lunedì, settembre 28, 2009 | in : fumetti e libri
La Guerra Contro gli Chtorr (A Matter for Men, 1983): ho il secondo libro del ciclo con me da almeno quindici anni, per una ragione o per un'altra non sono mai riuscito a capitare in una libreria che avesse il primo, adesso che l'ho finalmente trovato e rapidamente divorato potrò finalmente leggere il suo seguito. David Gerrold è uno dei più felici imitatori di Heinlein, specialmente questo ciclo e specialmente questo primo libro (per altro a lui dedicato) sono palesemente tesi al raggiungimento di quella fantascienza avventurosa e militare caratteristica del grande maestro. Questo lo sapevo prima di leggere ed è stato tutto ampiamente confermato, ero invece impreparato per il resto: innanzitutto in questo esordio di xenobiologia degli Chtorr c'e' molto poco, per contro c'e' un'inaspettata mole di descrizione sociale della Terra del futuro; descrizioni dettagliate e a dire il vero non troppo agili, piazzate a blocchi tra un azione e l'altra, in sui si descrive la storia e la reazione dell'umanità dopo un considerevole numero di guerre, una delle quali ha lasciato gli USA sconfitti e in balia delle nuove super potenze, bombe nucleari, epidemie e apocalissi varie. La razza umana non è allo sbando, la ricostruzione ha dato nuova forma e sostanza ai vecchi modi: non siamo nel tipico futuro post-atomico, semplicemente in un futuro successivo a una straordinaria e decimante quantità di batoste planetarie. Ci sono molte divagazioni ed è chiaro che fin da principio Gerrold avesse in mente più di un libro, 4 per l'esattezza (e poi altri tre, una volta finiti i soldi in tempi più recenti), su cui sviluppare la vicenda: questo primo è una super introduzione con alcune riuscitissime scene d'azione militari umani contor vermi giganti (ma non giganti come in Dune, o almeno non ancora) e un'esosa quantità di panoramiche storico-sociali non particolarmente interessanti, il tutto condito da comprimari che sembrano messi lì un pò alla cazzo. Stranamente il tutto funziona e il romanzo si divora con grande piacere.
hellbly @ 22:56 | commenti (popup) | commenti
domenica, settembre 27, 2009 | in : cinema e tv
The Proposal: niente di nuovo sotto il sole, nella prima metà ci si diverte abbastanza ma appena scattano i sentimenti tutto si trasforma nel solito, melenso e indigeribile, polpettone. La regista Anne Fletcher gioca sul ribaltamento, per altro non completamente originale dei ruoli, Sandra Bullock è la super manager con il permesso di soggiorno scaduto e una decina d'anni più del suo giovane e macho assistente, il lanciatissimo Reynolds che dovrebbe però sbrigarsi a tirar fuori un film di successo prima di perdere inerzia, costretta a ricattare il suddetto in matrimonio per non essere buttata fuori dal paese e perdere tutto. Volano in Alaska per informare i genitori di lui, casino, i due si innamorano. Prodotto industriale di largo consumo e bassa qualità.
hellbly @ 09:51 | commenti (3)(popup) | commenti (3)
sabato, settembre 26, 2009 | in : fumetti e libri
Detective Comics - Elegy: non conto di farlo con tutte le testate di Batman Reborn ma l'ho fatto per Batman & Robin, non posso non farlo per Detective. Decidere quale delle due sia migliore è impossibile, sono la punta della piramide del fumetto DC Comics e supereroistico attuale, condividono la vetta con pochi altri e niente. Semplicemente ottima arte fumettistica. Elegy è il primo storyarc del nuovo corso della testata: come saprete l'albo ha per protagonista Batwoman, second feature The (new) Question, ai testi c'e' Greg Rucka e ai disegni della principale J.H. Williams III.
Cominciamo da qui: Williams è uno dei più grandi disegnatori viventi, anche lui vive su quella piattaforma in cima alla piramide dove stanno tutti coloro che non possono essere messi a confronto tra loro e sono semplicemente inconfrontabili con gli altri. L'opera fondamentale nella sua evoluzione artistica è il Promethea di Moore, la mia preferita è Desolation Jones, ultimamente è apparso per una breve e intensa run su Batman durante il periodo Morrison: con questi albi di Detective Comics stabilisce il proprio capolavoro. Williams è uno di quei rari talenti, paradossalmente unici, in grado di costruire una tavola per conformarla al suo gusto artistico-estetico, abbandonando tutti i criteri di visualizzazione classica e pratica, e allo stesso tempo riuscire a mantenere la narrazione al centrata e sostanziale. Questo si può dire: oggi non esiste fumetto migliore sul piano dei disegni. Rucka è uno dei miei autori preferiti quindi. La storia segue Batwoman riprendendo le vicende della Crime Bible e tutta la storia di Cain-Savage da Final Crisis: Batwoman è ancora l'oggetto del desiderio della Religione del Crimine, la storia si infittisce, nuovi personaggi e spessore. Il personaggio nato su 52 e poi maltrattato qua e là diventa in un lampo protagonista di una delle principali serie dell'editore, azzardo che ha pagato splendidamente; dal prossimo numero le secret origins e come sia arrivata a seguire la Batman Rule. Su Montoya-Question poco da dire, è una delle second feature più sacrificate, pochissime pagine e avanzamento troppo lento: aspetto il crossover con Blackest Night, voglio Sage.

Prototype: Palmiotti e Grey con Darick Robertson per una mini di 6 dedicata all'omonimo videogioco. Non l'ho giocato ma conosco la storia e ritengo che il fumetto si collochi parallelamente alla sua vicenda. Simpatico.

Old Man Logan
Special: il Giant Size che avrebbe dovuto chiudere la storia arriva e non chiude un cazzo, tipico Marvel. Alla fine della parte serializzata Logan tornava a casa per scoprire la propria famiglia morta per colpa della Hulk Gang, Logan dà loro la caccia e li uccide tutti. Poi va da Hulk, versione Maestro-Redneck, e uccide anche lui (come diavolo abbia fatto Hulk a mangiarlo intero esula anche la labile fisica dei fumetti, Millar pollice verso), poi parte per raddrizzare il mondo. Vedremo sicuramente ancora Old Man Logan, la Marvel ama troppo le sue versione alternative.

No-Hero
: dopo Black Summer, Ellis e Avatar ancora a girare intorno ai supereroi super realistici e cattivi. C'e' già un'altra mini in arrivo. Solita roba, niente di che.
hellbly @ 17:38 | commenti (popup) | commenti
giovedì, settembre 24, 2009 | in : cinema e tv
Drag Me to Hell: il mondo si divide in due categorie: chi crede che bruce campbell sia un dio, e chi raimi un genio. Tu scavi. Pare che fosse stato offerto un ruolo a Bruce Campbell, pare che lui l'abbia rifiutato perché impegnato inderogabilmente con Burn Notice. Pare anche che il ruolo da protagonista fosse stato accettato da Ellen Page, poi rifiutato all'ultimo istante e al suo posto presa Alison Lohman. Il concetto base che dovete avere chiaro in testa è però il seguente: NON C'E' BRUCE CAMPBELL.
