World War Hulk: la Marvel rovina il miglior crossover non di nicchia della sua storia recente costringendo il finale a una serie di scene e scelte obbligate per sfruttarne gli esiti commerciali trasformandoli in tanti nuovi albi regolari. Non aggiungo altro perché tra l'incredibile Herc e il figlio di Hulk non posso fare a meno di offendermi, perché il crossover era straordinariamente buono, eccellente seguito di Planet Hulk, e perché lo scontro con Sentry sarebbe stato narrativamente sensato se non si fosse deciso di concluderlo senza rispondere alla domanda su chi sia più forte, se non in maniera tanto velata da lasciare l'amaro in bocca: per non parlare del tentativo di rendere meno ovvio il fattore Banner nella chiusura della serie deformando ancora una volta senza la minima logica la psicologia del personaggio ottenendo l'ennesima variante strumentale del rapporto tra le due identità del protagonista e svuotandola infine di ogni significato, oltre al fatto di rendere vane e insensate molte scene/dialoghi dell'ultima storia recente di Hulk.
The Loners: miniserie editorialmente in stile DC per la Marvel che continua ad affrontare la tematica supereroistica provando a concentrare e ritrovare una propria nota personale caratterialmente definita. Ecco quindi l'anonima supereroi per ex-teen titans: interessanti i dialoghi, ottimo soggetto, imprescindibile il ritorno dell'amatissimo Darkhawk. Questo gruppo di supporto per ex-eroi ex-ragazzini ora cresciuti e decisi a lasciarsi alle spalle poteri e costumi viene sviluppato perfettamente dal duo d'autori fino a circa tre quarti poi, sfortunatamente, ecco che il tutto si ritrasforma in una nuova formazione di x-men/runways perdendo lo smalto e l'originalità. Solo in parte però: miniserie molto buona, di gran qualità e abbastanza slegata dalla normale continuity (a parte l'ovvia secondarietà di tutti i protagonisti che potrebbe causare qualche dubbio nel lettore meno addentro) da essere perfettamente godibile da sé.
Hellboy - Darkness Calls: erano 3 anni che non si sapeva più niente di un Hellboy disperso in mare e spostato in secondo piano per la difficoltà di reindirizzarne le storie concluso più o meno il concept originario legato al suo personaggio. Un Hellboy vittima della sindrome di Spawn costretto a un lirico e squisito vagabondare per i regni del folklore mondiale in attesa che Mignola ne risollevasse le sorti disimpegnandosi dalle vicende del più fortunato e nuovo BPRD.
