbraio 18, 2006 | in : fumetti e libri
Teen Titans/Outsiders. Titans 21-23: proseguono gli strascichi di Identity Crisis; il Dr. Light e' incazzato e pericolo, rapisce Green Arrow e gli comunica l'intenzione di uccidede la nuova Speedy proprio nel giorno nella sua affiliazione ai Teen Titans. Guest-Star: Hawk e Dove, seconda versione. Tutti i Titans contro il Dr. Light. La figura di Speedy torna ad essere per la DC il veicolo per portare un po' di dramma contemporaneo nei fumetti: il primo Speedy, durante il grande viaggio di Hal e Ollie in giro per l'America, servi' per parlare di droga; Peter David in una mitica storia di Hulk parlo' di AIDS, la nuova Speedy, diciassette anni, ragazzina cresciuta per strada, e' positiva alla malattia.
Outsiders 16-22: il gruppo e Black Lighting sono piuttosto rancorosi nei confronti di Nightwing, lo accusano di essere inadatto al ruolo di leader; il suo rifiuto di coinvolgimento gli impedisce di prendere le decisioni giuste, neppure Arsenal sta attraversando un gran periodo: Jade guida l'ammutinamento e Starfire arriva a darle man forte. In questo giro di numeri la serie cambia piu' volte disegnatore, segno poco promettente. Su Titans si parla di HIV, su Outsiders di abuso minorile, pedofilia e vendita' di bambini: Grace era una di loro e adesso vuole vendetta. I temi maturano improvvisamente, gli Outsiders ricorrono persino ad una trasmissione televisiva... tipo ''Chi l'ha visto?'' ma contro i criminali. Gli Outsiders si mettono in caccia contro il leader di questo traffico di bambini, per tutta risposta la figlia di Arsenal viene rapita. Il sistema di sicurezza per le case dei famigliari degli eroi e' veramente un cesso, capisco le motivazioni drammatiche della sceneggiatura ma potevano farla rapire durante una gita al parco o qualcosa del genere, non un'altra effrazione: dopo Identity e' ridicolo. Alla fine Lian viene salvata, ma non si capisce se troppo tardi o meno. Tempo di pausa per gli Outsiders, che tradotto vuol dire sesso pazzo per la base: una delle migliori introduzioni di Winick e' la frenetica, e corretta, attivita' sessuale di alcuni Outsiders.., non solo di Arsenal. Il tutto viene trattato sempre con grande ironia e delicatezza ma senza falsi pudori o censure emotive. Con l'episodio 20 scopriamo che dietro l'azienda alla base dei finanziamenti agli Outsiders si nascondono le Wayne Industries, non solo: il misterioso informatore di Arsenal altri non e' che Batman stesso. Nightwing la prende male: il seguente confronto con il suo mentore e' uno dei migliori dialoghi Dick-Bruce che abbia mai letto... una versione molto simpatica del giochiamo a chi ce l'ha piu' grosso. La conversazione tuttavia non e' totalmente priva di esiti: Batman sta ricordando cosa gli hanno fatto, la sua forza di volonta' sembra prossima a rompere il blocco (forse ci avviciniamo alla risoluzione del peggiore strascico post Identity Crisis)... come se non bastasse non e' stato lui a fornire le informazioni a Roy, come si e' visto in Teen Titans 23 da qualche tempo Deathstroke se ne va in giro impersonandolo. Deathstroke lascia Roy in vita ma ormai e' chiaro che tra gli Outsiders ci sia un traditore. A questo punto la storia rimane sospesa su un cliffhanger, interrompo il post qui perche' il proseguio finisce in mezzo ad altre trame: tra pochi albi saremo in pieno Countdown e la situazione trame intrecciate diverra' ancora piu' complicata.
hellbly @ 01:08 | commenti (popup) | commenti
giovedì, febbraio 16, 2006 | in : cinema e tv
Pinocchio 964: secondo la sua scheda su imdb (che non ho voglia di linkare) Shozin Fukui avrebbe realizzato tre film, l'ultimo dei quali nel 1996; cercando svogliatamente per internet ho trovato voce di alcuni suoi lavori in 8mm molto ricercati da fanatici del genere, mi e' parso anche di notare un certo cultismo nei confronti del regista in forma strettamente di nicchia, ma penso si debba piu' che altro alla voglia di stupire e di colpire portando ad esempio di un genere non esistente il nome di un autore secondario spacciandolo per chissa' che cosa. Fukui avrebbe voluto essere, o almeno riuscire a fare film, come il primo Tsukamoto e il primo Sogo Oshii: questo film del 1992 e' un pallido tentativo di copiare pari pari i metodi di ripresa di Tetsuo e di inserirsi nel filone cyberpunk giapponese (definizione creata dagli occidentali), vale la pena vederlo per accorgersi di quanto faccia la differenza il talento. E' notevole osservare come, a parita' apparente di tecnica e stile, il film di Tsukamoto sia una tempesta di sensazioni mentre quello di Fukui uno tsunami di merda. Due ninfomani acquistano illegalmente un poveretto modificato e lobotomizzato da uno scienziato pazzo per farne un oggetto sessuale; sfortunatamente a volte capita che, come escono di fabbrica PSP con i pixel bruciati, il prodotto finale non sia in grado di mantenere un erezione tale da appagare le due lesbiche (scene di sesso volgari e ripetitive, pateticamente deviate), che se ne disfano buttandolo in strada. Il ''cyborg'' finisce nelle mani di una barbona pazza che a forza di stare con lui perde ancora di piu' la testa finendo per mettergli un guinzaglio e incatenarlo ad una piccola piramide di pietra, o di metallo (comunque non una roba fissata al suolo, se la trascina dietro tipo croce); intanto i suoi produttori lo cercano per distruggerlo. Cosi' detta sembrerebbe esserci una trama, ma non e' cosi': ci sono una serie di scene giustapposte alternate a stramberie piu' adatte ad un film Troma dei poveri.
hellbly @ 23:46 | commenti (2)(popup) | commenti (2)
giovedì, febbraio 16, 2006 | in : fumetti e libri
Manhunter (Andreyko-Saiz) 1-5: tra i tanti morti del momento in casa DC si e' fortunatamente deciso anche per qualche rinnovamento in senso positivo; Kate Spencer e' un avvocato della procura di Los Angeles e un'incallita fumatrice (divorziata e con figlio affidato al padre), nel suo ultimo caso il pluriomicida serial killer metaumano conosciuto come Copperhead (mai sentito prima.. nuovo per la storia, penso) viene assolto dalle imputazioni per via del suo metagene. Manco due minuti dopo, mentre sta venendo trasferito in qualche ospedale, evade e si mette subito a massacrare con letizia. Kate la prende male e decide di ricoprire i panni del Manhunter e aggiustare gli errori della legge definitivamente, armandosi con un po' di equipaggiamento sottratto all'archivio prove (principalmente una barra lancia energia in stile.... non ricordo il nome: un supereroe Image della vecchia guardia, la sua prima serie era disegnata da Texeira, lui era una specie di Green Lanter ma con una barra d'energia): una specie di Law & Order in stile Gotham fai da te. Supereroe senza esperienza e moralmente discutibile, madre a tempo perso, donna manager, il pericolo di tenere armi in casa. Il secondo nemico di Manhunter e' Shadow Thief, il villain che ha ucciso firestorm: messo in mezzo piu' che altro per legare le due nuove serie Dc e portare qualche guest-star sulle loro pagine. Con l'episodio 4 la serie introduce un nuovo personaggio, la spalla di Manhunter...il Microchip della situazione: la serie potrebbe diventare interessante a patto di cambiare lo sceneggiatore o di un'improvvisa e imprevedibile fuoriuscita di idee geniali; non leggevo origini piu' demenziali e piene di vuoti logici, in una produzione contemporanea, da mai: ''ciao, sono un avvocato. Un giorno mi sono alzato con il piede sbagliato, sono andato nel ripostiglio dove sono tenute tutte le armi aliene, le corazze spaziali e il resto della roba nel piu' vicino palazzo di giustizia, ho fregato le cose che mi piacevano (e nessuno se n'e' accorto, ne' prima ne' dopo) e sono andato a spaccare culi.''
Firestorm 1-6 (Jolley-Chriscross): da una famiglia disfunzionale all'altra, dalla madre assente di Manhunter al giovane di colore della periferia di Detroit, senza lavoro, preso in mezzo dalla criminalita' di quartiere e con un padre violento. Il nuovo Firestorm. In Identity Crisis Firestorm e' stato bucato dalla spada ''magica'' di Shadow Thief, prossimo ad esplodere (nuclearmente) l'eroe si e' allontanato quanto possibile; i resti sono poi precipitati vicino al tizio di cui prima ''contagiandolo'' con i poteri di Firestorm. Era da un pezzo che non vedevo Chriscross all'opera e il suo tratto, migliorato, assomiglia adesso pericolosamente a quello di Larsen, ma forse e' solo un impressione, e comunque non un male. Nella sua nuova versione e' tornata la necessita' di fondersi con qualcuno per poter attivare la trasformazione, e di non poterla conservare troppo a lungo pena la morte del qualcuno. Disegni non male, storia che al momento non ingrana. Chiaramente orientata ad un pubblico specifico.
hellbly @ 08:04 | commenti (popup) | commenti
giovedì, febbraio 16, 2006 | in : fumetti e libri
Identity Crisis (Meltzer-Morales): la miniserie piu' controversa e di successo che ha traghettato il DCU dal 2004 al 2005, un'opera di tragedia che porta all'apice un anno macchiato di cadaveri e morti tra i personaggi minori DC, un altro gradino alla grande rivoluzione. Fino a quando si uccidono personaggi dimenticati, i soliti ignoti, poco male: e' un modo per fare pulizia; ma la prima morte di Identity Crisis e' Sue Dibny, la moglie di Elongated Man: uno dei personaggi piu' significativi e amati della JL International, incinta. Identity Crisis non e' una mini sulla JLA, ma sul mondo di tragedie possibili o accadute nel DCU: e' un modo per gli autori di mostrare i bersagli, di mettere in fila una serie di morti probabili. Il dramma colpisce TUTTA la comunita' supereroistica a tutti i livelli: qualcuno ha ucciso la moglie di un supereroe pubblico, qualcuno ha voluto colpire gli affetti personali e mandare un messaggio (e recuperare una certa armatura aliena). Green Arrow ci conduce attraverso il dolore, il rispetto e l'onore per il supereroe caduto (perche', come ricorda l'autore, Sue era membro onorario; neppure Lois Lane e' membro onorario): i dialoghi di Meltzer sono traboccanti di emozione, le caratterizzazioni dei personaggi perfettamente adoperate, dinamiche di gruppo da funerale ripetute con la stessa solennita' dalla morte di Superman. E' una lettura complessa, densa di riferimenti (leggibile a se' ma comprensibile al massimo solo a chi segua da anni, parecchi anni), molto elaborata e costantemente tenuta su picchi sentimentali elevatissimi. Sue Dibny, amatissima, simpatica, meta' di una delle coppie comiche piu' famose negli anni d'oro della DC solare e divertente: la sua morte e' la fine dei giochi. Si', sono cazzate... negli universi supereroistici la morte significa poco, ma negli ultimi anni, in DC, la morte ha potere e fermezza. Finito il funerale gli eroi si slanciano all'inseguimento di tutti i possibili sospetti (tranne Batman che si chiude in laboratorio a fare il CSI), tranne Hawman, Canary, Zatanna, Atom, Green Arrow e, naturalmente, Elongated Man.... se fossero vivi o in grado ci sarebbero anche Barry e Hal (e infatti nel secondo episodio della mini la piccola squadra punitiva aggiunge gli attuali Flash e Green Lanter). Qualcosa nel passato, qualcosa tenuto nascosto agli archivi della JL, qualcosa riguardante un villain a dir poco sfigato (un po' come quando quel pirla dell'Enigmista quasi seccava Batman). Storia cruda, molto aldila' del solito: un segreto e una grossa ombra sugli eroi, persino su Barry. Qualcuno deve pur proteggere le identita' segrete. Prima di essere beccato il Dr. Light fa in tempo a pagare Deathstroke come guardia del corpo: Deathstroke e' stronzo da matti e mette k.o. tutto il gruppetto. La JSA ti insegna come essere un eroe, i Titans ti insegnano ad essere una famiglia: la JLA ti insegna a combattere; Deathstroke non ha una sola possibilita'. Meltzer da' tregua con un po' di azione, ma per poco: presto si torna all'investigazione e ai peccati del passato, si ricorrono a quelli che normalmente non si chiamerebbero e si svelano crimini. Per il resto e' tutta famiglia, una lunga carrellata di amori e amicizie. Nota: nell'episodio 5 muore Firestorm (preludio alla nuova serie dedicata al secondo Firestorm). Identity Crisis e' anche l'occasione per far fuori un personaggio divenuto scomodo, e spingere ulteriormente l'acceleratore su Robin: ammazzargli il padre. Sesta parte dedicata alla risoluzione: Batman e Mid-nite arrivano contemporaneamente alla stessa scoperta. In conclusione una storia tra le migliori mai lette in ambito di gruppo: con un finale sorprendente, ottimi dialoghi, un Meltzer favoloso dalla sceneggiatura al dettaglio. Alla fine della storia la JLA e' pronta per essere distrutta. La mini possiede un piccolo tie-in con la JSA e un piu' ampio intreccio con Flash 176-179: Wally West deve venie a patti con il segreto di Barry Allen, con le confessioni di Green Arrow e con il problema ''Batman''. Il Terzo Flash arriva ad Identity Crisis con un gusto bagaglio di sfighe non ancora superate: nei numeri precedenti ha vissuto un drammatico scontro con Zoom durante il quale il terribile villain ha ucciso i figli non ancora nati di Wally e Linda. Se solo non avesse reso pubblica la sua identita'... pero' c'e' qualcuno che puo' aiutarlo: lo zio Hal puo' sicuramente cancellare la conoscenza dell'identita' segreta di Flash da tutte le menti del mondo. Lo zio Hal e' ben disposto a farlo ma al solito i poteri dello Spettro funzionano un po' a modo loro e il risultato peggiora solo la situazione: come se non bastasse Linda lo ha lasciato. In piena crisi spirituale scoprire il delitto commesso dall'idolo Barry lo manda parecchio in crisi. Johns e Porter confezionano quattro episodi di approfondimento sul caratterei di Wally cercando di sistemare qualche punto fermo prima di fiondargli addosso la prossima storyline. Con il 216 Linda ritorna e Flash sistema il danno compiuto da Barry (almeno uno dei danni), pronto a pagarne le conseguenze. C'e' una leggera anticipazione di Villains United. Infine su Titans 20 vediamo la reazione di Robin alla morte del padre, mentre Starfire lascia per andare ad occuparsi di Nightwing (leggermente in rotta con gli Ousiders).
hellbly @ 08:03 | commenti (popup) | commenti
giovedì, febbraio 16, 2006 | in : fumetti e libri
Teen Titans/Outsiders: un passo alla volta sto raggiungendo l'attuale produzione DC (tento di non leggere spoiler e anticipazioni ma alcune mi raggiungono ugualmente creandomi grande aspettativa e frenesia di iniziare la Crisis e tutto quanto le seguira'); mano a mano che le basi per il supercrossover vengono poste la continuity tra le varie serie diviene sempre piu' intrecciata e indistricabile quindi potrei decidere di abbandonare, dove possibile, il post riguardante uno storyarc specifico per abbracciare piuttosto episodi o blocchi di eventi di generale importanza per il DCU e accelerare sulla conclusione delle uscite del 2004 per arrivare piu' rapidamente a Countdown to Infinite Crisis, e poter quindi poi affrontare Infinite Crisis, ed essere magari in pari per One Year Later e 52.
Teen Titans 13-15: Ares parlando con Wonder Girl le profetizza la Crisis e le spiega le ragioni dietro il dono del lasso; Outsiders 8-15: Cacciatrice entra temporaneamente nei ranghi per sostituire l'infortunato Arsenal; ospiti: Black Thunder e Marvel Jr, Black Thunder perde il suo lavoro civile alla Casa Bianca e il fratello malvagio di Marvel Jr. viene ucciso; il ''clone'' di Metamorpho sviluppa capacita' superiori all'originale e assume il nome di Shift. Prosegue la lunga crisi di Nightwing. Teen Titans 16 - Speciale ''Teen Titans - Legion'': la Legion of Super Heroes (il super gruppo che protegge la Terra del 31esimo secolo) chiama i Titans perche' li aiutino a combattere contro un esercito di villains; lo speciale e' anche il prologo alla nuova serie regolare della Legion; sulla via del ritorno i Teen Titans (episodi 17-19) fanno la classica fermata nel tempo dieci anni nel futuro (rispetto al presente ufficiale), nel mondo dopo la Crisis incontrano e combattono contro i se stessi piu' vecchi: ognuno, in questo futuro, indossa il manto del supereroe ufficiale, Tim Drake e' Batman, Conner e' Superman e cosi' via, e sono ''malvagi'', assassini violenti che uccidono i criminali e chiunque altro si metta sulla strada. Il rapporto Superboy-Luthor (parzialmente ripresosi dalla sconfitta patita contro Superman) potrebbe essere una delle chiavi di volta del crossover.
hellbly @ 08:02 | commenti (popup) | commenti
mercoledì, febbraio 15, 2006 | in : fumetti e libri

