Checkout: dopo il crossover JLA-JSA-LoSH le cui conseguenze sono state la chiusura della nuova serie di Flash e la riapertura di quella vecchia, si è concluso anche il crossover tra i nuovi Outsiders di Nightwing e il nuovo Checkmate ‘’guidato’’ da una vecchia amichetta di Batman. Non a caso la storyline gestita in combo da Rucka e Winick (inutile dire quali parti siano state scritte meglio) vede proprio l’interessamento risolutivo del Cavaliere Oscuro, a cui seguirà nei prossimi mesi la chiusura della testata Outsiders (con il numero 50) e il rilancio autunnale della vecchia gloria Batman and the Outsiders. Il gioco di specchi e’ il nuovo trend editoriale americano: basti pensare ad Amazon Attack-World War Hulk e Sinestro Corps-Annihilation Conquest. Il connubio tra i due gruppi e’ interessante: l’agenzia di superspie e il gruppo di supereroi illegali giocano a sbandarsi approfittando dei considerevoli conflitti interni e le divisioni ideologiche tra i membri; gli autori se la cavano sviluppando dinamiche interessanti tra ex-supereroi: il nesso e’ infatti poi la perdita dell’innocenza da silver age per un approccio professionistico o necessario ai problemi del mondo con superpoteri. La trama si svolge senza grosse sorprese seguendo i moduli classici degli incontri tra gruppi con divisioni e scambi: l’elemento più intrigante e’ la componente cinese. Come durante la seconda guerra mondiale o la guerra fredda, ancora una volta la DC sceglie di schierarsi (seppur con una più dignitosa imparzialità) e affrontare la realtà del mondo e la percezione popolare dello straniero nelle proprie storie: i 10 eroi del popolo sono notevoli, difficilissimi da gestire senza sollevare vespai ma certo comportano un raro grado di serietà e onestà artistica nella pubblicazione di fumetti.
Shazam! Monster Society of Evil: nel gioco di specchi tra i due grandi editori non e’ mancato neppure il duello a distanza tra due miniserie autoriali in senso lato. Contro
Empowered: parliamo adesso di Dark Horse e di un serio candidato a migliore pubblicazione del 2007. La nuova opera di Adam Warren, l’autore mangaamericano più famoso, celebre… anzi: l’unico autore mangaamericano che sia giustamente famoso, celebre e acclamato. Warren ha già scritto di supereroi, Gen13 e’ sicuramente la sua operazione in questo campo che sia più nota: personalmente amo la storia alternativa dei Titans (Rock, Paper, Scissors); oggettivamente le sue opere più famose sono però tutte le storie delle originariamente giapponesi Dirty Pair. L’origine della serie Empowered e’ particolare: Warren iniziò con alcune tavole, a mezza via tra la pin up e la striscia, che faceva circolare attraverso il sui circuito internet; poi l’accordo con Dark Horse per la pubblicazione di un primo TP contenente tutto il materiale già prodotto e altro realizzato appositamente, con un opzione per un secondo volume già confermata dall’editore all’alba delle ottime vendite e con un terzo promesso per un periodo imprecisato del prossimo anno. Detto con parole sue Warren descrive questo suo lavoro come una commedia supereroistica sexy: la protagonista e’ Empowered, bella bionda con il fondoschiena un po’ abbondante e detentrice di un potente costume capace di moltiplicare la sua forza, proteggerla e di emettere di raggi. Questo costume è però molto fragile, si rompe come niente: e una volta rotto perde tutti i suoi poteri (si rigenera con il tempo); inoltre sotto e sopra il costume non e’ possibile indossare altro, pena il non funzionamento dello stesso. Empowered e’ quindi molto spesso eroicamente semi nuda. Un fidanzato thug, un’amica ninja, colleghi supereroi STD, supercattivi e tutto quanto il necessario: comprese esaltanti citazioni umoristiche (anche da grandi classici kirbyani). Adam Warren segna il punto più alto della sua carriera, sia come disegnatore sia come scrittore: l’intero albo e’ completamente realizzato a ‘’matita’’, niente chine. Una rarità e un ruggito da leone per la sua straordinaria arte: comica, erotica, sexy, mai volgare. Il fulcro sono però situazioni e testi: tante volte abbiamo letto di vite normali di supereroi tra conti da pagare e problemi domestici, qui troviamo il tutto sotto una squisita e freschissima chiave da sit-com che esalta lo stile del suo autore. Empowered oggi e’ come Invincible ai suoi esordi mescolato al meglio dell’esperienza Wildstorm, una forte innovazione sfruttando e interpretando un crossover di media e temi. Salvo canonici ritardi a settembre potremmo trovare il secondo volume.
magari uno non ci pensa perché tutti i suoi film hanno titoli specifici come ai tempi di Indiana Jones e Guerre Stellari, ma a guardare bene questo e’ proprio Harry Potter 5. Cinque. Come Rocky. Farne tre ormai e’ facilissimo, ma farne 5 con altri due in previsione comincia davvero a scrivere un pezzo di storia cinematografica: anche e soprattutto perché tra questi 5 e’ difficile trovarne uno che non sia stato all’altezza. L’Ordine della Fenice avrebbe potuto essere il primo a fallire: il regista convocato, un tale David Yates con solo tv alle spalle, certamente non faceva ben sperare; ma in definitiva i personaggi ora si raccontano da soli: il regista e’ poco utile in fin dei conti, basta un buon adattamento in sceneggiatura e il solito impeccabile casting. Il resto viene da sé. L’unica stonatura, ma non ne sono neppure convinto vedendo i ragazzini reali della stessa presunta età, e’ l’atteggiamento messo su dagli attori:
Harry Potter matura, e’ pieno di rabbia e testosterone: come un giovane manzo in calore cerca figa e rissa.
Questa e’ la trama del film: poi ovviamente ci sono tutte le questioni collaterali di Voldemort, della scuola, dei combattimenti e via dicendo.
No, va bene: a parte gli scherzi. E’ un bel film, degno successore dei precedenti quattro: le uniche note discordanti riguardano gli effetti speciali non sempre all’altezza e una certa indecisione se prediligere l’azione o il sentimentale. In questo senso il film prova ad accontentare i gusti di tutti: mi viene fatto sapere da fonti esperte che pur essendo fedele, a causa dell’abbondanza impaginata nel corrispondente libro, molte parti siano state eliminate durante la realizzazione del film. Spesso in casi del genere la sceneggiatura si tradisce, qui non accade.
Si potrebbe parlare per ore a proposito del fisico di Stallone, ma perché farlo? I fan di Rocky riposino tranquilli: il quinto film e’ ancora il piu’ brutto della serie, quest’ultimo si guarda. Tutti gli altri dubito stiano leggendo un post su Rocky 6.