Chiarito ciò: questo film, in cui NON C'E' BRUCE CAMPBELL, è il risultato di un impegno poetico creativo pari a quello dei Dogma; Raimi nel realizzarlo ha messo in immagini una rigidissima presa di posizione estetica: rifare da capo tutto quello che era stato da lui inventato 28 anni fa nel primo Evil Dead, ogni singola scena di Drag Me to Hell è in citazione diretta di Evil Dead (e seguiti) ma NON C'E' BRUCE CAMPBELL. In più c'e' la CG.
Ragioniamo un momento: stupende idee del 1981, allora realizzate con geniali espedienti capaci di trasformare mezzi da due soldi in effetti speciali rivoluzionari, interpretate da un uomo capace di diventare un istantaneo ed eterno uomo-eroe con milioni di fan nel mondo nonostante da allora abbia fatto solo film comunemente considerati merda; riprodotte nel 2009, realizzate con mediocre grafica CG capace di copiare l'originalità e svuotarla di ogni significato, NON C'E' BRUCE CAMPBELL. Al posto di Ash c'e' Christine, lavora in banca, il suo compagno è un uomo ricco e senza palle: un giorno una vecchia e lurida zingara arriva e la maledice. Tocchiamo solo marginalmente il discorso sceneggiatura: Raimi dovrebbe vergognarsi ad averla personalmente firmata; delle due l'una: o una sceneggiatura vera e allora è tra le più prevedibili e insulse che si siano viste in un horror recente, con uno dei colpi di scena più telefonati della storia, oppure è falsa e realizzata appositamente per prendere in giro ancora una volta la seriosità del genere, e in questo caso allora mancano totalmente delle one-line d'effetto e ironia. Giuro su Primus, Crom e Cthulhu che se ci fosse stata una sola motosega brandita da qualche parte avrei potuto in qualche modo arrivare ad apprezzare questo film; Raimi sembra dire a tutti ''ehi, ho venduto l'anima e ho fatto una barcata di soldi dirigendo quei leziosi film di spiderman approfittandomi di tanti ragazzini idioti, però ho sempre dato lavoro a BRUCE CAMPBELL quindi tutto som
mato non sono male e adesso voglio dimostrarlo usando una misera e minima parte di quei soldi per fare un film horror come se fossimo tornati indietro di vent'anni però non c'e' bruce campbell. Amatemi, non sono cattivo''. Il passato è morto, non lo si può riportare in vita: il revival, l'omaggio e la parodia è qualcosa che altri possono fare; farseli da soli è ambiguo e a mio modo di vedere triste e desolante. Poi, ''ehi'', e sono io a dirlo, ''il film è andato bene, ha guadagnato tre volte i suoi costi. Sì, anche Spiderman 1, 2, e 3 sono andati bene''. Non c'e' molto da criticare, è difficile prendere sul serio un prodotto pensato per dare soddisfazione al suo regista e far spendere un token di presenza ai suoi affezionati: avrebbe potuto essere diretto da qualsiasi copycat di Raimi, averlo fatto di persona implica la sua incapacità di riconoscere il cambiamento e la sufficienza verso chi ancora oggi riguarda quei film come se fossero un caro prezioso. Drag Me to Hell è un film che ovviamente non spaventa, non può neppure essere grottesco né divertente perché nel frattempo il mondo è andato avanti, e di certo non può entusiasmare perché NON C'E' BRUCE CAMPBELL.

hellbly @ 23:33 | commenti (popup) | commenti
martedì, settembre 22, 2009 | in : animazione e videogiochi
Superman/Batman - Public Enemies: a neppure due mesi dal precedente titolo, Green Lantern First Flight, la serie DCU Original Animated Movies si arricchisce della sua sesta uscita. Un bel passo falso. La qualità di Wonder Woman e del suddetto Green Lantern avevano imposto standard troppo elevati, l'inevitabile caduta di stile era necessaria e prevedibile: ciò che stupisce è la scelta di realizzare questo film in poco tempo, buttarlo fuori così troppo poco tempo dopo l'ultimo. Non credo in un discorso di scia in cui inserirsi per nascondere i difetti. La presente produzione è chiaramente di secondo livello: anche ammettendo che abbiano iniziato a lavorarci durante GL, cosa possibile visto che lo staff è tutto un altro rispetto a quello dei successi, è stato comunque realizzato in fretta e furia, senza midollo. Il regista, Sam Liu, viene dall'archivio teste di casa Warner: niente di rilevante alle spalle; nessun doppiatore cinematografico, tutte le voci sono prese dalle serie animate, Kevin Conroy compreso; animazione e chara design provengono dallo stesso calderone. Public Enemies è un torto al Progetto, è un film d'animazione come ne sono stati fatti tanti nel corso degli anni precedenti: è il film della serie tv, niente di più; i film fino a oggi presentati nella collana invece sono sempre stati film per sé, budget elevato e ricchezza di contenuti e tecnica. Qui saltiamo sul cavallo della produzione a bassa qualità, la cui esistenza è semplicemente un modo per spillare denaro in cambio di aria fritta. Scene riciclate, dialoghi ridotti, personaggi secondari senza battute (muti), nessuna attenzione a presentare trama e caratterizzazioni prossime a quelle originali. E' insultante. Dovrebbe rifarsi allo storyarc d'apertura della serie a fumetti Superman/Batman, storyarc di cui per altro parlammo a suo tempo: segue un canovaccio simile ma distorce e instupidisce. Altra nota chiave per denigrare questo film: a differenza dei precedenti è chiaramente dedicato a un pubblico infantile, nessuna violenza, qualche goccia di sangue appena; le uniche componenti un pò aggressive sono quelle riguardanti l'avere un super criminale falsamente pentito come presidente degli stati uniti. Un fallimento in ogni sua parte. Il prossimo OAM uscirà, per fortuna, tra qualche tempo: si parla di primavera 2010, le poche informazioni disponibili adesso parlano di un cast d'alto profilo e il ritorno dei pezzi grossi del settore.