War Games (Batman 12 Cent Adventure, Grayson-Bachs; Detective Comics 797-800, Gabrych-Woods; Legend of Dark Knight 182-184, Lieberman-Walker; Batman 631-633, Willingham-Kinsun; Gotham Knight 56-58, Lieberman-Barrionuevo; Nighwing 96-98, Grayson-Lilly; Robin 129-131, Willingham-Camuncoli; Batgirl 55-57, Horrocks-Phillips; Catwoman 34-36, Brubaker-Gulacy): i tre mesi del crossover furono originariamente divisi in tre macroparti (ognuna di 8 capitoli) intitolate, rispettivamente, Act I, II e III e corrispondenti ognuna ad una fase specifica della guerra per il controllo della malavita' di Gotham. Qualcuno ha invitato i capi delle gang di Gotham per un incontro, una classica trappola e i capi hanno finito per spararsi e ammazzarsi un po' tra di loro (sono sopravvissuti solo i piu' tosti, quelli con una faccia riconoscibile e una bodyguard attendibile): e' tempo che i Gotham Knights si abbattano sulla citta' con ferocia investigativa, con i capi morti i vice hanno gia' iniziato a lottare per riceverne l'eredita'. I primi villain noti ad essere coinvolti sono Pinguino e la sua guardia del corpo Deadshot; senza Robin e con Spoiler gia' licenziata ed esclusa dai giochi, con Nightwing in giro i tizi col mantello fanno fatica a coprire tutta l'area della violenza: Batman, Batgirl e Catwoman (a mezzo servizio; piu' Orpheus e Onyx impegnati a trattenere la propria banda, e magari fare qualche acquisizione a discapito dei vicini) non possono gestire la guerra urbana scoppiata a Gotham. Act I, parte terza: Nightwing torna in citta'; la vita di Dick (nei numeri precedenti) e' in stallo e ha paura di rivelare a Batman la verita' sugli ultimi eventi: il suo quasi matrimonio con Tarantula, interrotto dal richiamo d'aiuto di Gotham, il non aver fatto nulla per impedire alla sua quasi-moglie di uccidere un uomo, un criminale... la Grayson (scrittrice di Nightwing) non ha perso il suo tocco: pochi dialoghi e il rapporto padre-figlio, mentore-allievo e' tutto li', un paio di scene ed ecco il simpatico diversivo quasi umoristico, Tarantula ha seguito Nightwing in citta' (Batman le aveva precedentemente detto di non farsi piu' vedere) ed ha subito preso contatto e controllo di un gruppo di Latinos. Batman non e' contento ma Nightwing garantisce. Seguono Hush, Prometheus, Scarface, il Pinguino e l'asta per mettere in vendita i servizi dei super criminali meno tosti di Gotham, un inedito team-up Catwoman-Spoiler e la scuola di Tim Drake presa in ostaggio. Act II, parte prima: Batman immortalato in fotografia per la prima volta (si', lo so che non e' assolutamente vero ma bisogna concedere un po' di elasticita' agli autori), Oracolo in crisi (rottura con Nightwing, cattivo rapporto con Batgirl, complessa attivita' con le Birds of Prey), Onyx fuori dall'ospedale, il GCPD alla riscossa dichiara il coprifuoco, ma soprattutto Robin e Gordon comeback. La trama comincia a chiarirsi mano a mano che tutti protagonisti raggiungono le rispettive postazioni: la guerra e' davvero tutta colpa di Spoiler? Nightwing sempre piu' depresso e distratto mentre il Pinguino manda tutta Gotham in blackout: esattamente secondo i piani di Batman. Non e' la prima volta che succede e questo toglie un po' di spessore al crossover (infatti la stessa idea si era gia' vista in episodi della JLA) ma tutta la guerra e' partita e gestita secondo piani di contingenza redatti da Batman e sottrattigli (con buone ma stupide intenzioni) da Spoiler. Prima che le cose possano migliorare, insegna ogni buon narratore drammatico, devono peggiore di piu': Act 2, parte quarta, Orpheun assassinato. Spoiler e' catturata da Black Mask e torturata per rivelare i segreti, quelli non rivelati da Spoiler vengono rivelati da Hush entrato in gioco mentre Batman compie l'inimmaginabile, prendere il comando del GCPD e fa incazzare un po' tutti i suoi alleati (Brubaker esce con un'ottima linea di testo che suona piu' o meno cosi': i batboys and girls lavorano molto meglio quando sono arrabbiati con Batman piuttosto che con i criminali). La situazione raggiunge il punto critico alla fine del secondo atto: Black Mask si e' sostituito a Orpheus (solo Spoiler sa che e' morto e nessuno sa dove sia Spoiler), Zeiss contro Batman, l'opinione pubblica contro Batman. Act III, parte prima: Batman ha toppato e la situazione e' degenerata, l'ordine del GCPD e' di sparare per uccidere su chiunque indossi una maschera. Act III, parte seconda: i Gotham Knights vanno alla guerra. Nightwing ferito dalla polizia, Catwoman in cerca di Spoiler, Spoiler contro Black Mask, Robin e Batgirl e Onyx contro tutti, Black Mask (ingannato da Hush) rivela al mondo il nascondiglio della Batcave: la Torre dell'Orologio, Oracolo in ostaggio. Batman contro Black Mask, Tarantula, Catwoman, Batgirl e Onyx contro Scarecrow versione mostro, Robin contro la polizia di Gotham; la Torre dell'Orologio esplode, Spoiler muore (come Jason), Black Mask e' il nuovo capo della criminalita' di Gotham. Detective Comics 800 ci presenta una Nuova Gotham: il crossover e' finito ed e' stato uno dei migliori, forse troppo simile a Terra di Nessuno ma fortificato dalla costanza e collaborazione dei team creativi, nessuno troppo diverso dagli altri, tutti ben in linea per disegni e narrazione. Gotham e' nuovamente tranquilla, o quanto meno e' rientrata negli standard di criminalita': i Gotham Knights sono tornati ad essere ricercati, il periodo Gordon si e' definitivamente concluso, niente piu' Bat-segnale per noi; Oracolo, Barbara Gordon, abbandona Gotham, troppo stress e un lavoro che ha smesso di funzionare da troppo tempo: l'era dei Gordon e' finita, la citta' dovra' farne a meno. In compenso Onyx ha deciso di restare e prendere il posto di Orpheus nella comunita'. Non che cio' basti a compensare: anche Robin e Batgirl abbandonano Gotham, Nightwing e' fuoriuso e Alfred e' con lui, Batman e' tornato e rimasto solo a combattere, contro tutti. ''No partners, no police liaisons, no public support. Like in the beginning''. Da qualche parte in citta' c'e' Catwoman ma il rapporto tra i due e' sempre in bilico.

