Elio è.... Frankenstein: non si può più dire che il personaggio-artista Elio del celebre gruppo stia cercando di darsi da fare e di farsi una carriera aldilà delle Storie Tese, sono infatti anni ormai che tra le telecronache del baseball e spettacoli teatrali più o meno indipendenti dalla band il cantante si è impiegato in un ruolo più ampio di quello che lo vedrebbe confinato secondo il pensiero comune a frontman del più famoso esponente del genere demenziale. Ovviamente chiunque segua un pò saprà che paragonarli agli Skiantos, tanto per dirne una, è una bestemmia. Concluso il preambolo il nuovo spettacolo passato per il Teatro delle Celebrazioni il 29 Gennaio corrente mese è.... molto breve. L'unico ma considerevole difetto è proprio la rapidità della performance: un'ora e mezza a stare molto larghi, un'ora e basta probabilmente; mi piace pensare che i costi dello spettacolo siano molto alti e che, per garantire un prezzo ragionevole, sia stato necessario accorciarlo.
Il tutto è diviso in 3 parti: la prima dà il titolo al tutto ed è basato sulla composizione ''Frankenstein!!'' del direttore d'orchestra austriaco H.K. Gruber del 1977-1979, ufficialmente descritto come un ''pandemonium per chansonnier and orchestra (o enseble che fa più figo). In poche parole è una ventina di minuti di musica buffi accompagnata dalla recita cantata di alcune ''filastrocche''. Nel corso dello spettacolo prevedibilmente Elio scherza sul fatto che la parte culturale riscuota applausi ''giusti'' mentre quella CULturale applausi smodati: ma questo è naturale e lo sforzo è comunque apprezzabile. Finito il pandemonium, dopo una lunghissima e incomprensibile pausa che in molti hanno frainteso addirittura come il finale dello spettacolo e altri hanno interpretato come uno scherzoso finale di spettacolo, e che secondo me è stata semplicemente una pausa molto lunga senza nessuno a dichiarare ''pausa'': due pezzi tratti dall'Opera da Tre Soldi per traghettare il tutto verso la chiusura più faceta e irriverente... mi do la nausea da solo quando scrivo così. Per finire una manciata di pezzi dal repertorio classico di Elio, egregiamente accompagnati dall'orchestra non solo musicalmente ma anche nei versi e negli atteggiamenti e nei rumori compresi nella maggior parte dei testi del gruppo: personale ovazione e momento memorabile dello spettacolo l'imitazione di Ruggeri fatta da Elio durante il Vitello dai Piedi di Balsa.
Elio in concerto è sempre grandissimo e non si è sentita troppo la mancanza di Faso e gli altri grazie alla partecipazione dell'orchestra al tono della serata: peccato però sia durato così poco.
Il tutto è diviso in 3 parti: la prima dà il titolo al tutto ed è basato sulla composizione ''Frankenstein!!'' del direttore d'orchestra austriaco H.K. Gruber del 1977-1979, ufficialmente descritto come un ''pandemonium per chansonnier and orchestra (o enseble che fa più figo). In poche parole è una ventina di minuti di musica buffi accompagnata dalla recita cantata di alcune ''filastrocche''. Nel corso dello spettacolo prevedibilmente Elio scherza sul fatto che la parte culturale riscuota applausi ''giusti'' mentre quella CULturale applausi smodati: ma questo è naturale e lo sforzo è comunque apprezzabile. Finito il pandemonium, dopo una lunghissima e incomprensibile pausa che in molti hanno frainteso addirittura come il finale dello spettacolo e altri hanno interpretato come uno scherzoso finale di spettacolo, e che secondo me è stata semplicemente una pausa molto lunga senza nessuno a dichiarare ''pausa'': due pezzi tratti dall'Opera da Tre Soldi per traghettare il tutto verso la chiusura più faceta e irriverente... mi do la nausea da solo quando scrivo così. Per finire una manciata di pezzi dal repertorio classico di Elio, egregiamente accompagnati dall'orchestra non solo musicalmente ma anche nei versi e negli atteggiamenti e nei rumori compresi nella maggior parte dei testi del gruppo: personale ovazione e momento memorabile dello spettacolo l'imitazione di Ruggeri fatta da Elio durante il Vitello dai Piedi di Balsa.
Elio in concerto è sempre grandissimo e non si è sentita troppo la mancanza di Faso e gli altri grazie alla partecipazione dell'orchestra al tono della serata: peccato però sia durato così poco.