hellbly @ 22:07 | commenti (popup) | commenti
lunedì, settembre 21, 2009 | in : musica e internet
segnalo la creazione di un nuovo gruppo dedicato ai Super Robot Wars, l'indirizzo per iscriversi è il seguente:
super-robot-wars+subscribe@googlegroups.com
hellbly @ 13:03 | commenti (popup) | commenti
venerdì, settembre 18, 2009 | in : cinema e tv
Blood - The Last Vampire (Live Action):alla ricerca di sempre nuovi vampiri era inevitabile che qualche occidentale arrivasse prima o poi  a battere le sponde nipponiche finendo per disseppellirne il mediometraggio firmato Mamoru Oshii del 2000. Già ampiamente sfruttato e offeso dalla serie tv di Production IG di qualche anno fa e dal contemporaneo adattamento cartaceo, trovate tutto indietro per il blog. Le legittimissime basse aspettative vengono tuttavia sorprendentemente disattese: questo ibrido figlio della più globalizzata delle produzioni rivela doti inaspettate di crossover stilistici. Tutto comincia nel 2006, un paio di cinesi noti cercano di accaparrarsi i diritti di Blood: passa un pò di tempo, Production IG si convince e nel frattempo si aggiunge la francese Pathé; a questo punto il progetto vira dal prevedebile filmaccio cinese a una più complessa e organizzata multiproprietà: regista del film diventa Chris Nahon, lo ricorderete per Kiss of the Dragon (cina-francia anche allora), il cast va sull'internazionale con una protagonista coreana e qualche volto noto di caratteristi americani, il girato è in inglese.  La storia è sempre la solita, questa volta il setting è fissato al 1970 circa, base militare USA: Saya è una dampyr cacciatrice di vampiri, collabora con un'organizzazione paratutto, e cerca lo scontro con il capo dei vampiri, usa una spada e e il suo sangue è tossico. Saya non è interpretata da una coreana qualunque, è Jun Ji-Hyun a darle il volto: adesso si fa chiamare Gianna Jun e il suo cv cinematografico non è vasto come avrebbe potuto, però è la Sassy Girl originale, ha fatto la storia recente del cinema coreano. Koyuki, Colin Salmon, Liam Cunningham: un cast di famosi panchinari. Le ragioni per cui questo film non sia immediatamente da buttare però non hanno niente a che vedere con i suoi attori, fanno tutti un lavoro di merda e offrono il peggio delle proprie possibilità, certamente la recitazione in inglese non aiuta la protagonista, per gli altri invece non c'e' scusa. No, i motivi di valore sono nei combattimenti e negli effetti speciali applicati: niente di originale ma c'e' una commistione di idee prese da varie fonti, mescolate, il cui risultato è molto eye catchy e apprezzato. Il sangue in cg di Zatoichi, l'abuso di effetti luminosi alla Kiriya, mi stupisce non trovarci di mezzo Besson visto che c'e' Corey Yuen a dirigere l'azione; per non parlare del fatto che i vampiri siano spiccicati a quelli di Whedon o delle sequenze alla Spiderman. C'e' un marasma di roba e lo stordente sapore offre ricchezze, lo ripeto, inaspettate.
hellbly @ 01:15 | commenti (popup) | commenti
giovedì, settembre 17, 2009 | in : cinema e tv
Crank 2 High Voltage: ho aspettato il dvd, non volevo vederlo in un formato merdoso; ho ignorato i commenti negativi, ovviamente non avrebbe mai potuto essere cuntastico quanto il primo. Il problema di Crank 2 è l'eccesso, non pensavo mi sarei trovato a dire una cosa del genere: il duo Neveldine/Taylor l'ha fatta fuori dal vaso, scene troppo lunghe, troppi culi e troppe tette (non pensavo avrei potuto dire neppure una cosa del genere), alcune trovate esaltanti annacquate dallo strafare dei registi. FUCK YOU NEVELDINE E TAYLOR. FUCK YOU BAI LING. Personaggi e scene grottesche, fuori dallo spirito di Crank, mescolate a scene con Statham-Chelios d'impatto esaltante: i due pirla hanno preso troppo sul serio l'idea che nel seguito si debba fare tutto di più, han finito per snaturare e ridicolizzare il loro primo incredibile successo. Per altro i due non stanno proprio facendo ben parlare di sé, non ho ancora visto Gamer ma si parla piuttosto male anche di quel film, e a questo punto comincio pure a preoccuparmi per Jonah Hex.
Chev Chelios non è morto e il super boss della triade, impressionato dalla sua vitalità, decide di prendersi il suo cuore e trapiantarselo; il progetto prevederebbe anche il trapianto di tutti gli altri organi, Chev si sveglia e incomincia la corsa e il massacro. Nel mezzo tutta la cricca del primo, tutta, compresi i morti: ognuno risorto in un modo o nell'altro. Super veloce e adrenalinico/elettrico, Statham sempre formidabile, Amy Smart sempre graziosissima; disonora il suo predecessore ma è composto di scene da vedersi.
hellbly @ 22:32 | commenti (popup) | commenti
giovedì, settembre 17, 2009 | in : fumetti e libri
Atomic Robo and the Shadow from Beyond Time: terza miniserie per l'alfiere della minuscola Red5, attualmente non pubblica quasi altro, e nuovo trionfale successo per l'accoppiata Clevinger-Wegener. Stupisce che nessuna delle Altre case editrici li abbia ancora rapiti, almeno opzionati: sono in pochi ad avere lo stesso talento rappresentativo di Wegener, le sue tavole non mancano mai di rappresentare e raccontare la storia, il suo stile cartoonesco e al tempo dettagliato ricorda da vicino quello di Cory Walker ed è immediatamente riconoscibile; per contro Clevinger dimostra quanto i dubbi sul suo umorismo siano definitivamente da cassare, Atomic Robo è a tratti esilarante, sempre e costantemente divertente e burlesco: DANGER SCIENCE, l'unica cosa con cui lo si potrebbe paragonare è Portal. In questa mini ficca un paradosso temporale da scifi classica e lo mescola con i miti lovecraftiani con la più completa padronanza e serenità.

War of the Witchblade: premesso che semplicemente per i disegni di Sejic, la serie Witchblade vale indubitabilmente di essere letta, le trame di Marz intorno alla Trinity della Top Cow cominciano a sfiorare il ridicolo. Non ricordo da quanti anni tutte le storie girino intorno all'equilibrio tra Darkness, Angelus e Witchblade: ne ho 2 palle così. War of Witchblade è la storyline con cui si chiude il discorso della Witchblade a metà tra l'orinale Sara e la sempre inutile Dani: improvvisamente, dopo mesi di 'sta menata, si scopre che la lama di Sara è malvagia e quella di Dani buona. Aspetta un momento: abbiamo sempre detto che l'Angelus è cattivo quanto Darkness, e che in definitiva nessuno dei due rappresenti il male opposto al bene; allora perché cazzo Sarà diventa improvvisamente malvagia e sadica? Marz gestisce il tutto male, molto male: continua l'introduzione di nuovi personaggi senza capo né coda strumentalmente usati per ingigantire a dismisura un universo mistico completamente disorganizzato e perso tra i pochi speciali-testate di Top Cow che provino a interpretarlo. La storia finisce con la Witchblade riunita nella mani di Sara e Dani che diventa il nuovo Angelus. Le premessa erano ottime, l'ingenuità stupida di Marz le ha massacrate.