hellbly @ 08:27 | commenti (popup) | commenti
mercoledì, febbraio 15, 2006 | in : fumetti e libri
Aquaman 15-20 (Pfeifer-Gleason): ''American Tidal'' la costa pacifica degli Stati Uniti, la california e in special modo l'area di San Diego, e' stata devastata da un'immane maremoto; miglia di terra sprofondate nell'oceano, 400mila tra morti e dispersi. Dall'inizio della sua nuova serie (di cui si e' gia' parlato relativamente alla JLA qualche tempo fa) San Diego e' zona di Aquaman: aiuta nella ricerca di sopravvissuti, sostiene la comunita'. Passa un mese e nessuno pensa piu' sia possibile trovare degli scampati: eppure un ragazzo emerge dall'acqua, per morire poi poco dopo. Un ragazzo mutato dopo il disastro, uno con le branchie, e poi un'altra: un mistero che Aquaman intende risolvere, anche ricorrendo ai mezzi a disposizione della Lega. Chi ha trasformato gli umani in essere per la vita subacquea? Pfeifer non e' uno dei miei favoriti ma la gestione degli sfollati sottomarini e' impressionante, merito anche, ovviamente, della rappresentazione grafica datane da Gleason: ci sono sopravvissuti, ma sono tutti stati trasformati in abitanti acquatici, non possono uscire dall'acqua quindi gli aiuti umanitari devono raggiungerli via sommozzatori; e se e' poi possibile spiegare la situazioni agli umani, molto piu' difficile e' impedire a decine di cani di suicidarsi provando a tornare a terra. Alla fine si scopre uno scienziato preoccupato per il surriscaldamento e desideroso di far evolvere l'umanita' oltre la rovina certa della vita di superfice: uno scienziato appoggiato da una multinazionale, una corporazione senza volto (per adesso); e' la nascita di Sub Diego (la meta' sottomarina di San Diego) e del suo re/sindaco: Aquaman.
hellbly @ 08:24 | commenti (popup) | commenti
martedì, febbraio 14, 2006 | in : fumetti e libri
War Drums: Detective Comics 790-796 (Gabrych - Woods) + 126-128. Lungo prologo a War Games, il megacrossover batmaniano del 2004: se Jason fosse vivo oggi compirebbe 18 anni, come se non bastasse questo pesiero a mettere Batman di cattivo umore c'e' anche questa storia di una nuova droga dall'alto tasso di mortalita'; i giovani gothamiti la prendono per provare il gusto di rischiare la vita, e' un po' come mangiare il pesce palla per intenderci: Batman vuole mettere fine a questo trend e svolazza per la citta' nel tipico atteggiamento pre-crossover. Quasi sempre prima di un crossover Batman diventa piu' violento, piu' iroso, bloccato in qualche loop meditativo che lo portano spesso a compiere scelte estreme. Il team creativo degli episodi da Detective Comics non e' composto da nomi noti ma elabora il lutto e la vicenda investigativa con buona conoscenza dei personaggi e delle situazioni. Il secondo Robin non avrebbe mai dovuto venire scelto, era una mina vagante, un pericolo per se stesso: e' stato Batman ad ucciderlo, lui l'ha messo in condizione di morire pur sapendolo inadatto al ruolo; e adesso sente di star commettendo lo stesso errore con Spoiler. E' tempo di qualche viaggio nella memoria, di qualche chiacchierata con la Dottoressa Leslie e altre storie di normale delinquenza e degrado, mentre in citta' la gente continua a morire. E allora Batman comincia a concentrarsi seriamente sul grande piano: prendere il controllo della malavita di Gotham, di nascosto naturalmente, creare e mettere al comando i suoi fedeli (Orpheus e Onix), limitare i danni, distruggere all'interno. Il nesso principale della storyline, comunque, riguarda il dopo Robin ''Unmasked'' (qualche post indietro): Tim Drake e' costretto a smettere il costume e ad intraprendere la vita del normale teenager. Il ruolo verra' preso da Spoiler. Nonostante tutte le sue riserve Batman decide di affidare all'inesperta Stephanie il manto ufficiale del sidekick: per gli autori e per la DC e' l'occasione di importare nelle trame ufficiali lA Robin di milleriana memoria; in sintesi Batman preferisce avere l'aspirante eroina al proprio fianco piuttosto che saperla in giro a fare danni per contro proprio. Willingham procede la sua run presentando i vari aspetti della vita adolescenziale, ormoni impazziti compresi: il nuovo disegnatore, Damion Scott, affronta il tutto con un stile quasi orientale non del tutto spiacevole. Migliore il lavoro nelle pagine gestite da Wood (su Detective): il tratto piu' adulto rende con maggiore intensita' la fase dell'apprendistato e le prime prove su strada. Non che gli episodi di Robin siano da buttare: e' interessante e divertente la resa dell'atteggiamento sempre vitale della nuova Robin, quasi una versione prima maniera dell'Uomo Ragno. Intanto anche Tim Drake ha il suo: una killer lo sta cercando, sta cercando il Robin che era lui, per ucciderlo; una ragazza gli va dietro a scuola e sfortunatamente tra lei e il killer c'e' un qualche rapporto.
hellbly @ 08:07 | commenti (popup) | commenti
martedì, febbraio 14, 2006 | in : fumetti e libri
100 Girls: la storia produttiva e' un classico dell'era dei comics post-Image. Adam Gallardo, responsabile del sito ufficiale della Dark Horse, ha una buona idea e la propone ai suoi datori di lavoro; viene accostato dal giovane e sconosciuto disegnatore Todd Demong e realizzano insieme il paio di episodi iniziali di 100 Girls per la pubblicazione sul sito. Dark Horse ne coglie il potenziale e propone un accordo, l'accordo e' insoddisfacente: arriva un terzo, l'editore Arcana, e stipula un accordo con i due neo-autori che li rende felici. Nasce la miniserie in sette episodi pubblicata da Arcana intitolata 100 Girls, una delle maggiori hit indipendenti del 2005, di tale successo da fornire i mezzi all'editore per lanciare tutta un'altra serie di progetti (alla Dark Horse si schiaffeggiano ancora). L'editore invita i lettori suggerendo loro il fumetto come un degno sostituto a Buffy... personalmente non la ritengo una campagna pubblicitaria di valore: difficilmente avrei potuto leggere un fumetto che mi fosse proposto come un alternativa per colmare il (presunto) vuoto lasciatomi nel cuore dalla fine di Buffy. Ammazzavampiri a parte la serie e' molto ben realizzata anche se fatico a comprenderne il vasto successo: disegnata in stile metropolitano, spigoloso e squadrato, molto dinamico, leggermente kawai ma genuinamente americano il punto forte e' l'ottima sintesi di una grafica accattivante accostata ad una trama rapida, piena di eventi e moderna nel tratteggiare le personalita' e i comportamenti della protagonista. Una ragazzina di tredici anni, adottata e un po' strana si sente fuori posto a scuola e in casa: niente di particolare, e' l'eta'. Un giorno, pero', un gruppo di individui in abito scuro prova a rapirla, lei li massacra ammazzandone diversi: in effetti avevamo il sospetto che fosse leggermente piu' forte e agile del normale. Alla fine dello scontro incontra un'altra ragazzina, identica a lei. A questo punto la narrazione ci ha anche mostrato un altro posto e altri personaggi per cui si e' facilmente in grado di stabilire quali siano il background e la trama: tempo prima, in un laboratorio segreto forse governativo, sono stati realizzati vari esperimenti umani di clonazione potenziamento per ottenere un esercito di super esseri; alcuni esperimenti sono andati meglio di altri. L'ultimo in linea temporale e' quello delle 100 Girls dove cento cloni del capo del progetto sono stati dotati ognuna di un potere differente e messe in incubazione. Ad un certo punto uno dei collaboratori ha tradito ed e' scappato con sette ragazze. La nostra protagonista e' una di queste, la ragazza da lei incontrata e' dotata della capacita' di localizzare le altre. Ricerca, combattimenti e ammazzamenti, una ragazzina che scopre i propri poteri e la morte senza troppe seghe mentali e spinta da una volonta' quasi geneticamente codificata di trovare le proprie sorelle e... fondersi. Non viene spiegato esattamente come avvenga questo processo ma se due, o piu', delle ragazze se ne stanno vicine per un po' possono mescolarsi condividendo un corpo ma restando mentalmente individuali, condividendo i poteri. La narrazione fortunatamente non la tira troppo per le lunghe e nel settimo episodio la vicenda sembra gia' essere risolta, pur restando in attesa numerose sottotrame appena accennate qua e la' o, piu' in generale, quale possa essere il futuro delle ragazze.
Un'ottima lettura pertinente con la new wave supereroistica: anche se al cinema ce la propinano ancora la filosofia del a grandi poteri corrispondono grandi responsabilita' sembra aver definitivamente abbandonato il regno dei fumetti che contano.
hellbly @ 08:04 | commenti (popup) | commenti
domenica, febbraio 12, 2006 | in : musica e internet
YMCK - Family Music: il primo album della band giapponese di chiptune di cui ho parlato un paio di post addietro; rispetto a quel post non e' che abbia molto altro da aggiungere. La recensione linkata suggerisce un interessante e affidabile interpretazione del titolo dell'album e del nome del gruppo, per quest'ultimo vi rimando alla lettura della recensione medesima: il titolo dell'album invece sarebbe un richiamo al nome giapponese del NES, ovvero FAMICOM, ovvero FAMily COMputer: da cui Family Music. Non mi pare di notare particolari differenze tra i due album, sono essenzialmente un estensione: stesso metodo compositivo, stesso sound, stessa impostazione vocale. Li trovo assolutamente galattici, per usare un espressione non dei giorni nostri, e a forza di ascoltarli avverto uno strenuo impulso a scavare in cantina alla ricerca della Zapper.
hellbly @ 22:50 | commenti (popup) | commenti
domenica, febbraio 12, 2006 | in : cinema e tv

Mirror Mask: di film come questi piacerebbe vederne di piu' perche' e' stata una bella sensazione sentirsi riportare agli anni della Storia Infinita e Labyrinth, e in questo periodo di personale reinnamoramento per i comics e' proprio il massimo guardarsi un film realizzato dalla coppia Gaiman - McKean (celebre coppia di sceneggiatore - pittore illustratore, noti prevalentemente per Sandman; ma McKean ha dato il meglio di se' in alcune opere legate a Batman). La figlia di una coppia di circensi desidera disperatamente cambiare vita, smettere l'assurdita' gioiosa e surreale del freakshow per raggiungere e vivere nella realta', nella normalita': durante un litigio con la madre le augura di morire e, puntualmente, la sera stessa, questa finisce in ospedale in un urgente necessita' di un'operazione. Quella notte, svegliandosi, la ragazza si trova in un mondo fantastico: un mondo dove un tempo c'era equilibrio tra il regno della luce e quelle delle tenebre ma dove ora il potere oscuro prevale e domina. Unica speranza, per se' e per il regno, e' trovare la Mirror Mask. Trama semplice e palesemente posta in subordinazione alla rappresentazione visiva e alla descrizione ambientale, film del (chiamiamolo) genere del ''virtual set'' ma non del tipo semplice, quelli dove sono esclusivamente i fondali ad essere realizzati in digitale, piuttosto del tipo piu' complesso con molte e costanti inter-azioni tra i personaggi reali, gli attori, e le creature generate dal computer (come Immortal, i.x.b., o come Roger Rabbit dal lato di Cartoonia). Del viaggio transmediatico che ha portato Gaiman dai fumetti ad altro si e' gia' parlato in relazione ai suoi libri (i.x.b.); guardando la sua scheda su IMDB si puo' notare come Dave McKean non sia alla prima opera accreditata (anche se sicuramente alla prima che conti) come regista, ma certamente per tutta la durata dello spettacolo si possono notare molte incertezze ed esitazioni, mancanza di familiarita' mista alla sicuramente difficile gestione dei desideri figurativi: la trasposizione dello stile pittorico, a tratti certamente orrorifico ma in modo elegante e virtuoso, dell'autore verso la tridimensionalita' del film riesce fortunatamente in senso positivo pur danneggiato e impoverito dall'evidente esiguita' del budget; le creature sono un poco povere di poligoni, gli effetti che vorrebbero tradire la discendenza cartacea tentando di suggerire un mondo di cartoni animati riescono solo in parte ad ottenere il risultato prefisso, mentre in altri si limitano a fornire insignificanti esperimenti piu' simili ai video dimostrativi di qualche scheda grafica per PC che ad una, presunta, opera d'arte. La sceneggiatura di Gaiman (e dello stesso McKean) e' al piu' mediocre: non vorrei continuare ad insistere sull'argomento ma il modo in cui continui a vendersi le stesse due, tre idee favolistiche appena appena sporcate da un certo gusto nero non lasciano ben sperare per il futuro (mi piacerebbe pero' essere smentito, allo stesso modo che per American Gods); lungi da me criticare un trend che apprezzo e ritengo potra' portare solo del bene al cinema ma il comportamento di McKean ricalca troppo fedelmente, soprattutto negli esiti, quello del succitato Bilal e suona leggermente ridicolo. Forse sono troppo vecchio ma come prima paragonavo in buono questo film ad un paio di classici del genere fantastico cosi' adesso vorrei esprimere il rifiuto per l'abuso di CG prodigato: gli effetti speciali della Storia Infinita e di Labyrinth superano, in diretto (e non relativo) confronto punto a punto tutti gli effetti digitali di Mirror Mask; inoltre i toni seppiati del film combinano uno spiacevole ricordo per similitudine con gli altrettanto e precedenti toni seppiati dell'Avalon di Oshii. Il film alla fine sembra il clone ibridato di tante altre cose, una misera riuscita che comunque non arriva a comprometterne la godibilita' su schermo (a compromettere quella basta la sceneggiatura noiosa). 

hellbly @ 22:31 | commenti (popup) | commenti
sabato, febbraio 11, 2006 | in : cinema e tv

Underworld 2: ieri sera con la mia ragazza siamo andati al giapponese; abbiamo preso due zuppe di miso, una barca di sushi misto da 30 pezzi, un piatto di gamberi alla piastra (io), una torta di riso doppia (io) e tempura di frutta. Io mi sono bevuto una fanta, lei ha preso un litro d'acqua. Ho trovato che il sushi ieri fosse particolarmente buono anche se sono stati un po' avari con quello di tonno che e' il mio preferito, per fortuna poi siamo stati serviti dalla cameriera gentile e non da quella aggressiva che ti guarda con disprezzo e un misto di offesa culturale. Questa e' stata la parte migliore della serata. Dopo, un po' perche' nessuno aveva voglia di film ''impegnati'', un po' perche' con l'orario abbiamo dovuto dirigerci verso il cinema piu' vicino, siamo finiti a vedere Underworld. All'uscita del primo episodio ricordo che ci eravamo ripromessi che non saremmo andati a vedere il seguito, ma il richiamo dell'orrido e' irresistibile: se possibile Underworld 2 e' piu' stupido di Underworld 1 (i.x.b.). La storia riprende immediatamente dalla conclusione del capitolo precedente: Selene e Michael, l'ibrido uomo-cane-pipistrello, sono in fuga, inseguiti dai seguaci di Victor. Intanto Marcus si risveglia. Poi c'e' un gran parapiglia, una scena di sesso che solleva molti dubbi sull'anatomia delle vampire o sulle dimensioni genitali dell'ibrido: evidentemente le vampire hanno la fi... ehm, la vagina all'altezza dell'ombelico; Selene poi, secondo me, deve avercela anche un po' di traverso. Poi c'e' un altro gran parapiglia con combattimenti sempre piu' stupidi intanto che i due girano cercando di completare le varie sottomissioni; si solleva a questo punto un grande quesito geografico: il tempo trascorso dall'inizio alla fine del film sara' di circa un giorno e mezzo giu' di li', in questo breve tempo e quindi breve distanza spaziale tra i vari luoghi dell'azione troviamo citta', ville, caverne, porti, montagne con castello, montagne con monastero... accidenti: un paesino piccolo ma con un sacco di roba da vedere. Il momento piu' bello del film: per tutto il tempo cercano questa maledetta prigione introvabile, tutti la cercano da secoli e solo Selene ne porta il ricordo (senza saperlo ovviamente); la prigione introvabile e invisibile, nascosta all'occhio di tutti per impedire che il suo occupante possa essere liberato, i cui costruttori sono stati tutti uccisi perche' non rivelassero il segreto della sua locazione, e tutto il resto: e' un castellone enorme, in piena vista con tanto di fiume che lo attraversa e probabilmente una fila di turisti tutti i giorni. Il momento piu' brutto del film: l'intervallo tra il primo e il secondo tempo che ne ha aumentato la durata. 

