NYX: pesantemente pubblicizzata e supportata dall'editore, e ci mancherebbe fosse stato diversamente visto trattarsi della serie che segna il ritorno di Joe Quesada alla scrittura, questa miniserie in 7 episodi avrebbe voluto essere, e per certi versi lo e' stata, una grande prova d'autore di fumetto supereroistico contemporaneo e socialmente impegnato. Prima di tutto: Quesada non e' mai stato un granche' come scrittore, e fu di moda come disegnatore per un periodo estremamente breve; non per niente passo' senza difficolta' dal ruolo di autore a quello di ''redattore''; la nuova professione non ha reso Quesada uno scrittore migliore, neppure lontanamente. NYX racconta di un gruppo di bratz disadattate e problematiche che, scappate di casa una dopo l'altra senza particolari ragioni, scoprono di essere mutanti e di possedere i conseguenti poteri. Ragazzine con l'ombelico di fuori, i pantaloni a vita bassa, la discoteca e la pastiglia veloce, il ciuccio al collo, rabbiose e feroci contro una societa' che non da' loro abbastanza soldi per comprarsi tutto il dovuto divertimento: delle fighette, per dirla con un'espressione dei giorni nostri. La protagonista ferma il tempo, le altre due sono una Wolverine dei poveri (Quesada, voto per l'originalita' dei poteri mutanti: ZERO) con due artigli invece che tre, e una Wolfsbane dei poveri che invece di diventare lupo mannara si trasforma in una gatta mannara. Lo dico senza problemi: e' una delle piu' grosse cagate che abbia mai letto, una porcata senza senso di quelle falsamente scioccanti che dovrebbe offendere l'intelligenza di chiunque ne possieda un pizzico. Le ragazze scappate di casa vanno a vivere per strada, nutrendosi di rifiuti e dormendo nelle scatole di cartone: tutte insieme con una loro insegnante. No, lei non e' scappata di casa: ha semplicemente capito quanto sia divertente la vita del barbone e quanto cool possa essere non avere un tetto sopra la testa. Rivoltante.
Smax: l'avventura della sottoetichetta DC controllata da Alan Moore e' stata breve, intensa, e felice; l'ABC ha campato poco ma ha sfornato alcune eccellenti serie a fumetti. Quando DC si vide costretta a riorganizzare i propri possedimenti compattandoli e semplificandoli, l'ABC fu lasciata a margine: tenuta indipendente ma limitata nella produzione, anche per l'evidente calo di interesse da parte di Moore. Durante la fase di passaggio tra il momento d'oro e l'attuale gestione, alla conclusione della mia preferita Top Ten, Moore sforno' questa mini in cinque episodi di cui, francamente, avrei voluto tanto parlare male. E' troppo facile la strategia creativa di Moore: prendere qualcosa di culturalmente noto, come la letteratura otto-novecentesca per la Lega, il mondo supereroistico classico per Tom Strong, il poliziesco per Top Ten, chissachecosa per Promethea, e adattarlo confindando che la propria qualita' di scrittore sia in grando di trarne qualcosa di compiuto e travolgente. La mini di Smax e Toybox, due dei poliziotti di Top Ten, sfrutta il mondo classico dei fantasy e delle favole: ricalcando il Signore degli Anelli, Fables e Shrek. Troppo facile: sei un vigliacco e un cialtrone, Alan. Il risultato e' da sbellicarsi: sembra di leggere alcune delle pagine migliori di Trondheim con solo un diverso genere d'umorismo. Smax torna a casa per il funerale di uno zio: il suo mondo di origine e' una terra fatata con elfi ladri, nani lussuriosi, un centro burocratico per ottenere i permessi per una Quest, di favole storpiate e devianti, di amori incestuosi, di un protagonista forte e coraggioso e francamente e palesemente idiota. E' difficile, anzi molto raro, leggere una storia di Moore dove la trama non sia che un pretesto e dove tutto sia affidato ad una serie di spassose situation comedy giocate sulla parodia e su quanto abbia reso Shrek un successo: con solo una piccola differenza, Smax non e' per bambini, decisamente no. I dialoghi sono spassosi, ma il massimo divertimento viene proprio dalle situzioni: il disegnatore non e' granche' ma e' totalmente dedito alla scenggiatura; molta della comicita' deriva dalle reazioni dei personaggi a quanto mostrato loro dall'ambiente della terra natia di Smax. L'unica nota sfavorevole riguarda le caratterizzazioni dei due personaggi: per forza di cose, insieme con il cambio di toni rispetto al drammatico Top Ten, anche la personalita' dei due protagonisti e' alterata per combaciare con la comicita' della narrazione; quella tristezza di Smax che ne faceva un personaggio profondo e affine e che faceva ruotare l'amore delle donne del distretto, qui si trasforma in un background di tragedie grottesce e ridicole, violente ma buffe, tragicomiche: Moore tradisce le sue creazioni per esigenze di copione, ma il risultato e' spettacolare. Tra l'altro una delle ultime produzioni interamente scritte da Moore prima del suo parziale ritiro e dei mediocri, attuali, progetti portati avanti come co-sceneggiatore: Albion e Thunderbolt Jaxon.