The Life and Death of Savior 28
: DeMatteis prova a scrivere per IDW la sua versione di Watchmen/Dark Knight, arriva in ritardo di quei pochi 30 anni circa e il suo decostruzionismo finisce per essere più una burla che altro. Il più figo supereroe del mondo, Savior 28, muore assassinato dal suo ex-sidekick per ordine del governo: Savior28 era fuori controllo, diventato pacifista, predicava l'amore e la fratellanza. Booo, noioso.
hellbly @ 18:37 | commenti (popup) | commenti
martedì, settembre 15, 2009 | in : cinema e tv
The Middleman (episodi 1-12 serie completa): un mio amico l'ha vista e non l'ha apprezzata, quando gli ho espresso il mio contrario grande entusiasmo mi ha detto ''è perché assomiglia a Farscape''; la Convivente Senza Nome l'ha apprezzata e l'ha trovata somigliante a Pushing Dasies; hanno ragione entrambi ma è soprattutto chiaramente debitrice a M.I.B.
La serie è tratta dall'omonimo fumetto pubblicato da Viper Comics, meritevole, è sceneggiata e creata dall'autore del fumetto, Javier Grillo-Marxuach (un alto che deve la sua fortuna, o è viceversa?, a Lost): è quindi fedele e perfettamente rotonda e solida nel suo spirito; la prima stagione avrebbe dovuto durare 13 episodi, è stata cancellata e l'ultimo episodio mai prodotto: al recente San Diego Comic-Con, lo trovate su youtube, il cast al completo ha dato lettura del copione dell'ultimo episodio tra l'entusiasmo della folla. L'ultimo episodio è stato oggetto di un fumetto speciale da poco uscito, non sono ancora riuscito a trovarlo. Avrei tanto voluto quell'ultimo episodio. E uno dopo quello e via per altre 3 stagioni almeno. The Middleman è una di quelle serie intelligenti che sa di esserlo e non si nasconde senza falsa modestia, anzi si corrobora dell'apprezzamento e viaggia altissima alla ricerca di sempre migliori modi per stimolare gli spettatori e di riflesso se stessa. La voce del pubblico di nicchia dichiara quanto segue: ''la chiusura di Middleman si spiega unicamente con la sfortuna di essere un prodotto troppo intelligente per il pubblico di idioti che normalmente offre la propria quota percentuale al canale ABC Family''. E' sicuramente così, è purtroppo altresì vero che non ci sia stata una fila di network pronti a far risorgere la fenice. La raccolta in dvd è uscita da poco, la risposta commerciale sembra buona ma non all'altezza di replicare il fenomeno Firefly; i fan sono molti ma non tanti da tenere viva la speranza alla Farscape. The Middleman forse continuerà a uscire saltuariamente a fumetti, magari l'estratto dal San Diego Comic-Con potrà un giorno fare bella figura di sé come contenuto speciale in una prossima edizione blueray; per il resto temo che i problemi esotici di tutti i giorni dovranno restare delusi e disattesi.
Il Middleman è un agente segreto semi-solitario dotato di un quartier generale segreto, di fantastici gadget/armi, di uno o più androidi protocollari e di un robot più evoluto con funzioni gestionali: il Middleman si occupa di qualsiasi problema fuori dal normale, dall'alieno al demone, dalla scimmia fringe mutante ai fantasmi. Data l'alta mortalità sul lavoro i Middleman tendono a prendere e frequentemente cercare dei sidekick da addestrare e tenere con sé fino alla morte del Middleman stesso o loro. Il paragone più calzante con Farscape riguarda la continua, insistita, a volte evidente a volte squisitamente sottile citazione pop, nella maggior parte dei casi si tratta di riferimenti fumettistici. Il dinamico duo affronta le minacce contando sulle proprie forze e sui misteriosi finanziamenti provenienti dai misteriosissimi finanziatori che nessuno conosce, neppure il Middleman. Il Middleman è solo il Middleman. A interpretarlo Matt Keeslar, qualcuno forse lo ricorderà per la bella miniserie Rose Red, per il resto è uno della tv: gli auguriamo tanto successo e speriamo che riesca rapidamente a tornare in sella di un ottimo programma; accanto a lui un paio di belle e giovani donne, l'aspirante Middleman è Wendy Watson, al secolo Natalie Morales, graziosissima cubana-americana, nei panni di uno dei migliori peresonaggi femminili vistisi in tv in anni: pronta alla battuta, emotiva, sicura, insicura, vera punta di diamante affettiva per il pubblico; più accanto la coinquilina di Wendy, la biondina scapestrata Brit Morgan. Le due ragazze hanno film in cantiere, sono belle e abili, arruolate senza fatica nel sistema cinema USA alla continua ricerca di volti e corpi nuovi. Vorrei riportare alcuni memorabili titoli degli episodi del Middleman, cercatelo su youtube, è fitto di quotes e spezzoni di scene straordinariamente comiche e vivaci: The Sino-Mexican Revelation, dove un antico maestro cinese affronta un branco di luchadores, The Flying Fish Zombification, infestazione di zombie affamati di trote, The Palindrome Reversal Palindrome, dove Wendy viene rapita e portata nel Mirror Universe di Star Trek.
TROUUUUUT!!!
hellbly @ 20:24 | commenti (popup) | commenti
lunedì, settembre 14, 2009 | in : fumetti e libri
Russian Psycho (Headcrusher, 2005): nella scelta del titolo italiano Mondadori ha optato per identificare questo romanzo russo, esordio a 4 mani di grande successo in patria, come la versione balcanica di American Psycho. Ci sono chiaramente degli elementi paragonabili ma non è semplicemente la localizzazione geosociale a comporre tutte le grandi differenze che esistono tra il romanzo+film e la sua involontaria controparte sovietica. Il titolo originale fa invece riferimento al videogioco fittizio che il protagonista giochicchia in una breve sezione del libro, personalmente non l'avevo colto come un momento importante della narrazione ma tutti i commentatori e strilloni ufficiali tendono al contrario a far convergere sulla desensibilizzazione/alienazione da videogiochi violenti tutti i significati e i motivi della trama. Prendo per buono il tutto, non ho apprezzato il libro non ho intenzione di approfondire. Vadim era un giovane di buone speranze e talento, sfigato da un carattere indolente e privo di concentrazione e motivazione; finito a lavorare mediocremente nell'ufficio stampa di una banca, odia tutto e tutti. Bisogna arrivare a metà libro prima che Vadim impazzisca e inizi a uccidere chiunque gli dia fastidio, le prime fasi della sua nuova attività di omicida è interessante: il caos e il tentativo di reagire al primo morto è ben espresso, punto migliore della narrazione, il seguito è una discesa tra il privo di senso e questo mistificato sconfinamento tra realtà e fantasia del videogiocatore violento. Noia.