hellbly @ 10:00 | commenti (5)(popup) | commenti (5)
venerdì, febbraio 10, 2006 | in : musica e internet
YMCK - Family Racing: la mia conoscenza della musica pop giapponese e' limitata esclusivamente a quei nomi noti per colonne sonore di film e cartoni, non provo per altro alcuna curiosita' per il grande mondo del j-pop, j-rock, idol e compagnia; questi pero' non potevo lasciarmeli scappare: sono un trio di musicisti/cantanti maestri del chiptune. Il chiptune e' (cito e traduco dalla pagina della wikipedia linkata): ''musica scritta in formati sonori dove tutti i suoni sono sintetizzati in tempo reale da un compoture o dal chip sonoro di una console per videogame...''; viene anche definita come ''chip-music'' o, e veniamo al punto, ''8bit music''. Le colonne sonore dei videogiochi godono della stessa attenzione, quantomeno in giappone, delle colonne sonore dei film: sia in fase di registrazione che di vendita al dettaglio in forma di cd; ma non solo dei videogiochi moderni: esiste tutto un movimento di appassionati delle ''musichette'' dei videogiochi anni '80: parliamo di roba per il NES, dei primi cabinati. Un sacco di beep e tanti rumoretti squillanti/gracchianti... chi non ricorda le musichine di tanti successi della Taito, le bgm del primo Street Fighter II, l'accompagnamento di Super Mario. Family Racing e' il secondo album firmato YMCK; il primo, Family Music, e' stato un gran successo in Giappone ed una trovata cosi' originale da ottenere l'attenzione persino degli importatori americani. Il cd e' disponibile in due edizioni, in quella ''extra'' sono presenti tracce acustiche delle versioni originali: la seconda traccia del cd mi ha conquistato. Rumore di fondo di un motore rombante, tre beep consecutivi, e via la canzone: in un momento sono tornato ad anni X a giocare ad Excitebike sul mio nintendo nuovo fiammante; superato il fattore nostalgia ci si accorge rapidamente della presenza delle orecchiabili canzoni (in giapponese), cantate prevalentemente dalla voce femminile aiutata qua e la' da uno dei due uomini (o da tutti e due visto che non ho molto orecchio per i timbri): inoltre, accanto ad alcune evidenti campionature o riproposte di temi famosi, ci sono i segni di un vero e apprezzabile processo compositivo. L'album dura meno di mezzora e vale sicuramente almeno un ascolto: pero', magari, non di tutte le tracce consecutivamente, o almeno non ad alto volume. L'effetto e' uditivamente stroboscopico e potrebbe provocare epilessia.
hellbly @ 12:21 | commenti (popup) | commenti
venerdì, febbraio 10, 2006 | in : fumetti e libri
con questo post concludo la prima trance di recupero comics, il prossimo (che verra' scritto tra un po', salvo occasionali segnalazioni di indipendenti, quando riusciro' a trovare la forza di affrontare il megacrossover di Batman ''War Games'') ci portera' un altro gradino piu' vicini all'Infinite Crisis: il gigancrossover che la DC inizio' a preparare, buttandone le basi, proprio nelle storie del 2004 che vi ho presentato e che continuero' a seguire (un crossover di 3 anni, una strutturazione immane). Visto che la DC non ne ha fornito un elenco cronologico preciso l'ordine che sto seguendo e' quello piu' o meno ufficializzato prodotto dalle discussioni di vari fan su vari forum.
JSA 60-62: ''Redemption Lost'', ovvero (in JSA 59 Capitan Marvel e Dr. Fate lasciano la squadra: Marvel e' costretto da Flash che lo moralizza per la relazione con Starspangled, Flash I di Johns e' un coglione insopportabile. Flash I ignora che Marvel sia un ragazzino della stessa eta' di Starspangled; Fate molla per l'allontamento del padre e i soliti casini nell'amuleto) Spectre Time. Il povero Hal Jorda facente funzioni dello Spettro se la cava sempre peggio, ora lo scopriamo in balia del redivivo Spirit King (il responsabile della morte del Mr. Terrific originale): un'anima apparentemente non redimibile e quindi aldila' dei poteri del nuovo Spettro (peggio del Joker?) che ha preso il controllo di tutte i condannati da Jordan nel corso della sua attuale carriera. In poco tempo diventa tutto un JSA contro gli Zombie con la continua presenza sempre piu' disturbata del redivivo Hourman originale (sostituitosi al figlio, al momento moribondo e bloccato nel Timepoint), le solite strampalate teorie cosmico-religiose dello Spettro. Questa storia di per se' non e' particolarmente interessante, vale esclusivamente come gradino nel processo che portera' Hal Jordan a staccarsi dallo Spettro. Nel 62 la storia si conclude con lo Spettro che torna ad essere Spirito della Vendetta abbandonando l'ipotesi della redenzione (c'e' anche spazio per una comparsata di Batman).
Batman 626-630: ''As the Crow Flies'' e' un altro mini arco narrativo teso all'inserimento e/o mutazione di alcuni personaggi e suggerimenti per l'approssimarsi della Crisis: Judd Winick scrive una buona storia a mezza via tra l'investigazione e il combattimento con mostri, una sceneggiatura tanto buona che avrebbe fatto buona figura anche sulla piu' pretenziosa Detective Comics; Dustin Nguyen disegna con grande talento adattandosi perfettamente al dark style essenziale delle piu' recenti rappresentazioni di Batman e Gotham. L'uomo pipistrello contro un'alleanza Pinguino-Spaventapasseri: ben narrata ma principalmente introduttiva. Primo: lo Spaventapasseri ha sviluppato una mutazione in stile Mr. Hyde in grado di trasformarlo (non e' chiaro quanto involontariamente) in un mostruoso gigante ripieno di gas terrorizzante; secondo: e' nata una nuova supercriminale, geneticamente potenziata dagli studi dello Spaventapasseri e anche lei dotata della capacita' di espirare gas terrorizzante, Fright; terzo: il ritorno di Jason sembra ormai cosa certa.
Adesso, visto che l'entusiasmo si sta lentamente spegnendo, un rapido passaggio sulle vicende teen contemporanee:
Teen Titans 8-12: alla ricerca di Raven i ragazzi si scontrano col nuovo Brother Blood, Superboy contiua a mostrare poteri sempre piu' simili a quelli di Superman, Wonder Girl e' sempre alle prese con il misterioso lasso donatole da Ares (e con la semi-relazione con Superboy. Raven viene liberata e si riunisce ai Titans; la figlia di Deathstroke, Rose (ex-titan) assume l'identita' di Ravenger e va psicoticamente d'amore e d'accordo con il genitore.
Robin 121-125: ''Unmasked''... il titolo della storyline credo suggerisca gia' ampiamente gli avvenimenti contenuti. Un nuovo villain fa la sua comparsa, il padre di Robin scopre (finalmente) che cosa faccia suo figlio la notte e, leggermente alterato, si precipita a Villa Wayne (tra le cose trovate dal padre nel doppiofondo dell'armadio nella camera del figlio, maschera, armi e l'equipaggiamento abbinato, c'e' anche un diario contenente i vari segreti di Batman) fa un gran bordello e costringe il figlio a rassegnare la sua identita' supereroistica in cambio del suo non rivelare al mondo quella di Batman.
Ci sarebbe spazio anche per un piccolo passaggio da Adventures of Superman ma la maggioranza delle storie erano in continuity con altre serie (da me non possedute), sempre di Superman, e non ho potuto seguirle correttamente: ad ogni modo in Adventures 631-632 (seconda e terza parte di ''Battery'') Lois Lane viene colpita al petto da un ignoto cecchino e solo il provvidenziale intervento di tutta la community supereroistica (e in particolare del Dr. Mid-nite) riesce a tenerla tra la vita e la morte.
hellbly @ 10:56 | commenti (popup) | commenti
giovedì, febbraio 09, 2006 | in : fumetti e libri
Superman-Batman 1-13: qualche tempo fa su una delle collane dedicate a Superman (quella allora scritta da Loeb e disegnata da McGuinness) venne realizzato un divertente e acclamato mini crossover tra Superman e Batman. La storia ebbe un notevole successo e venne ripetuta: ora, i crossover tra i due World's Finest sono leggendari ed esiste tutta una lunghissima tradizione a proposito, ma non sempre sufficientemente fortunata. Cavalcando l'onda lunga del periodo di clamorosa verve creativa di Loeb  alla DC si decise di avviare una nuova serie dedicata interamente alle avventure in coppia dei due supereroi, e affidargliela. Nei primi 6 episodi (ciclo ''Public Enemies''), affidati al disegno proprio a McGuinness, l'autore ha messo insieme e risolto una trama DC che andava avanti da ormai 4 anni: il mandato presidenziale di Lex Luthor. Ma procediamo con piu' calma: un gigantesco asteroide di Kriptonite si dirige verso la Terra, minacciandone la distruzione; contemporaneamente si scopre che il noto criminale Metallo potrebbe essere stato (prima della sua trasformazione) l'assassino dei genitori di Batman. Luthor approfitta della minaccia kriptoniana per accusare Superman e mettere una taglia di un gazzilione di dollari sulla sua testa: in un paio di numeri i due si trovano a far fuori uno dopo l'altro una cariolata di tostissimi villains (tra le altre cose vediamo Batman dare una bella lezione all'arrogante Lady Shiva chiarendo chi sia ''lo re''); dopo questi ecco intervenire la squadra di supereroi presidenziale, sotto il comando di Capitan Atom: ma anche qui pochi problemi perche' tra i suoi ranghi si nasconde qualcuno leale a Batman; dopo e' la volta di un paio di cazzoni della JSA, messi nel sacco, umiliati e imbarazzati dall'invincibile duo. A questo punto arrivano i ragazzi: nell'angolo di Batman accorrono Nightwing, Robin, Batgirl e Huntress; nell'angolo di Superman: Superboy, Supergirl (Cir-El... non so bene ma e' una supergirl dal futuro: dice di essere la figlia di Superman e Lois, invece e' un esperimento genetico tipo Superboy. Se non ho ricostruito male la storia muore poco dopo. Il personaggio di Supergirl ha la piu' stronza continuity di tutto l'universo DC), Steel IV (nell'armatura c'e' la nipote di John Irons, visto che lui si e' ritirato), e il mitico Kripto. Altre botte della madonna: dopo e' il turno dell'armatura da battaglia di Apokolips di Luthor, di un SUPEEEERRRRROBOTTTTO, e della consueta morte dell'eroe preludio a Crisis. Conclusione della saga: Luthor non piu' presidente (sostituito da Pete Ross), la Lex Corps sbandata da Talia Head e acquisita dalle industrie Wayne, Capitan Atom morto, la Crisis e' sempre piu' vicina. L'episodio 7 e' quasi un tie-in, ma essendo disegnato da Pat Lee e' un gioiello digitale: Superboy e Robin sono mandati a reclutare il nuovo Toyman perche' diventi il nuovo inventore di gadget per Batman: more SUPERRRRROBBOOOOTTTO. Superboy continua a mancare del coraggio necessario per dire a superman a chi appartenga il restante 50% della sua struttura genetica. Con l'ottavo episodio parte una nuova storyline: il disegnatore di turno e' Michael Turner (in grande spolvero, anzi: il Batman sottomarino di Turner e' magnifico, e Supergirl e' ancora meglio, e la sua capacita' narrativa e' enormemente migliorata dai vari Danger Girl e compagnia). Non ci puo' essere una Crisis senza una Supergirl: e' quindi il momento di introdurne una nuova, nuova ma genuina. Batman e gli altri supereroi stanno ripulendo la terra dai frammenti alla kriptonite dell'asteroide di poco fa, Superman e' in quarantena nella sua Fortezza, quando ecco che Batman trova un astronave kriptoniana con a bordo una bella, invulnerabile, fortissima ragazza bionda che parla solo il kriptoniano. Batman chiama allora Superman per fare da traduttore: la ragazza e' Kara Zor-el. Ora, visto che la continuity di Supergirl e' un casino non riesco a ricordarmi se tutte le Supergirl precedenti fossero varie incarnazioni di Matrix e l'ultima Kara fosse quella morta durante la prima Crisis... ad ogni modo Superman si fida subito, Batman no e Kripto neppure. La parte migliore di tutta la serie sono i continui monologhi alternati scritti da Loeb: i due eroi pensano alla stessa cosa ma da angolature totalmente differenti, il lavoro di Loeb e' affascinante e la precisione delle caratterizzazioni da' a questa serie un valore altissimo. Tra l'altro: Loeb, per spasso, dovrebbe realizzare una serie dove Superman e Batman parlano di Kripto: i suoi joke sono esilaranti. Turner e' veramente in palla in questi episodi: non si trattiene, per fortuna, dal realizzare alcune strepitose pin-up ai margini delle tavole (accanto ad altre decisamente non buone), ma non si limita a questo intessendo anche una buona sequenza di immagini d'azione e di svolgimento; alle volte pero' perde spessore: l'impressione e' che impieghi troppo tempo a realizzare alcune delle tavole e completi quindi sommariamente le altre. Tornando alla storia tutto sembra andare per il meglio fino a quando non scendono in campo le amazzoni: Diana vuole istruire Kara, anche a costo di dare qualche calcio a Superman per rispedirlo nella realta'. Dopo l'idillio e' ora di ricominciare a spaccare teste ed ecco cio' che l'armatura di Apokolips suggeriva: Darkseid si sta muovendo, l'Isola delle Amazzoni e' attaccata da Doomsday via boomdotto, anzi, da un esercito di Doomsday (una scena rara da ricordarsi: Batman con una battleaxe impegnato a smazzuolare i doomsday replicati). Segue un'altra morte secondaria ma conosciuta e nota soprattutto per la sua parte durante la prima Crisis (si stanno proprio impegnado a sfoltire il parco). COn l'episodio 11 la simpatica trinita' DC, aiutata da Big Barda, parte in missione punitiva per Apokolips. E' sempre un piacere vedere un po' di New Gods Action, e vedere Batman pilotare il ''coso'' voltante in stile Orion da' una nuova dimensione alla serie in cui vediamo Batman in molte situazioni differenti dalla consueta routine gothamita: Loeb prende al volo l'occasione e ci mostra un Batman diffidente, ragionevolmente fuori posto ma non per la sovrastante potenza dei suoi avversari, piuttosto per l'assenza di scopo. Combattere Apokolips non ha a che vedere con la morte dei suoi genitori, ne' con la sua citta'. Ma qui si parla di Superman e il succo della serie e' proprio l'amicizia tra i due. La lotta su Apokolips si dipana bene, e' solo un peccato che Loeb sia tanto amante delle simmetrie: invece di una seconda donna per affiancare Wonder Woman avrei preferito rivedere il buon Mr. Miracle. Lo scontro termina chiaramente con l'esito sperato: tanto piu' che vedere Darkseid combattere di questi tempi e' una rarita', e' finito il tempo quando i raggi omegra saettavano di qua e di la' seminando morte e distruzione; Batman prende una paccata di botte ma riesce a mettere alle strette Darkseid costringendolo a cancellare qualunque mira potesse avere su Supergirl, affrontandolo da solo mentre gli altri tre cazzeggiano contro gli sgherri. Loeb ha un altissima infinita opinione di Batman: go Loeb. Nell'episodio 12 Turner si prende la liberta' di disegnare sulla faccia di Batman una quantita' di sbraghi e future cicatrici: drammatiche e d'effetto ma un po' eccessive per Bruce Wayne. Piccolo ma improvviso colpo di scena alla fine del dodicesimo episodio: a Darkseid non piace essere preso per il culo. Nel 13, l'ultimo della storyline ''Supergirl from Planet Kripton'', Loeb ci mostra come anche i superman si incazzino: conclusione un po' stupida e ufficiale ingresso della nuova Supergirl nella community supereroistica.
hellbly @ 09:04 | commenti (1)(popup) | commenti (1)
giovedì, febbraio 09, 2006 | in : fumetti e libri
Wonder Woman 195-205: prime parti della run di Greg Rucka, decisamente onnipresente e affermato lead-writer DC, segue gli ultimi trend nella rappresentazione della vita e avventure della Principessa Amazzone, concentrarsi e sviluppare con dovizia di particolari la sua attivita' di ambasciatrice presso le Nazioni Unite. Rucka ci porta a conoscerla mostrandoci il primo giorno di lavoro del nuovo assistente di Wonder Woman; dall'episodio 196 comincia la trama intitolata ''Down to Earth'' che terminera' con il numero speciale extra-large commemorativa della duecentesima uscita. Questi sei episodi sono disegnati da Johnson, uno dei piu' straordinari imitatori di Adam Hughes che abbia mai avuto l'indubbio piacere di vedere. Diana prende seriamente la propria missione tesa a portare pace e a migliorare l'umanita': percio' scrive e pubblica un libro a dir poco provocatorio dove esprime le proprie idee sulla famiglia, sulla religione e su qualunque altro argomento sociale, scatenando ovunque ammirazione e odio. La trama di Rucka e' potenzialmente esplosiva: parlare di falsi idoli e altre religioni e' un tema piuttosto scottante e intrigante presentato con dovizia di particolari e interessanti metodologie da combattimento mediatico. Tuttavia Rucka non e' uno scrittore ribelle: alla fine la vicenda prende a girare intorno alle trame di un caratterialmente rinnovato Ares, e al ritorno di Silver Swan. L'episodio 200, oltre a contenere una quantita' di extra tra pin-up e storie brevi di ogni genere, porta la Down to Earth alla conclusione spiegandone anche il significato: proprio mentre Wonder Woman sembra finalmente riuscita a riportare alla ragione Silver Swan, un litigio tra gli Dei dell'Olimpo provoca la distruzione di Themyscira, del Paradiso della Amazzoni. I numeri 201 e 202 sono disegnati da ospiti, (fortunatamente Jonhson ritorna stabilmente con il 203) la trama procede senza particolari salti; si parte con le conseguenze del disastro: le amazzoni sono tutte senza casa e in balia degli invadenti aiuti della marina militare americana e per certe ragioni incolpano Wonder Woman di averle abbandonate preferendo fare gli interessi degli umani piuttosto che delle sue sorelle, nel frattempo lo staff di Wonder Woman prosegue la propria guerra mediatica e scopriamo finalmente le motivazioni della sua avversaria, ah: Circe e' libera. Con il 203 Diana chiama Batman in aiuto perche' si occupi di alcune indagini per suo conto, i cui risultati saranno poi riferiti nel 204 (la visita di Batman all'ambasciata fornisce a Rucka l'espediente per realizzare un paio di scene altamente comiche) e porteranno alla prima tappa conclusiva del 205 (questo arco di tre episodi e intitolato ''Bitter Rivals''): Diana ha incontrato la sua avversaria ma non possiede ancora il quadro generale del piano, Circe ha resuscitato Medusa e insieme con le altre gorgoni, e l'aiuto di Poseidone, progettano di ammazzare Wonder Woman.
hellbly @ 09:01 | commenti (popup) | commenti
giovedì, febbraio 09, 2006 | in : fumetti e libri

