Planet Terror: secondo e ultimo pezzo del progetto Grindhouse basato sulla realizzazione di fake produzioni in stile filmaccio anni ’70. Il concept stesso di questi due film (l’altro e’ Death Proof di Tarantino, giusto per sicurezza) mi offende: un finto b-movie fatto con un sacco di soldi non è un b-movie; un film ‘’revival’’ e’ bene, un film che finge di essere vecchio e’ male. Questa e’ la sintesi del mio pensiero riguardo Grindhouse, relativamente a Planet Terror mi trovo poi in difficoltà a decidere se mi sia piaciuto ancora meno di Death Proof o no: certamente come film risulta leggermente più vario e stupido, e quindi gustoso a guardarsi, però nell’altro c’e’ Kurt Russell e il miniruolo di Bruce Willis non riesce a compensare in alcun modo la maestosa prova di Stuntman Jack; né di certo El Wray e la donna con il mitra al posto della gamba risultano abili a farsi carico dei desideri del pubblico. Finti effettacci speciali, finti dialoghi di basso profilo, fintissime interpretazioni sopra le righe: con rammarico alla fine mi tocca dichiarare che il film di Tarantino, per quanto brutto, sia meno noioso e sfibrante di Planet Terror. Eccezion fatta per Machete, il trailer-prologo di Machete a inizio film è fantastico e con un Cheech Marin invecchiato ma sempre grandissimo: il migliore tra tutti i ‘’corti’’ messi in mezzo al progetto. Giusto per completezza un accenno di trama: la donna con il mitra e’ una ballerina da night, da poco lasciatasi con il misterioso El Wray, insieme (e insieme a loro tutta la merdona cittadina di contorno) finiscono coinvolti in un complotto paramilitare-terroristico per lo sviluppo di un super virus letale vagamente zombeggiante.