hellbly @ 17:15 | commenti (popup) | commenti
domenica, settembre 13, 2009 | in : cinema e tv
Year One: Jack Black e Michael Cera tentano la via della strana coppia numero 1234, esperimento che stranamente fallisce più volte di quante non riesca; alla regia c'e' Harold Ramis e forse è il caso di accettare una volta per tutte i perché la sua carriera da regista non sia mai decollata  e i perché del fatto che sia il suo nome a spuntare sempre fuori ogni volta qualcuno provi a succhiare ancora un pò di vita dal marchio dei Ghostbusters. Black e Cera sono due caveman, sono sfigati e vengono allontanati dal villaggio, incontrano Caino e Abele, poi Abramo, poi vanno a Sodoma. Sembra una di quelle commedie francesi molto volgari che andavano di moda una ventina d'anni fa, e faccio un torto a chiunque dicendo così: l'umorismo è squallido, tutto a sfondo sessuale, Jack Black è attore capace di divertire se diretto in modo da contenere la sua naturale tendenza a essere il Meatloaf dei poveri; Michael Cera fa se stesso. C'e' Vinnie Jones, inspiegabilmente. Qua e là una o due cose buffe accadono, legge dei grandi numeri, per il resto una porcheria.
hellbly @ 10:45 | commenti (popup) | commenti
domenica, settembre 13, 2009 | in : animazione e videogiochi
Battle for Terra: la cosa peggiore che possa capitare a un film d'animazione in cg è uscire 2 anni dopo essere stato prodotto, Terra è in giro dal 2007, uscito in distribuzione non festivaliera solo quest'anno; non è mai stato un funambolo di edge animazione, ma i due anni appesantiscono le limitazioni tecniche dei suoi realizzatori. Il doppiaggio è affidato a una serie di grandi nomi hollywoodiani, c'e' persino Dennnis Quaid, maggiore è il valore del nome minore è il numero di battute: si tratta comunque non di una produzione a basso budget. Regista e scrittore sono personalità provenienti da esperienze molto diverse, il primo è un canadese con nome greco esperto di effetti speciali al suo primo lungometraggio (rielaborato da un suo precedente cortometraggio), il secondo ha anche lui un nome secondo me greco (non so dove nasca) ed è l'uomo da incolpare per tutti i più merdosi seguiti direct to dvd di famosi film d'animazione Disney: il suo carnet comprende, oltre a vari Winnie Pooh, il Libro della Giungla 2, il Re Leone 2 e la Sirenetta 2. Soggetto del film: l'ecologia. Tempo fa giurai che non avrei più guardato cartoni animati a sfondo ecologico in spregio a questo luogo comune, in Battle for Terra il Trailer c'erano delle astronavi e dei combattimenti spaziali: mi sento ingannato. La razza umana ha inquinato la Earth (!) fino a distruggerla, ha colonizzato Venere e Marte, poi c'e' stata una guerra alla Gundam e anche questi pianeti sono andati distrutti: allora l'umanità va tutta in Battlestar Galactica, esodo verso un nuovo pianeta, finiscono le provviste e si devono accontentare di un pianeta non proprio abitabile ma facilmente terraformabile, lo chiamano........... TERRA (!!). Il pianeta però non è disabitato, anzi, delle pacifiche creaturine vagamente fataformi si sono sviluppate in una civiltà pacifica e felice. Gli umani non ci pensano due volte e, forti della superiore tecnologia, li bombardano. Tra i nativi c'e' una ''ragazza'', è la protagonista: i nativi vivono secondo regole, hanno zone proibite, ma la ragazza se ne sbatte, è anticonformista e di buon cuore. Ho la nausea. Fatto sta che le creaturine non sono poi così pacifiche, con un colpo di scena che avrebbe potuto essere imprevedibile se non fosse stato suggerito dal comportamento misterioso di chi sa ma non dice di tutti gli anziani tra le creaturine, si scopre che le suddette, ora che ci penso sembrano larve con le braccia, schifezze sono dotate di poderosa tecnologia bellica. Lo scontro è inevitabile, gli umani perdono (anche perché nel frattempo il loro ASSO si è innamorato del bacarozzo e nel mezzo dello scontro fa inversione a U e attacco il proprio centro di comando) ma i bagagli offrono loro asilo perché sono buoni e hanno dimenticato la guerra. ASPETTA, oohhhhh, CAZZO HO CAPITO: è una METAFORA, gli sgorbi in cg erano come noi!!!!!! CAZZOOOOO, ORIGINALEEEEEEE.
hellbly @ 10:38 | commenti (popup) | commenti
domenica, settembre 13, 2009 | in : cinema e tv
Hellbinders: film direct to dvd capitato da queste parti per rispondere alla domanda, capitatami in testa chissà come, ''cosa è stato di Ray Park tra Darth Maul/Toad e Snake Eyes?''. La risposta è: Ecks and Sever (non m e lo ricordavo), un pò di mediocre tv ed Hellbinders. Lasciamo perdere il suo futuro, King of Fighter è un film che spero di avere la forza di non guardare. E' un film diretto da 3 ex-stuntman all'esordio registico. Tutti e tre devono aver giocato e amato il primo Max Payne, Hellbinders è graficamente fedele a Max Payne molto più dell'adattamento ufficiale. La storia, l'antefatto: Cain, l'ultimo dei templari batte il demone Legione; la storia, il presente: Cain cammina ancora la Terra, Cain è Esteban Cueto, il Third Akkadian del Re Scoprione. C'e' un terzo protagonista: Ryu, interpretato da Johnny Bosch, ex-Black Ranger degli Originali Power Rangers e indaffaratissimo doppiatore. E' un peccato che il film si riveli troppo brutto, fosse stato solo medio brutto o medio scemo avrebbe potuto diventare un cult di stravaganza irripetibile. Invece è una schifezza.