JSA 56-58/Hawkman 23-25: minicrossover intitolato Black Reign. La JSA e' reduce dalla terribile battaglia contro il Principe delle Tenebre: nome collettivo dietro cui si nascondevano Mordru, Obsidian ed Eclipso. Alla fine della battaglia abbiamo finalmente scoperto le reali e definitive origini di Hector Hall, l'attuale Dr. Fate, e i suoi rapporti con Hawkman, Hawkgirl, Hawk e Dove; scopriamo anche come Dove non sia mai morta (ma resta in scena piuttosto poco, se ne va via subito per andare a cercare la reincarnazione di Hawk). Mordru e' sconfitto e imprigionato, Obsidian pare finalmente liberato dall'influenza della Shadowforce e sembra tornato ad essere l'innocuo e amorevole figlio di Sentinel; Sentinel ha deciso di tornare a farsi chiamare Lanterna Verde ed indossa nuovamente l'anello. Un ''amico'' della JSA si e' impossessato del diamante e dei poteri di Eclipso, e al momento dichiara di riuscire a controllarli: lui e Atom Smasher hanno abbandonato la JSA per seguire Black Adam intento a creare un nuovo gruppo di interventisti (JL Elite e' la JLA Authority, questo gruppo potrebbe essere la JSA Monarchy). Black Reign parte proprio dalla prima missione del neonato gruppo: l'uccisione di un tiranno, lo sterminio della sua milizia di violentatori tutti malvagi, e la conquista della di lui nazione. Black Adam e' convinto che avere i poteri di un dio voglia dire dover agire come tale, prendere decisioni che influenzino la vita degli altri unilateralmente. Punto fondamentale della filosofia di Black Adam e': i cattivi vanno uccisi. Johns mette insieme una storia con parecchi morti violenti e una dose di sangue fuori dall'ordinario; gli altri membri del gruppo sono: Northwind (in passato pupillo di hawkman: pensate a lui come l'equivalente del Man-Bat di Batman in versione falco), Nemesis (l'equivalente DC di un'assassina Coda), Brainwave (telepate, figlio di un telepate malvagio, leggermente squilibrato). A differenza della JLA che procede senza nominare un vero capo... tanto c'e' Batman, nessuno lo dice ma e' lui il capo, la JSA nomina di volta in volta un ''chairman'' che prende le redini della squadra e ne coordina i movimenti e le scelte. Per fronteggiare le azioni di Black Adam il chairman, autonominatosi per l'occasione, e' Hawkman (perche' conosce meglio Black Adam... non staro' a spiegare le varie reincarnazioni di hawkman perche' me ne sono perse troppe). Il seguito e' un massiccio e ben congegnato scontro tra supereroi con i ''malvagi'' che finiscono rapidamente vittima delle proprie scelte. C'e' persino un assolutamente inaspettato colpo di scena finale: Mr. Mind, l'alieno piu' piccolo dell'universo, o almeno mi pare di ricordare fosse un alieno. Alla fine della battaglia ci sono il solito paio di morti (Crisis, presente?): Black Adam e i sopravvissuti restano nel loro nuovo regno, Hawkman e' invitato ad andarsene dalla JSA.

hellbly @ 08:58 | commenti (popup) | commenti
mercoledì, febbraio 08, 2006 | in : fumetti e libri

Batman: Death and Maidens (1-9 completa): scritta da Greg Rucka, uno che con Batman ultimamente (beh, a dire il vero, dalla Terra di Nessuno quindi sono parecchi anni ormai) ha sempre fatto centro, disegnata da Klaus Janson, uno che fa centro quasi sempre; a dire il vero come mini non e' esattamente questo granche', ma rientra di buon grado nell'immane processo di preparazione all'Infinity Crisis: quindi eccoci qui. Batman non e' propriamente il protagonista della serie, funge piu' che altro da elemento di disturbo e spettatore in quella che si buon a ben ragione definire la conclusione della lotta dinastica tra Ra's al Ghul e lE suE figliE. Ovviamente comprare Talia, attualmente amministratrice delegata della Lex Corps, ma la parte del leone viene svolta dall'altra figlia di Ra's, quella che nessuno conosceva. Vari, interminabili flashback sulla vita di Ra's e figlie nel passato, qualche trip allucinogeno di Batman con i suoi genitori, le solite menate di ogni storia di Ra's contro il Detective. La Testa del Demone e' uno dei nemici di Batman che trobo piu' irragionevoli e indigeribili: privo di una reale caratterizzazione, terrorista ecologico, leader religioso... A parte che ogni tanto mi viene da pensare come campino tutti insieme i seguagi di Ra's, quelli di Kobra e quelli di Brother Blood (tanto per dirne tre): comunque la mini non e' male, anzi, scritta bene e disegnata meglio. E' necessario apprezzare il character protagonista e tutta la sua complicata situazione familiare: certo e' che, a trovarlo antipatico, questa mini da' molta soddisfazione in quanto alla fine e' bello che morto. Frank Miller's Robocop (1-9 completa): l'editore americano Avatar e' l'isola felice di tutti gli autori cool in cerca di libero spazio di manovra su soggetti brevi, Ellis e' uno dei piu' fedeli. Miller si diverte con questa mini: forse non tutti ricorderete che le sceneggiature dei film Robocop 2 e 3, considerati da una vasta fascia d'umanita' emerite merde, fossero proprio di Miller ai suoi primi tentativi cimatografici; oggi, con una regia di successo alle spalle, due in preproduzione, e l'adattamento di 300 pronto al via, Miller puo' permettersi di prendere in ridicolo il proprio lavoro sceneggiando una mini su Robocop con la stessa indentica trama di Robocop 2 il film. Aldila' di ogni altra considerazione questo fumetto avrebbe potuto essere scritto un po' da chiunque: Miller riprende pari pari lo stile breve e invisibile utilizzato per il successone Hard Boiled, lasciando tre quarti del lavoro ai suoi colleghi disegnatori (Grant e Ryp) il compito di realizzare tavole stracolme di dettagli, effetti digitali, proiettili, sangue e pupe. La polizia di Nuova Detroit e' in sciopero, l'OCP al solito sta sfrattando i cittadini, una psicologa sociopatica convince le masse e i vertici OCP che Robocop sia una minaccia e un pazzo necessitante di riprogrammazione, contemporaneamente porta avanti il progetto per mettere uno psicopatico nel corpo di un super robot Robocop 2: qua e la' la collega poliziotta di Robocop macella e massacra finendo quasi sempre in mutande. Divertente a dir poco.

hellbly @ 13:46 | commenti (popup) | commenti
martedì, febbraio 07, 2006 | in : fumetti e libri

Titans-Young Justice/Outsiders-Teen Titans: il mio catch-up sulle serie DC americane sta girando con la forza dell'entusiasmo, non volendo ingolfare il blog di post su tutti i fumetti che mi stanno capitando sotto gli occhi mi limitero' a sfogare un lungo periodo di astinenza con qualche post cumulativo/riepilogativo come questo. Come sanno anche i sassi nell'universo DC esistono 4 grandi gruppi di supereroi: una  delle differenze sostanziali con l'universo Marvel riguarda l'ottica di aggregazione di questi gruppi. Nel Marvel U i personaggi sono divisi praticamente per razza: ci sono i mutanti che fanno comunella tra loro ricombinandosi a seconda del caso, ci sono quelli colpiti dai raggi cosmici che fanno gli asociali standosene in un cantuccio solo loro, e poi ci sono quelli che hanno poteri scientifici che si vendicano degli altri (anche se ogni tanto si compiacciono di assumere qualcuno degli altri gruppi per divertirsi a farlo sentire ancora piu' diverso). Nel DCU la questione e' generazionale: da tenersi sempre bene a mente se sono stati quelli della DCComics ad inventarsi la storia dell'epoche, dell'ere. Gli eroi della Golden Age sono i combattenti della Guerra, oggi invecchiati e riuniti in un'associazione di veterani, legati dalla tradizione e dai decenni: inattaccabili; gli eroi della Silver Age sono gli uomini di oggi, gli adulti, quelli al massimo delle loro possibilita' psicofisiche: sono gli dei in terra, una lega di forze inimmaginabili che prendono decisioni e agiscono; i problemi vengono dopo. Gli eroi della Silver Age hanno oggi, tempo ufficiale del DCU, 10 o 15 anni (a seconda di chi lo chiediate) di attivita' sulle spalle: quasi tutti hanno avuto, ad inizio carriera, i cosiddetti ''sidekick'', quei personaggi che tante critiche e ironie hanno portato alla DCComics negli anni e che sono una delle idee piu' reali e assurde allo stesso tempo nel mondo dei fumetti supereroistici. All'inizio della sua carriera Alex Ross realizzo' un capolavoro del fumetto moderno, Marvels, per la Marvel: l'occhio dell'uomo della strada che guarda con timore le ''meraviglie'' dai super poteri. Quanto sarebbe stato piu' vera un'opera del genere nell'universo DC? I sidekick sono i meravigliati per eccellenza: sono ragazzini che hanno fatto di tutto per assomigliare ai loro idoli, per diventare come loro (una cosa che la DC non ha mai voluto, giustamente, commentare riguarda un semplice dato biologico: i sidekick hanno cominciato il loro addestramento molti anni prima, rispetto ai loro mentori, eppure oggi, all'eta' dei loro mentori ad inizio carriera, non hanno raggiunto lo stesso grado d'abilita'...): queste ''spalle'' hanno oggi 10 anni di piu' e sono perennemente prossimi all'eta' adulta, sono contiuamente prossimi a diventare come i loro senior, senza pero' poterli raggiungere, sono i titani venuti a conquistare ma incapaci di uccidere gli dei. La Young Justice e' il quarto gruppo, il piu' recente: sono la seconda generazione di sidekick. Sia ben chiaro: non sono i sidekick dei sidekick, sono semplicemente la seconda ondata di ragazzini di buone speranze. La vita editoriale dei Titans e' stata a dir poco incerta, sempre trionfante di ottimi inizi e spesso costretta a chiudere o a rinnovarsi cambiando nome; la Young Justice, una serie prevalentemente comica, era figlia della mente di Peter David: come tutte le serie prevalentemente comiche, abbandonate dal creatore sono destinate a squagliarsi. Il DCU e' troppo duro per una serie comica. I Titans sono stati una serie diversamente comica: ai piu' recenti figli della Grayson e' sempre stato detto, in sintesi, di essere la sit-com sentimentale del DCU; come tutte le serie prevalentemente comiche anche questa, con l'abbandono dell'autrice, e' stata inesorabilmente destinata a crollare. Cosa si fa in casa DC in questi casi? Si brutalizza. Nell'ottica da ''Prelude to Infinity Crisis'' realizzano un minicrossover (Titans-Young Justice: Graduation Day), ammazzano un primo personaggio inutile e un secondo di grande spessore: mandano tutti a casa, fine dei giochi, da domani si cambia. Prendono il personaggio piu' comico di tutti, Impulse, lo gambizzano e lo fanno diventare cio' che avrebbe dovuto: il secondo Kid Flash. Nel DCU e' difficile inventare nuovi gruppi: in Marvel i mutanti lo fanno in continuazione, nel DCU si va a pesca in cantina. I Titans non esistono piu', Young Justice non esiste piu': allora i piu' piccini vanno a formare i Teen Titans, non piu' sotto lo sguardo vigile della JLA ma sotto quello piu' benevolo e comprensivo di un paio di fuoriusciti dei Titans, una specie di doposcuola superomistico, di ''lupetti'' con super poteri. Ok, bene: e i primi sidekick che fanno? Restano presi in mezzo come sempre: non sono in grado di essere i loro mentori, non sono piu' i piu' piccini. Sono fuori dai giri: inoltre, diciamolo, sia Nightwing che Arsenal ne avevano le palle piene di farsi una supereroina dopo l'altra per poi vederla costantemente crepare; quindi basta: i Titans si sono laureati ma non cercheranno un lavoro aldifuori dei loro studi, faranno i supereroi, pagati ma non a pagamento, indipendenti e con una funzione totalmente altra rispetto alla JLA. Nightwing non e' Batman, lo sara' ma non adesso: ma non puo' non omaggiare il proprio maestro chiamando il gruppo la seconda generazione degli Outsiders, il gruppo di Batman quando si era rotto i coglioni dei metodi da mammola della JLA.

hellbly @ 18:22 | commenti (popup) | commenti
martedì, febbraio 07, 2006 | in : fumetti e libri

JLA (vol. 3) 94-114: come accade ogni anno con ridicola precisione anche in questo 2006 mi trovo a cambiare nuovamente approccio sui fumetti. L'ultima volta che se n'era parlato sul blog (a parte la roba Udon di qualche giorno fa) fu in presenza dell'apprezzata idea di Play Press di riportare gli eroi DC in edicola con la creazione, in tempi successivi, de DC Universe, Batman Magazine, Superman Magazine: per un po' ricominciai a comprare. Poi smisi per il ritorno dell'annosa questione se sia meglio mangiare o acquistare fumetti. Qualche giorno fa, in debito e crisi d'astinenza, ho appunto approcciato la suddetta roba Udon; poi mi sono chiesto: ''chissa' Batman cosa stara' facendo?'' Sono quindi andato virtualmente a curiosare in fumetterie e ho constato la rinnovata crisi del fumetto DC in Italia. I magazine Play vanno con medio successo, tra un aumento di prezzo e l'altro, ma il settore fumetteria e' stato criticalmente ridotto: ma non voglio parlare della Play, mai male-detta abbastanza, quanto piuttosto annunciare (progetto dalla durata imprevedibile) il mio ritorno alla lettura dei comics in lingua originale, e conseguente spazio sul blog, con la, ritengo, dovuta precisazione che se ne parlera' esclusivamente nella loro forma originale fregandomene di come e quanto siano, siano stati, saranno pubblicati qui da noi. (In realta' e' successo che mi sono reso conto di non poter esistere senza l'imprescindibile lettura di Infinity Crisis). Cominciamo quindi con la Justice League of America dall'episodio 94, il primo numero successivo alla straordinaria (azzarderei la migliore con buona pace di Morrison) gestione di Kelly. JLA 94-99: lungamente pubblicizzata come un evento stratosferico, mondiale e memorabile, questa run intitolata The Tenth Circle ricompone la celebrata coppia Chris Claremont - John Byrne; come tutti ho letto e amato il loro lavoro sugli X-men ma, diciamocelo, negli ultimi cinque anni non hanno combinato niente di buono: Claremont sara' al suo decimo ''Ritorno'' in grande stile dopo quelli sulle nuove testate X e, pur non avendole lette tutte, le ho trovate una piu' schifosa dell'altra; con Byrne il discorso e' ancora peggiore: da ancora piu' anni il suo nome e' costantemente collegato alle schifezze piu' clamorose prodotte in casa DC...non vorrei nemmeno dover menzionare ''Generazioni''. Il suo stile di disegno e' bacato, inamovibile e totalmente inadeguato alle moderne richieste di sceneggiatura: per fortuna che Claremont non sappia cosa siano queste ''moderne richieste''. Infatti eccolo a propinare la peggiore e piu' riciclata idea del mondo: il vampiro. Bastardo! Una setta di vampiri con i loro simpatici cappucci tirati su, il castello e tutto il resto: ci e' mancato poco che non introducesse un personaggio femminile di colore con la cresta alla mohicana. Un abominio: dopo 90 numeri abbondanti di narrazioni scritte dai maggiori sceneggiatori sul mercato (testi che hanno rinnovato e influenzato pesantemente il mondo supereroistico), un gigantesco passo indietro a sapori di falso revival/totale demenza/carenza di idee abissale. L'episodio 100 e' chiaramente speciale e ci riporta Jelly e Mahnke, e pure l'Elite, con una bella storia di manipolazione e doppi giochi planetari che ci si sarebbe aspettati da un Authority piuttosto che dalla JLA (e infatti l'Elite dovrebbe essere una sorta di Authority... sto cercando la mini JL Elite, sperando di trovarla): ottimi disegni, ottima caratterizzazione, troppo breve lo spazio del racconto per sostenere tutta la trama e un po' troppo impegnato ed esemplare il messaggio sociale, gridato ma da autori con il cervello. Dal 101 al 106 e' il turno di Chuck Austen ai comandi e Ron Garney, uno dei miei preferiti, alle mani: ciclo intitolato ''Pain of the Gods''; Austen non e' un genio ma scrive dignitosamente una serie di episodi dedicati di volta in volta ad un singolo membro della League e al senso di colpa e responsabilita' dovuto ad un errore fatale per un innocente: i leaguers salvano le persone ma non possono essere ovunque o salvare tutti, ogni tanto qualcuno gli muore tra le braccia a causa di un problema durante il salvataggio, o una cattiva tempistica o una scelta infelice: sarebbe stata un'occasione interessante, anche se inevitabilmente patetica, ma sarebbe stata necessaria ben altra sensibilita'. Piu' che altro ci troviamo a rileggere avvenimenti gia' visti molte volte, specialmente quelli riguardanti Superman e Flash (e anche Manhunter, ma essendo meno noto potrebbe sfuggire). Momento tutt'altro che buono per la JLA con una successione di mediocri episodi, prevedibile dopo un cosi' lungo periodo di vacche grasse: dal 107 lo scrittore che ho odiato di piu' (ahhh, i mitici flame su IAF) e che sento gia' di odiare ancora, Kurt Busiek. (aggiungo un pezzo al post invece di farne uno nuovo) E alla fine devo ricredermi, parzialmente: la run di Busiek e Garney (decisamente piu' in vena che nella precedente performance) sugli episodi 107-114, altrimenti detta ''Syndacate Rules'', risulta piu' che buona dopo la penuria e la mediocrita' dei due scrittori precedenti. Il marchio di fabbrica di Busiek, da sempre, e' il ripescaggio di personaggi dal passato e non si smentisce, anche se non dal solito passato remotissimo va comunque a pescare gli avversari, quanto meno, dalla loro ultima apparizione per mano di Morrison proprio sulle pagine di JLA, il Crime Syndacate of Amerika, la JLA della Terra d'Antimateria. La storia procede su tre binari paralleli che si incrociano e accostano piu' volte: la JLA nello svolgimento delle proprie classiche mansioni, il CSA agguerrito e deciso a conquistare la Terra di materia positiva, e un'incazzata razza aliena dell'universo d'antimateria pronta alla guerra contro tutti: la vicenda stenta un poco a partire ma presto ingrana una buona marcia presentando una JLA allargata comprendente alcuni guest dalla JSA e, soprattutto la JL Elite (sempre piu' chiaramente l'Authoriry DCU, in questi episodi anche, a dire il vero, ridicolmente simile all'originale di Ellis); un sacco di personaggi, tre fronti di gruppi misti offrono in ogni caso una buona occasione di divertimento: alcuni nessi narrativi sono un po' cervellotici, la caratterizzazione di Flash non mi garba assolutamente (un ritorno indietro spericolato), il finale promette molto ma si affloscia su alcune battute scontate e la solita' mediocrita' nei dialoghi tipica di Busiek; ad ogni modo una storia decente, ben disegnata, dopo una decina di episodi davvero squallidi. Una nota su Aquaman che potrebbe risultare utile (ricordo il mio totale disinteresse e ignoranza per quanto sia pubblicato in italia): l'ultima volta che l'avevamo visto sulle pagine di JLA, il buon Arthur era barbuto, uncino munito, e prossimo al processo per crimini contro Atlantide seguito agli eventi della Obsidian Age; la storia e' da li' proseguita sulla sua nuova collana regolare: Aquaman scampa la condanna a morte ma viene mandato in esilio e gli e' proibito entrare nell'oceano, segue un po' di roba, entra in gioco la Lady of the Lake (la dama del lago) che sceglie Aquaman come suo campione e ambasciatore e dona lui una nuova mano (invece dell'uncino ha ora una mano ''d'acqua magica'' che non so bene cosa faccia). Per quel che mi sia dato capire i prossimi episodi della JLA saranno vivamente coinvolti nel Countdown to Infinity Crisis, quindi per un po' non compariranno piu'.