hellbly @ 10:15 | commenti (popup) | commenti
sabato, settembre 12, 2009 | in : animazione e videogiochi
Batman - Arkham Asylum: 2 milioni di copie vendute in 3 settimane, Guinnes dei record per il ''gioco di supereroi più acclamato dalla critica, un 92% d'oro su metacritic, certo concorrente a miglior gioco del 2009. Fin dalla sua genesi Batman: AA iniziò a segnalare a gran voce la propria unicità. Era l'anno del Dark Knight, successo cinematografico con pochi precedenti, il mondo si aspettava il solito mediocre adattamento videoludico, previsto e in corso di sviluppo: poi, lampo a ciel sereno, la produzione del tie-in venne cancellata, pare, a causa dell'orrore delle prime build. Contemporaneamente cominciarono a circolare voci e prime immagini di un titolo dedicato a Batman, non ottemperante alla legge del marketing e totalmente slegato dal film; il gioco veniva realizzato negli studi di Rocksteady, sussidiaria Eidos con un solo, altro titolo al proprio attivo, un correttamente ignorato fps del 2006 ''Urban Chaos''. Si parlò molto a lungo di questa scelta di Warner, probabilmente il caso più eclatante di quel disinteresse sfociato, per contrasto, nella recente creazione e rivoluzione conosciuta come DC Entertainment. Passa il tempo. Cominciano gli hands-on e le preview, un delirio di speranze e ottimismo malcelato, non è un tie-in ma è un gioco su licenza, non può che essere una merda. Una demo appare senza preavviso presso i negozi americani della catena Gamestop: i forum si riempiono di entusiasti e denigratori in pari misura, monta la frenesia. Cresce l'hype. Altra bordata, un contenuto esclusivo dedicato al Joker viene promesso per PS3 (e finora sembra destinato a rimanere esclusivo), a pareggiare i conti i classici video comparativi a dimostrare una certa superiorità grafica del gioco su xbox360. Annuncio della Collector's Edition: un Batarang a dimensioni naturali. All'uscita effettiva del gioco molto pubblico idiota si lamenterà con EIDOS perché not metal made and not detachable dal suo stand: e' di plasticaccia e si vede e intuisce dalle foto, è un BATARANG, è magnifico e inutile, fa bella mostra di sé sulla Mensola. Esce la demo pubblica, bella ma stracciata di tutti i contenuti d'eccellenza, è solo per una sensazione di gameplay. Esce il gioco, trionfo e tripudio. Batman - Arkham Asylum è un simulatore di Batman, un action-adventure-stealth. Nel caso qualcuno abbia ancora dei dubbi lo dico prima di dimenticarlo, non ha niente a che vedere con l'omonima gn di Morrison-McKean. Il gameplay del titolo si divide sostanzialmente in 4 parti: c'e' la fase esplorativa, la risoluzione degli enigmi, il combattimento stile brawler, il combattimento stealth. Gli sviluppatori hanno messo tutto ciò che è Batman alla base del suo concept: supremo artista marziale, world greatest detective, ''ninja'', gadgeteer. La genialità degli sviluppatori è stata l'integrazione e l'uniformità dell'esperienza di gioco, le sezioni sono perfettamente unite e prive di soluzione di continuità, in più ogni elemento dovuto al gioco è perfettamente giustificato e reso parte della trame e della narrazione: ciò che Batman è, alla resa dei conti, ha a che vedere con il pinnacolo dell'umanità. Nel gioco esiste un sistema di upgrade, gadget sbloccabili che forniscono nuove possibilità d'accesso e interpretazione delle location, però Batman non può partire come un personaggio ''debole'': Batman è sempre forte e nel gioco cominciamo a usarlo che ha già tutte le sue doti e caratteristiche, il resto viene aggiunto in seguito con una suprema organizzazione della storia applicata al gioco. L'area di gioco, l'isola su cui sorge l'Arkham Asylum, non è molto vasta: è fatta di interni ed esterni, la vicenda guida Batman da un posto all'altro senza lasciare troppo spazio al free roaming all'inizio; le aree possono essere liberamente esplorate, ma i passaggi fondamentali sono obbligati, il misto tra azione scriptata e stile di gioco personale del giocatore è perfetto, garantisce una trama forte e allo stesso tempo non costringe su binari ineluttabili. In Batman AA non si esplora per il gusto di colorare caselle su una mappa: il manicomio è in mano al Joker che ne controlla tutti i sistemi di sicurezza, si esplora per trovare strade alternative e, già che ci siamo, umiliare l'Enigmista. Pausa, trama: Batman cattura il Joker, lo porta ad Arkham, il Joker aveva un piano, scappa e intrappola Batman e Gordon e tutto il personale dell'Arkham. La caccia ha inizio. Tutti gli ospiti dell'Arkham sono quindi liberi e il gioco mette Batman via via a confronto con tutti loro, sia che collaborino con il Joker sia che no, volontariamente o meno: l'Enigmista si fa i fatti suoi, ha disseminato 240 enigmi in giro per l'isola e sfida Batman a risolverli tutti. E' una goduria: alcuni enigmi sono dei semplici collezionabili da trovare e raggiungere, altri sono veramente degli indovinelli da risolvere; l'Enigmista lo recita e le sue parole spingono a trovare un elemento della scenografia dedicata a qualcuno o qualcosa. Paul Dini ha scritto il gioco, Wildstorm-Jim Lee si è occupata dell'aspetto grafico: il gioco è stato creato dalla DC COMICS ed è un viaggio libidinoso per il fan di Batman di lunga data e non. Trovare le celle dei villains meno conosciuti da grande soddisfazione al DC Jeek. Cosa succede quando vi imbattete nei pazienti evasi? Due cose: se non sono armati li prendete a pugni, se sono armati li fate cacare addosso dalla paura. A Batman non piacciono le armi da fuoco. Il sistema di combattimento è noto come Freeflow: è eccellente e pieno di esaltante divertimento, una sfida d'abilità costante, a volte fortunosa ma sempre sotto la responsabilità ed abilità del giocatore; alla fine del gioco queste sono le azioni possibili a Batman: attacco, contrattacco, stun, batarang, batclaw, mossa evasiva, takedown, ground takedown e proiezione. Sei tasti per fare tutto, all'inizio è complicato, padroneggiarlo è molto complicato, cavarsela diventa facile abbastanza in fretta: è un sistema di combo tattico, il giocatore sceglie l'azione ma è il gioco ad applicare dinamicamente il movimento specifico sulla base esclusivamente della pressione direzionale; l'inquadratura si allontana, la cosa fondamentale è tenere a mente dove sono i nemici, questo sistema serve a consentire a Batmand  di combattere fino a 20 avversari alla volta ma è necessario tenere sempre presente dove siano e chi siano. Non tutti gli attacchi funzionano contro tutti gli avversari, in più si muovono e attaccano a loro volta. Una volta effettuata la prima mossa inizia la combo, tenendo presente cosa poter fare e a chi e quando, la combo può essere portata avanti a oltranza: bisogna prevedere la prossima mossa, se è corretta per i parametri e regole del gioco, verrà messa in pratica in modo perfettamente fluido e credibile, altrimenti la combo si interromperà (ed è un casino, trovarsi fermi in mezzo a venti avversari non più disorientati e aggrediti significa farsi fottere). Contro dieci nemici di basso livello potreste semplicemente continuare a schiacciare il tasto attacco, ogni tanto contrattaccare, e vederli schiattare in un momento: quando alcuni dei nemici cominceranno ad avere coltelli, bastoni elettrici, tirare addosso mattoni, sparare... in quel caso tutte le azioni possibili diventano necessarie per sopravvivere. Parlo in questo modo riferendomi al livello hard del gioco, che è veramente difficile. Arriviamo ai nemici armati: una stanza piena di nemici armati non è il posto dove combattere faccia a faccia. Stealth. Tra i gadget di Batman c'e' la detective vision: una funzione integrata nel cappuccio che funge da potenziamento sensoriale, permette di seguire tracce e trovare le risposte a certi enigmi ma, soprattutto, offre l'infravisione e la possibilità di vedere i nemici attraverso i muri e seguirne gli spostamenti quando nascosti in qualche anfratto. Non vi elenco i gadget di batman, sono canonici, li conoscete già e/o godrete a scoprirli. Molti di questi servono per interagire con la scena, spostarsi da un punto di vantaggio all'altro per tendere agguati agli scagnozzi armati, arrivare loro alle spalle, attaccarli senza essere visti: Batman può fare di tutto, stare semplicemente nell'ombra, salire sull'immancabile gargoyle, strisciare dietro un muro o sotto il pavimento, appendersi, planare, arrampicarsi. Nel gioco vero e proprio non arriverete ad apprezzare in tutta la sua complicata bellezza queste sezioni, troverete un azione pe voi congeniale e sicura e sostanzialmente creerete le situazioni per stecchire i nemici in questo modo: nelle challenge room, dovendo rispondere a particolari richieste, scoprirete invece la bella AI alla base del movimento degli scagnozzi e come la loro condizione (espressa dal battito cardiaco captato dai batsensori) sia fondamentale per portarli a cadere in una trappola. E' esaltante. Allo stesso tempo i thug, per rispondere correttamente agli stimoli del Batman predatore, sono stati resi un pò miopi.
Graficamente parliamo del solito Unreal 3, ai suoi massimi livelli certi, graficamente il gioco è spettacolare, però non è certo il miglor motore grafico sulla piazza. E' un gioco bellissimo con animazioni e ambienti e modelli poligonali magnifici, però. Mi dicono che l'edizione italiana non sia male: quella USA ha i doppiatori del cartone animato, Mark Hamill è il Joker e Kevin Conroy è Batman. Non c'e' confronto, non esiste confronto. Lo story mode è lungo, a trovare tutto e giocarlo su hard, è lungo e soddisfacente: la storia è appassionante e il backtracking sempre motivato e in qualche modo rinnovato. Ci sono una quantità di cose da sbloccare, tra queste le più importanti sono le challenge room: sono di due tipi, brawler e stealth, hanno obbiettivi secondari il cui completamento serve per gli achievement e per fare gli sboroni sulle classifiche, sono anche l'unica forma di contenuto aggiuntivo che mi sento di prevedere. Le challenge room sono punitive e difficili, possibili e difficili. Rocksteady, Eidos, Warner e DC hanno collaborato per dare il meglio nei propri campi di competenza e tra loro, il risultato è trascendente.
I am vengeance, I am the Night, I am.... BATMAN!
Volevo concludere con questa grande oneline ma non posso trattenermi dal citare la già immortale ''It's not a bug in the game's code, it's a bug in your moral code''
hellbly @ 11:15 | commenti (3)(popup) | commenti (3)
giovedì, settembre 10, 2009 | in : musica e internet
i più attenti si accorgeranno del cambiamento grafico avvenuto sul blog, l'immagine in testa è stata modificata per gentile concessione della Convivente Senza Nome; gli attentissimi noteranno un link attivo, in fondo a destra, verso una pagina con il vecchio header.
Visto che l'ho lungamente pensato vi guido con una breve spiegazione: in alto a sinistra c'e' l'Enterprise della serie Tv, concettualmente sostituisce il Dalek del Doctor Who alla voce ''fantascienza televisiva''; in basso a sinistra c'e' un Clint Eastwood più vecchio rispetto al primo Uomo Senza Nome, qui in veste di Ispettore Callahan; viceversa abbiamo ringiovanito Bruce Campbell riportandolo alla sua versione groovy Ash; il Batman-Green Lantern di Van Sciver sostituisce l'anonimo Batman di Turner, l'idea è quella di avere in una sola immagini le straordinarie storyline di Batman da RIP a REBORN e le straordinarie di Green Lantern da REBORN a Blackest Night; tornando all'avanti e indietro nel tempo, i 7 Samurai lasciano spazio al Lone Wolf cinematografico di Tomisaburo Wakayama, se permettete il passaggio riflette lo scorrere tra l'Eastwood-Leone-Kurosawa all'exploitation di Callahan e Sword of Vengeance. L'ultimo grande capolavoro Capcom, Okami, lascia il posto all'ultimo grande capolavoro Capcom, Street Fighter 4. Il classico Getter One viene sostituito, per mantenere il dark del nuovo header, dal Black Getter: questo perché, pur avendo abbandonato le ultime uscite a causa delle maledette scelte del publisher, Super Robot Wars è sempre nel cuore. Illuminato dal lampo dell' hadoken, a destra della testa di Batman, c'e' il Ludoviciano, lo squalo concettuale che si nutre di memorie.
hellbly @ 15:31 | commenti (popup) | commenti
giovedì, settembre 10, 2009 | in : cinema e tv
REC: un seguito recentemente annunciato, il forte suggerimento di un amico e persino il commento a caldo di mia sorella ''fa cagare addosso'', mi hanno spinto a recuperare questo film del 2007. Il motivo per cui non lo guardai a suo tempo è presto detto: Jaume Balaguero, il regista. Nameless era stato un bel film, Darkness era stato un pò meno bello, Fragile una merda, il trend indicava a sfavore di Rec: mi devo ricredere, certo non riesce nel miracolo di spaventarmi ma puntando molto sulla leva dello splatter raggiunge una bella fetta di partecipazione specialmente nelle scene dove gente comune d'aspetto comune, e non superfighe cheerleader americane, vengono smazzuolate in faccia tra spruzzi di sangue e ossa fracassate. Molto nazional popolare, un gradito cambio di prospettiva: c'e' poi sempre del gusto nel vedere sparare e prendere a martellate una vecchia ispanica, piuttosto che un'odiosa bambina ispanica. Violenza straordinario in un contesto di tutti i giorni. La regia adotta lo stile alla Blair Witch/Cloverfield: tutto il film è visto attraverso l'obiettivo del cameraman di un programma della notte, impegnato a seguire una squadra di vigili del fuoco durante un intervento di routine. La squadra con tv appresso arriva risponde alla chiamata proveniente da un condomio popolare, gli inquilini sono in agitazione a causa di urla e rumori provenienti dall'appartamento della vecchia pazza che vive con i gatti. La situazione degenera in un lampo, senza svelare della trama, priva di reali colpi di scena ma gustosa negli improvvisi scoppi di violenza, ricordaveti le parole zombie, rabbia, possessione.
hellbly @ 15:16 | commenti (popup) | commenti
venerdì, settembre 04, 2009 | in : fumetti e libri
Dead Romeo: insieme a The Mighty, attualmente in corso, questa miniserie in 6 albi è la produzione di più alto profilo recentemente messa in piedi da DC Comics relativa a un soggetto totalmente slegato dal DCU ma allo stesso tempo abbastanza mainstream da poter essere pubblicato non attraverso le sottoetichette. Lo segnalo per dovere di cronaca anche se non ci sarebbe più bisogno tanto è diventata comune e ignorabile la pratica di concedere la pubblicazione a ''scrittori'' con tutte le virgolette del caso provenienti da media differenti: qui tocca a Jesse Blaze Snider. Neppure io sapevo chi fosse: ha scritto un fumetto per la Marvel, e un paio d'altri per editori indipendenti; il suo nome è però relativamente famoso negli USA, inoltre potreste forse conoscere suo padre, Dee Snider, presente i Twisted Sister? Jesse Blaze è figlio d'arte nel senso dispregiativo del termine, ha partecipato con successo a un programma televisivo stile American Idol dedicato ai figli senza qualità di famosi musicisti/cantanti. Tutto questo lo dico a priori dopo una rapida occhiata all'enciclopedia: magari è un bravissimo essere umano e tutto il resto. Dead Romeo è un ripoff del Corvo e ha dato alla DC il suo gettone di partecipazione alla frenesia vampirista degli ultimi mesi/anno. Romeo era un cantante, diventa vampiro, finisce all'inferno, scappa dall'inferno insieme ad altri mostri, si innamora di una senza tetto, gli altri mostri lo perseguitano. Nel mezzo c'e' un mezzo colpo di scena. Ai disegni un Ryan Benjamin particolarmente scadente più incapace del solito a distinguere i volti e fornire anatomie vagamente corrette. Non stiamo a parlare delle molte pecche narrative, totale inadeguatezza nell'organizzazione della storia, salti logici, lacune senza fondo. Dead Romeo è una patacca.