hellbly @ 10:23 | commenti (popup) | commenti
domenica, febbraio 05, 2006 | in : animazione e videogiochi
Basilisk (episodi 1-24 serie completa): mi si chiedesse oggi che cosa del misterioso giappone desidererei vedere tradotto in una lingua a me comprensibile non avrei esistazioni: i romanzi di Futaro Yamada. Scrittore mainstream giapponese morto nel 2001 e autore di innumerevoli storie, aventi per protagonisti ninja e samurai, di grande popolarita' e ispiratori di innumerevoli adattamenti: telefilm, film, cartoni animati, manga. Basilisk e' uno di questi, nato come manga e arrivato all'animazione grazie allo Studio Gonzo (a giorni l'uscita del dvd del recente film del 2005 ''Shinobi'' tratto dallo stesso racconto all'origine di Basilisk). E' deciso che il successore di Hidetada Tokugawa sara' scelto dall'esito dello scontro tra dieci ninja di Kouga contro dieci ninja di Iga: anni prima Hattori Hanzo aveva imposto una tregua tra le due famiglie ninja in lotta secolare, la definitiva pacificazione avrebbe dovuto avvenire in seguito all'imminente matrimonio tra Gennosuke, erede di Kouga, e Oboro, erede di Iga. Il pericolo di un eccessiva presa di potere da parte di un'unificata dinastia ninja e' troppo grave, il problema dinastico troppo feroce e complesso da risolversi politicamente: le due questioni possono essere risolte insieme e l'armistizio viene quindi fatto cadere, il matrimonio annullato ed e' stabilito che i ninja si massacrino tra di loro fino a che resti una sola famiglia, dominante schierata con il nuovo shogun. Gennosuke e Oboro sono innamorati, ma l'odio generazionale tra i due gruppi e' radicato, intenso e mai sedato: ancora prima che i due leader ne siano a corrente i venti ninja prescelti come rappresentanti hanno gia' cominciato a fronteggiarsi. L'anime copre una vicenda di 10 giorni: i combattimenti sono feroci e comprendono l'utilizzo di tutte quelle tecniche ninja mostruose proprie dell'immaginazione di Yamada; guerrieri immortali, guerrieri deformi, tecniche misteriose, capacita' mutanti. Gli scontri sono brutali e sanguinari, alle volte decisamente splatter: toni di colore fortissimi, notti oscure e giorni accecanti, animazione spettacolare, uno dei migliori character design mai visti con visi squisiti dai molti dettagli espressivi e splendide forme femminili di incantatrici letali, qualche inserto digitale perfettamente integrato e utilizzato con parsimonia durante gli avvenimenti piu' cruenti o per coprire qualche impossibile graduazione di colore. Visivamente Basilisk e' la miglior realizzazione dello Studio Gonzo: tuttavia non e' stato un cartone di successo, non per niente riuscire a vederne la conclusione mi e' costata molta penosa pazienza e attesa che qualcuno si decidesse a proseguirne l'adattamento. Il periodo felice del ritorno del giappone guerriero nell'animazione e' stato sfruttato troppo intensamente con troppe serie simili in un lasso di tempo eccessivamente compresso: penso che lo spettatore medio nipponico debba essersi gia' stancato, altrimenti non mi spiegherei l'insuccesso della serie. I toni sono sicuramente troppo duri e tenebrosi per l'hitter da ascolti record, ma ci sono vari nudi e procacita' sparse negli episodi che avrebbero dovuto o potuto attrarre i perversi spettatori... ah, ma naturalmente il problema e' proprio questo: ci sono nudi e procacita' di donne adulte, niente lolita per Basilisk. Stupidi giapponesi. Come di consueto per le serie chiuse prima dei ventisei episodi, e mancanti della rigorosa organizzazione interna di quelle di tredici, ci troviamo ad assistere ad un rush finale che toglie molta della passione concludendo ed eliminando i ninja sopravvissuti con irruenza e una qualche superficialita': con buona grazia almeno si e' dedicato tutto l'ultimo episodio al duello finale, chiuso da uno straziante quanto prevedibile dramma.
hellbly @ 02:36 | commenti (2)(popup) | commenti (2)
sabato, febbraio 04, 2006 | in : cinema e tv
Doctor Who (2005, episodi 1-13 prima stagione completa): ieri sera Canal Jimmy ha programmato per la prima volta l'ultimo episodio della nuova serie di questo grande classico della fantascienza televisiva, ieri pomeriggio con tempismo eccezionale mi e' arrivato il magnifico cofanetto a forma di Tardis contenente tutta la stagione. Ho talmente oltremodo apprezzato la serie che sono piu' che convinto (senza nulla togliere al Campbell, parallelamente intendo) rimarra' la mia serie tv preferita d'ogni tempo per molto tempo: nella sua lunga vita produttiva la serie del 2005 si colloca come 27esima, la prima dopo lo stop del 1989 (senza contare il film tv prodotto da Fox nel 1996); le prime 26 stagioni sono andate in onda dal 1963 al 1989 collezionando piu' di seicento episodi, due film, e una quantita' imprecisata di adattamenti in forma di audio-drama o cartacei. Questa nuova serie ha riscosso, fin dai primi episodi, un successo travolgente tanto da varcare immediatamente i confini britannici arrivando laddove le precedenti serie del Dottore avevano tanto faticato: il resto dell'Europa, Italia compresa, e, recentemente, l'America; il fenomeno e' stato di tali proporzioni da spingere la BBC a realizzarne, oltre al proseguimento della serie, un spin-off intitolato Tourchwood con protagonista uno dei personaggi secondari. Fuori discussione che il riscontro di pubblico e critica sia dovuto in parti uguali allo sforzo produttivo sostenuto dalla rete, tanto quanto all'eccellente lavoro degli autori, sceneggiatori e registi; altrettanto innegabile che il reale motivo d'esplosivita' sia da cercare nella magnetica, affascinante, carismatica presenza e personalita' del Nono Dottore, l'attore Christopher Ecclestone. Il Tardis (Time And Relative Dimension[s] In Space), l'astronave spazio-tempo del Dottore, ha, tra le altre, l'abilita' di ''rigenerare'' il proprio padrone, anche se difficilmente in maniera esatta: con questa bieca ma funzionale trovata si e' potuto giustificare negli anni il cambio d'aspetto/attore del protagonista: all'inizio della stagione, dalle sue parole, scopriamo come il Dottore si sia appena appena ricomposto (niente viene detto a riguardo, ne' si commenta lo iato); il Dottore e' un viaggiatore: non ha una missione precisa, gironzola dove gli pare facendo il turista e lasciandosi sempre coinvolgere nei problemi del posto visitato, cercando di aggiustare le cose; il Dottore non e' un guerriero, e' uno scienziato, ed e' un alieno, un Time Lord, un essere quasi immortale appartenente ad una razza estintasi durante lo scontro finale nella guerra contro i Daleks. La sua prospettiva e i suoi comportamenti sono diversi da quelli umani, a volte possono sembrare buffi, altre terribili per l'ampiezza del suo sguardo che vede ogni cosa in relazione ad una categoria di grandezza incomprensibili per gli essere umani; il Dottore pero' soffre sovente di solitudine e non per niente raro che offra a qualche fortunata e selezionata persona di accompagnarlo come assistente nelle sue avventure: in questa serie tale ruolo viene svolto da Rose, Billie Piper. L'alchimia tra i due attori/personaggi e' portentosa: i dialoghi, di qualunque cosa si parli, sono credibili e intriganti; le risposte, reazioni alle situazioni improbabili proposte dallo scafato Signore del Tempo alla giovane ragazza inglese danno profondita' alla vicenda, naturalezza e convinzione: l'ammirazione di Rose per il Dottore diventa quella dello spettatore, e cosi' la simpatia. Ecclestone e' contagioso, quando sorride illumina lo schermo: i suoi scherzi affascinano; quando si rabbuia improvvisamente, la serieta' del momento divine lampante e carica di tensione: ma non funzionerebbe senza Rose. Per quanto all'inizio possa non sembra adatta, o meglio: sembra piu' adatta a girare qualche filmino a luci rosse; rapidamente l'attrice riesce a far guadagnare eguale spazio al suo personaggio, rafforzando lo sfondo alle azioni del Dottore, semplificandole e permettendo a chi guarda di immedesimarsi pienamente nell'evento in corso. Per scrittura, regia, e interpretazioni questa serie meriterebbe ovazioni mondiali: per la carica di tradizione e di autocitazioni la serie e' l'unico programma televisivo a poter veramente essere accostato a Star Trek. In questa serie di 13 episodi la maggior parte degli appuntamenti racconta una trama autoconclusiva (o al massima divisa in due successivi), ma i riferimenti interni sono costanti e trasudano di spunti e indizi su quella che verso il finale si rivelera' una strutturazione unitaria, con uno scopo e una linea d'eventi precisa e pensata per condurre alla drammatica conclusione. La seconda stagione, la 28esima, non vede piu' Ecclestone nel ruolo protagonista: sostituito da David Tennant (visto recentemente nell'ultimo Harry Potter, i.x.b.); senza fare spoiler aldila dell'evidenza dei credits alla fine del 13esimo episodio al Dottore succedera' qualcosa tale da causarne la rigenerazione: cosi' sulla carta il nuovo attore mi era sembrato del tutto inadeguato e inferiore a ricoprire un cosi' superlativa performance, ma la pur brevissima apparizione in coda al succitato episodio lascia una qualche buona speranza. Dalla settimana prossima l'arduo compito di riempire la prima serata del venerdi' andra' a Firefly.  Guida al Doctor Who; The Doctor Who Restoration Team.
hellbly @ 10:08 | commenti (2)(popup) | commenti (2)
sabato, febbraio 04, 2006 | in : cinema e tv

Orgoglio e Pregiudizio: entrando in sala di pregiudizi ne avevo uno molto grosso e ingombrante, la convinzione che mi sarei rotto i coglioni; accanto a me il pregiudizio ancora piu' concreto e invadente della mia ragazza che gia' alla prima scena (inquadratura fissa della solita campagna inglese) era pronta a piangere. Entrambi abbiamo avuto ragione: lei ha pianto lietamente, e io mi sono fastidiosamente rotto i coglioni. Trovo che il regista, un tale al suo primo film ''che conta'', sia un demente: traggo tale conclusione dalla convinzione che, quando in un film piu' del cinquanta per cento delle scene siano involontariamente comiche, il regista debba essere un fesso. Un susseguirsi di scene montate con il piu' insistito patetismo, ogni ambiente piegato e alterato alla piu' pacchiana simbologia sentimentale: durante il primo ballo insieme le persone intorno (balli d'epoca, balli di gruppo) svaniscono fantasticamente ignorati dallo sguardo dei futuri amanti; lei, distrutta e disperata, si fissa allo specchio immobile per un giorno intero (lo capiamo dalla luce che si abbassa e scompare a velocita' supersonica come in certi documentari sugli ecosistemi)... e altra roba del genere: lui che emerge dalla bruma con il petto villosamente in mostra e il passo da cavernicolo in caccia, che neanche il piu' buzzurro imitatore di Aragorn; il bieco trucco di cambiare gli angoli di ripresa di lui con il cambiare dell'atteggiamento e della considerazione di lei nei suoi confronti: prima e' uno stronzo dopo se non lo beccano a stagliarsi contro il cielo non e' in scena. Gli attori fanno tutti il loro mestiere: alcuni dei personaggi sono oscenamente sgradevoli, ma sono stati scritti per essere cosi' e non puo' considerarsi un difetto; lei cammina con il naso perso in un libro come Belle della Bella e la Bestia; i genitori e le sorelle e tutti i personaggi sono macchiette prive di spessore, come nel libro d'altro canto. E' uno di quei film che ti danno la possibilita' e la voglia di fare una battuta sconcia ogni minuto, minuto e mezzo. Il resto della roba e' al suo posto come dovuto: la campagna inglese e' sempre quella e niente da dire, le musiche pure, i vestiti idem... proprio come nei deliziosi film di Rosamund Pilcher.

hellbly @ 02:10 | commenti (2)(popup) | commenti (2)
giovedì, febbraio 02, 2006 | in : cinema e tv
Bangkok Loco: segnalato da ohdaesu. Investita da fervore creativo la Tailandia e' forse pronta al salto di qualita', o forse no: diciamo che rispetto agli Ong Bak un film come questo concede segni di vitalita' produttiva molto piu' determinata e organizzata e, soprattutto, senza tradire quell'impressione raffazzonata e casuale delle cinematografie esordienti. Dementia allo stato puro: non sense sconclusionati, citazioni debordanti a volte rese incomprensibili dalla distanza culturale (mi sono entusiasmato alla scenetta dedicata a Srichaphan), altre volte tanto grette da lasciare basiti; una vastita' di idee originali buttate alla rinfusa in un marasma destrutturato di umorismo stupido alla Benny Hill, inserti in CG e il sempre presente elemento di travestitismo (e affini) assolutamente ricorrente (all'occhio occidentale) nei prodotti tailandesi. La sorpresa, sgradita a me, del finale fuori tono e molto acido conclude un film che non mi ha sconfinferato: nessi narrativi esigui, regia da MTV con stacchi telefonati e distanti, pretenzioso. Stile troppo acerbo e diverso dai film del genere, amatissimi, dei giapponesi. Il giovane Bay e' stato l'allievo prediletto del Maestro dell'arte musicale dei Tamburi Divini: durante un intenso allenamento si ritrova, forse, a commettere un omicidio. In fuga dalla polizia, a pochi giorni dal decennale duello con il rappresentante dell'arte dei Tamburi Demoniaci, chiedera' aiuto alla ragazza che con lui condivise l'apprendistato. Dura un'ora e mezza, o poco piu', ma alcuni dei personaggi secondari sono tanto irritanti nella loro stupidita', e alcune delle tante divagazioni psichedeliche sono tanto lunghe, da provocare tali pause nello svolgimento della trama da far sembrare il film il doppio, da togliere interesse ad una visione lineare mandando avanti o indietro a seconda della stranezza della scena del momento. 
hellbly @ 00:50 | commenti (7)(popup) | commenti (7)
mercoledì, febbraio 01, 2006 | in : fumetti e libri
Darkstalkers Udon (episodi 1-6 serie interrotta?): la seconda proposta Udon su licenza Capcom va chiaramente a colpire il secondo marchio piu' conosciuto del produttore giapponese: il mondo delle tenebra dove mostruosi Darkstalkers combattono senza sosta per decretare il piu' forte. L'ultimo numero della serie e' uscito l'Aprile scorso, da allora piu' niente: suppongo che le vendite non abbiano sostenuto il proseguimento della storia, brutalmente interrotta ancora in piena fase iniziale. Valgono la maggior parte delle cose nel post precedente a proposito di Street Fighter: stessi autori, stessa struttura degli albi tripartita (storia principale, side stories, vignette umoristiche) e stesse caratteristiche narrative e grafiche. Peccato che non sia stata benedetta dal giusto seguito: i Darkstalkers sono tra i personaggi piu' gagliardi e fascinosi creati da Capcom, e la loro natura sovrannaturale si adattava benissimo allo stile Udon. Frankenstein ipertrofici e sexy succubi. I sei episodi non sono riusciti a narrare o far comparire neppure tutti i personaggi: addirittura si e' interrotta proprio prima di dedicare lo spazio protagonista al secondo personaggio piu' significativo e noto, Dimitri. In compenso c'e' stata parecchia Morrigan. Pyron torna sulla Terra dopo aver lasciato al pianeta il tempo di sviluppare l'energia sufficiente a sfamarlo (Pyron qui in versione Galactus), i suoi robot serventi hanno tenuto d'occhio l'evoluzione umana, ma specialmente la comparsa dei Darkstalkers. Dimitri si sta riprendendo dalla sconfitta patita cento anni prima, ha consolidato il proprio potere ed e' quasi pronto a scagliare un nuovo attacco al Reame Demoniaco; Morrigan impazza per le citta' umane ignorando i propri doveri e nutrendosi; Jon Talbain e Felicia girano per il mondo cercando di capire se ci si possa fidare o meno degli umani; Donovan e Anita sono alla ricerca di Bishomon, e lungo la strada si scontrano con Viktor... gli altri personaggi non hanno fatto in tempo ad entrare in scena: niente Lei Lei, niente Jedah, niente Lord Raptor! 6 episodi di qualita', sprecati... ma si parla di riprovarci questa primavera (voci: niente di confermato): vedremo, e intanto speriamo che Rival School vada meglio.
hellbly @ 17:14 | commenti (popup) | commenti
mercoledì, febbraio 01, 2006 | in : fumetti e libri
Street Fighter Udon (1-6, 7-14 serie completa): la storia parte dal principio, ancora una volta potrei aggiungere. Ryu e' sulle tracce del misterioso assassino del maestro Gouken, Guile e' in cerca di vendetta per la morte di Charlie, Ken e Chun-li fanno da relative spalle, e Bison incasina tutto il resto. Qualche anno fa con si verificarono nel mondo dei comics americani due distinti fenomeni: un movimento di revival riguardante personaggi storici prevalentemente degli anni '80, e il tentativo di realizzare fumetti imitando lo stile dei manga. Uno dei risultati piu' maturi e compiuti di queste due correnti parallele e' stata la nascita di alcuni studi creativi, mercenari affiliati di volta in volta alle maggiori case editrici del settore, spesso composti da orientali-americani: nativi o immigrati impegnati a serializzare storie di personaggi anni '80 con le caratteristiche della patria ancestrale. Dreamwave e i Transformers sono stati i primi e maggiori successi del genere. Concorrente di Dreamwave, la Udon Entertainment mette insieme un gruppo di autori sino-coreani-americani forti di un contratto d'esclusiva con la Capcom per lo sfruttamento dei suoi principali brand: Street Fighter, Darkstalker, Rival School. Inizialmente pubblicati sotto marchio Image e successivamente passati alla Devil Due questa e' la prima serie dedicata a Street Fighter, per un totale di 14 uscite: in coda alla storia principale realizzata da nomi piu' o meno noti come quelli di Ken Siu-Chong, Alvin Lee e Arnold Tsang, in ogni episodio si possono trovare un paio di speciali: quelli scritti e disegnati da autori ospiti cool e noti, uno su tutti quella puttana di Joe Madureira, in cui vengono raccontati flashback, side stories e cose del genere; e la vignetta umoristica, realmente spassosa, con le vicende di un coppia di giocatori.  Questi manga americani sono tutti realizzati piu' o meno in maniera simile: molto dinamici, ipercinetici, predilezione per le tavole molto ampie, splash page, quasi una sequenza di pin-up, ampio uso del digitale specialmente nella colorazione, caratterizzazione dei personaggi decisamente orientaleggiante. Spettacolari e vuoti verrebbe da dire: e darei piena ragione a chiunque se non fosse per il soggetto in questione. Street Fighter. Qui si vogliono e richiedono combattimenti e lotta. Per i lettori di fumetti selettivi giapponesi, quelli che leggono manga e non hanno mai preso in mano un fumetto di altra provenienza, vorrei aggiungere una distinzione: a differenza delle pubblicazioni (cinesi? coreane? non ricordo) dedicate a Street Fighter portate in Italia negli anni passati dall'editore Jade, qui si tratta di storia ufficiale e regolare; nessuna menata su energie di colore diverso, sulle differenze tra il colpo portato con le chiappe strette e quello con gli occhi incrociati, nessun improbabile e demenziale, ed estenuante, dialogo protratto per pagine e pagine sulle motivazioni e le sensazioni dei vari combattenti. Qui i personaggi parlano poco, direttamente e recitando le proprie parti classiche in ambietazioni moderne, non fantasy o strampalate. Sagat: ''Ryu, mi hai umiliato: sob sob''; Ken: ''sono figo, ricco e scopo come un riccio: non mi alleno mai ma sono solo un cicinino piu' debole di Ryu, che si allena in continuazione, non scopa mai e possiede solo un cencio schifoso da piu' di vent'anni.''; Ryu: ''... voglio diventare piu' forte.'' Come dicevo prima della lunga divagazione la storia e' quella classica e viene sviluppata nei modi e ripetendo le situazioni e le rivalita' piu' note e concordanti attraverso le varie versioni. Nel corso degli anni, e dei piani paralleli, i racconti personali dei personaggi di Street Fighter hanno subito piu' o meno vaste modificazioni; gli autori della Udon hanno deciso di seguire il filone principale tentando al contempo di dare agli eventi un aspetto piu' contemporaneo e vivare: Interpol contro Bison, Ryu contro Akuma per decidere la vera natura dello Shotokan, dando buono spazio anche ai personaggi secondari comunque lasciati nel piu' tipico sfondo di passaggio, o forzatamente inseriti per soddisfare qualche sondaggio d'interesse (infatti sono presenti personaggi da tutte le serie e non solo quelli del classico SFII). La prima storyline, dall'episodio 1 al 6, e' una sorta di lunga introduzione: vengono stabilite le linee del racconto, i rapporti di alleanza e i conflitti principali; Ryu in viaggio con Sakura per trovare una tecnica che gli permetta di battere Akuma; Guile e Chun-li sulle tracce di Bison; Ken, Vega e Cammy nel mezzo. L'episodio 7 riprende la narrazione dopo un certo lasso di tempo: i personaggi sono alle prese con le loro vite, proseguendo quanto cominciato (indagare male e allenarsi sodo); vengono anche introdotti i ''new challengers'' e gli altri membri della Shadaloo. Con il 14esimo episodio la serie si conclude, piu' che altro per motivi di marketing essendo di fatto ben lungi dalla risoluzione degli eventi (vengono messe a termine solo un paio di secondarissime questioni: matrimonio di Ken, apprendistato di Sakura, rapporto Guile-moglie di Guile) e pronta a ripartire con un numero 15 mascherato da numero 0 e 1 della nuova serie Street Fighter II. Tecnicamente i vari episodi pongono alcuni dubbi: sono per lo piu' disegnati con grande abilita' e potenza, gradevoli a guardarsi e accattivanti con uomini ipertrofici e donne super sexy, ma la tendenza ad ospitare disegnatori (anche solo per poche pagine) mina la continuita' dello stile interrompendo il gusto della narrazione, oltre che la sua efficacia. Il miglior fumetto di Street Fighter, un sontuoso sforzo da parte della Udon e un altro tassello nel processo di rivitalizzazione di un marchio scivolato un po' troppo nell'abitudine dei videogiocatori, di cui fanno parte anche l'esportazione degli art-book, il gioco di carte, il nuovo cartone (i.x.b.) e le continue voci di un preannunciato attesissimo Street Fighter 4; il fumetto Udon e' attualmente in pubblicazione italiana per Italy Comics. Seguiranno presto altri post sulle produzioni Udon: il che, detto tra noi, vuol dire che sto nuovamente cedendo al demone del fumetto.
hellbly @ 10:48 | commenti (popup) | commenti
mercoledì, febbraio 01, 2006 | in : animazione e videogiochi
Hades Project Zeorymer: 4 OAV prodotti da AIC a partire dal 1988. Sono stati sulla mia lista di cose da acquistare/vedere per lungo tempo, ma solo ultimamente hanno scalato la classifica delle preferenze che mi guida durante le ricerche acquisitive. Ed esattamente in seguito alle due apparizioni dello Zeorymer in recenti SRW dove e' stato caratterizzato per essere nel paio delle unita' piu' inutilmente ed esageratamente potenti della serie: molto forte. La storia produttiva e' insolitamente interessante: nato come manga realizzato ad inizio carriera e sotto pseudonimo da Takaya Yoshiki, successivamente celebre per Guyver, e pubblicato sul noto Lemon Magazine... gia', in effetti nella sua prima incarnazione Zeorymer era una storia (molto) soft-hentai. Il manga in questione e' stato incredibilmente stampato anche in italia veramente tanti anni fa dall'allora pionieristico atteggiamento della Star Comics (e dei Kappa, penso). Se non ho capito male esiste anche un altro manga, o quanto meno uno studio, seguente agli OAV dove appare una versione upgradata del robot protagonista di nome, udite udite, Great Zeorymer. Ma torniamo agli OAV in questione: il motivo di maggiore attenzione ed entusiasmo per l'anime fan colto dovrebbe essere dato dal mecha design del maestro Moriki Yasuhiro (tre a caso: Rayearth, Nadesico, Psybuster), estremamente efficace, improbabilmente realistico e pieno di oggi assolutamente fuori moda punte, corna e spuntoni ovunque. In poche parole ottimo. La storia non e' da buttare immediatamente: aldila' della semplice trama principale ci sono alcune decisamente anormali idee narrative abilmente inserite nel contesto e capaci di impattare con l'interesse dello spettatore anche dopo tanti anni, accanto alle consuete e perdonabili ingenuita' di un periodo piu' semplice. 15 anni orsono un conglomerato malavitoso si apprestava a conquistare il mondo forte di un esercito di 8 giganteschi robot da combattimento: il piano fu sventato dal tradimento di un uomo che, prima di fuggire con il piu' potente di essi (lo Zeorymer, manco a dirlo) si prese il tempo di distruggere tutti gli altri. Oggi i robot sono stati quasi tutti ricostruiti e nuovamente la malvagia setta conquistatrice si appresta a sferrare un micidiale attacco al Giappone e alla Terra tutta; contemporaneamente un giovane viene rapito dal governo giapponese, chiuso in prigione e portato ai limiti della resistenza mentale, buttato nella cabina di pilotaggio dello Zeorymer e lasciato li', alla guida di un robot che per qualche strana e ignota ragione sa effettivamente far muovere. Gli aspetti hentai della vicenda sono stati ammorbiditi ma restano presenti in alcune scene e aleggiano su alcune movimenti e situazioni velatamente perverse o alternative: oltre che alla notevole presenza di nudi femminili. Chi e' il giovane pilota dello Zeorymer? Chi la giovane co-pilota? Quale segreto e' nascosto nel corredo genetico del giovane? E vari enigmi del genere: plauso alla sceneggiatura che unisce con equilibrio i massicci combattimenti robotici allo sviluppo e ai dialoghi della narrazione psicologica. Bella serie robotica adatta ad un pubblico di appassionati esigente ma benevolo verso l'eta. 
hellbly @ 00:22 | commenti (2)(popup) | commenti (2)