Solomon Grundy:
Solomon Grundy,
Born on a Monday,
Christened on Tuesday,
Married on Wednesday,
Took ill on Thursday,
Grew worse on Friday,
Died on Saturday,
Buried on Sunday.
This is the end
Of Solomon Grundy
era da qualche tempo che desideravo riportare la filastrocca alla base di un dei cattivi DC in maggiore ascesa degli ultimi anni, pseudo Hulk, Solomon Grundy. Miniserie in 7 albi il cui finale lascia una quantità di interrogativi eccessivi ma interessanti andando a sposarsi nella Blackest Night: lo Straniero Fantasma e la Lanterna Verde Golden Age si incontrano per decidere del futuro di Solomon Grundy, al secolo Cyrus Gold. La maledizione potrebbe trovare fine, Cyrus potrebbe essere perdonato e il mostro distrutto, a patto di scoprire chi fu a ucciderlo per la prima volta. Su questa premessa effimera ma intrigante Scott Kolins (qui in veste anche di autore dopo lo speciale Faces of Evil) realizza una delle opere migliori della sua lunga e straordinaria carriera. C'e' parecchia discontinuity, specialmente sta diventando molto irritante constatare l'ubiquita di Bizarro e il fatto che non sia stato ancora risolta la presenza di un doppio Frankenstein nella New Earth del DCU (quello dei Sevens Soldiers e quello del Kommando): ciò detto, con narrazione e disegni superbi, a Kolins si può perdonare una certa noncuranza artistica per il canone, scontarla in favore di una miniserie DC finalmente all'altezza della pubblicazione. Il finale crea problemi d'interpretazione: Cyrus scopre il suo assassino ma non si pente e muore all'inferno, ZAC, un black ring dopo Solomon Grundy resuscita (separato da Cyrus?).

Young Liars: passiamo a David Lapham e alla sua ultima pubblicazione per Vertigo finalmente conclusasi, prima del tempo, al 18esimo albo. Perché non parliamo di Stray Bullets? Quello sì, è un gran fumetto. Young Liars ha una trama che non si capisce, un finale che non si capisce, aggiungerei pure che il suo stile di disegno sia persino peggiorato.

Incognito
: questa è stata una gradita sorpresa da parte della Marvel. Per la linea ICON la seconda opera del duo Brubaker-Phillips, falsa riga di Criminal con venature pulp supereroistiche. C'e' un che di Planetary in questa mini di 6, un gusto per la citazione del passato assolutamente squisita, comprensiva di pagine di testo a fine albo dedicate a un personaggio pulp dei tempi che furono. Zack Overkill è un ex-super villain chimicamente castrato e sotto protezione federale, fa una vita schifosa: un giorno è talmente schifato di sé da decidere di cominciare a farsi come un copertone, la droga annulla l'effetto delle droghe sopprimi poteri e Zack si scopre ringalluzzito e pieno di energie. Invece di mettersi a rapinare banche si mette a pestare delinquenti, si mette a fare il vigilante, ovviamente viene scoperto e i vecchi amici che tradì per farsi proteggere dalla polizia si mettono a cercarlo per fargliela pagare. Big Science, tutti i criminali/eroi del mondo di incognito sono il frutto di sieri ed esperimenti, scienziati pazzi e affini. Toni maturi, autori eccellenti, un piccolo gioiello.

The Unknown
: è la prima a finire delle tre serie lanciate recentemente da Boom Studios che vedono tornare alla scrittura il titolare Mark Waid (le altre due sono Unthinkable e Irredeemable, notate un pattern?) su progetti dichiaratamente d'alto profilo. Protagonista di questa mini è la più grande detective del mondo, così GRANDE da aver scopreto qualsiasi segreto (una specie di martin mystere), adesso malata terminale di cancro e decisa a svelare l'ultimo mistero: esiste l'anima? C'e' qualcosa dopo la morte? E' stato un discreto successo e, senza rivelare il finale, è già in produzione una seconda miniserie. Personalmente l'ho trovata un tirata, banale e poco avvincente.

Dead Run
: altra miniserie Boom, anche questa in 4 albi. Postapocalittica con macchine e mutanti, un pò Mad Max un pò tanta altra roba simile.

Hotwire: sarà la difficolta nell'annunciato cambio di formato delle proprie pubblicazioni e tutte le implicite difficoltà a far digerire al mercato un dollaro in più in cambio di molte pagine in più, in ogni caso la macchina editoriale Radical Comics ha cominciato pesantemente a incespicare con uscite sempre in ritardo. Per fortuna la qualità delle storie è invece sempre superiore. Miniserie di 4, si cita il nome di Warren Ellis ma l'opera è interamente scritta e disegnata da Steve Pugh; Ellis ci ha messo l'idea di base, pare, e niente di più. Lo stile di Pugh, nella forma pittorica dovuta all'editore, è superbo e fa a spallate per conquistarsi il trono di miglior art nel consistente panorama della Radical; la storia pure. Hotwire è il nome di una detective-esorcista in un eccellente futuro prossimo venturo cyberpunk dove l'elemento di massiva originalità, sulla falsa riga del Krone di Niles, è incentrato sull'orrore. Per Niles erano i mostri classici incarnati in robot da combattimento, per Pugh sono gli spiriti dei defunti violenti e gli esperimenti del governo per trasformarli in robot da combattimento. In effetti tra le due serie c'e' perfetta sincronia e vicinanza, queste similitudini vanno forte nella direzione di incrementare l'ammirazione per una casa editrice dalla politica così solida e distinta. Le pubblicazioni Radical godono di densità narrativa e artistica invidiabili, Hotwire è una delle loro migliori, vedremo cosa porterà l'autunno. Vale la pena soffermarsi un pò di più: Hotwire è una figura femminile esteticamente unica, caratterialmente aggressiva e arrogante, la sua intelligenza è augmented e porta in giro tutto un arsenale di armi dedicate all'esorcismo delle Blue Light, il termine di Pugh per i fantasmi. La città è sull'orlo della rivolta, un caso di brutalità imputato alla polizia ha fomentato disordini nel più classico stile Los Angeles '70. In questo marasma di situazioni Pugh alterna azione a momenti di dialogo e caratterizzazione perfettamente congeniate.

hellbly @ 21:15 | commenti (popup) | commenti