Justice League of America: a tre anni e trentaquattro numeri dall'inizio l'ammiraglia DC Comics cerca ancora una sua identità ed è quindi tempo di correre ai ripari. Per la verità la DC aveva un piano editoriale molto preciso, finita la mediocre run iniziale di Meltzer, tempo e spazio per McDuffie, scelto non a caso soprattutto per reintrodurre ufficialmente nel DCU gli eroi dello Shadow Cabinet con i quali sopperire ai piani a lungo termine che avrebbero coinvolto la trinity. Già, in DC gli eroi tendono a essere meno ubiqui: se Batman sta facendo qualcosa di importante non compare allo stesso tempo in X-Men, X-Force, X-Palle e nelle sue dodici testate assolo. Lasciate perdere: McDuffie va via sbattendo la porta, la sua run ha fatto schifo ma a suo dire la colpa è delle suddette macrostorie che gli hanno impedito di usare certi personaggi e muoversi liberamente nel DCU; torto o ragione il risultato non cambia: in poco tempo DC è riuscita ad alienarsi due autori di calibro, l'altro è Dixon, e a dover riprogrammare con imbarazzo le vicende del suo supergruppo primario. Mal comune mezzo gaudio: proprio di questi giorni la notizia del divorzio tra JMS e Thor a causa della volontà Marvel di far confluire la sua eccellente storia in un crossover. Lasciate perdere: quando McDuffie e la JLA sembravano in buona salute la DC annunciò tra cori angelici il lancio di una serie parallela, chiamata Justice League, scritta da Robinson. L'ennesimo tentativo di tenere in vita contemporaneamente due team primari, il secondo dei quali più aggressivo: con il licenziamento di McDuffie, Justice League si trasforma in una minisierie, Wein traghetterà qualche numero di JLA e Robinson passerà a scrivere l'unica testata del gruppo a partire da... boh, non saprei. Torniamo al presente: Black Canary ha fallito come leader della JLA, era prevedibile. Lo Shadow Cabinet è tornato senza troppo clamore, l'ultimo anno e mezzo di JLA è da dimenticare.
Wonder Woman - Rise of the Olympian: mentre Batman schiattava e Superman se ne andava offworld, Gail Simone faceva di tutto per dare a Wonder Woman un equivalente in importanza di storia. Rise of the Olympian segna il ritorno degli Dei greci nel DCU, la nascita di una nuova super-arci-nemesi per Wonder Woman, e si conclude con Diana che rinnega i propri Dei, la propria natura Amazzone, persino il proprio popolo pur di non sottostare al volere dell'arrogante faccia di merda noto come Zeus e del suo decreto divino di asservire le amazzoni ai suoi nuovi prediletti comandati da Achille. Ah, Ares è morto, Wonder Woman e Donna Troy hanno litigato, Wonder Woman e Nemesis hanno parecchio da dirsi, in generale Wonder Woman è stata liberata da quasi tutti i suoi legami e tradizioni, sradicata e lasciata sola come mai prima d'ora. Con tutti i difetti dovuti ad alcune forzature e eccessi di montatura sull'importanza di questa storyline, Gail Simone dimostra di essere veramente un'autrice capace di rimboccarsi le maniche e sputare parole e scene degne di essere lette, nonostante tutti i compromessi.
Green Lantern: con la fine di Agent Orange la lunga preparazione a Blackest Night è finita, dal prossimo mese super-mega-crossover estivo nel DCU. Johns è sempre un grande e Green Lantern è sempre una delle migliori testate DC.
Sgt. Rock: si conclude finalmente The Lost Battalion, la miniserie creativa di Billy Tucci. Ho sempre detestato Tucci, sin dai tempi di Shi. Guardate le uscite di Lost Battalion e paragonatele a quelle della precedente miniserie scritta da Kubert: la precisione e la puntualità di un grande professionista del fumetto contro il bel disegno senza sostanza di uno scarto dell'era Image.
The Immortal Iron Fist: la Marvel è un editore che di tutto per essere odioso, una delle sue caratteristiche più sgradevoli è quella di cancellare le sue serie migliori. Qualche settimana fa l'annuncio della chiusura di Cap. Britain, oggi la fine ancora una volta molto violenta e non anticipata dell'amatissimo assolo di Iron Fist. Pensare che quando Fraction la mollò ero convinto sarebbe caduta in disgrazia nel giro di un niente, Duane Swierczynski mi ha sorpreso: è riuscito a mantenere il ritmo, il tono e l'atmosfera, riuscendo a non far rimpiangere il suo più blasonato predecessore. E' stata tutta colpa della Marvel, non ha supportato la serie e ha lasciato che le vendite scivolassero. Adesso ci saranno una serie di speciali dedicati alle Immortal Weapons, ognuno con un backup che dovrebbe fungere da albo numero 28. Non è abbastanza ma riassumiamo: Iron Fist è tornato a New York, la sua città magica è sull'orlo di una rivoluzione storica, ha stretto patti di amicizia e alleanza con i campioni delle altre città magiche, ha fatto la proposta di matrimonio a Misty (che per altro è incinta). Tipico ultimo numero, un vero peccato che la corsa si sia conclusa.
Messiah War: l'ultimo x-crossover tra Cable e X-Force ha tanta storia editoriale alle spalle ma non vale la pena raccontarla a causa dell'orrore della storia e della trama. Peggiore x-over da... ci penso, ve lo farò sapere quando ne parleremo di nuovo.
Astonishing X-Men: continuo a trovare i disegni di Simone Bianchi inadatti alla narrazione a lungo termine, ma il suo ciclo con Ellis è comunque di ottima fattura e mantiene altissimo il livello di questa serie dedicata agli x-men. Spero che Ellis abbia piani a lungo termine.
All Hail Megatron: dopo tanti fumetti dei Transformers di scarsa qualità, IDW riesce finalmente a mettere in piedi un degno contraltare alla spettacolarità e celebrità cinematografica dei robot hasbro. Il successo di questa miniserie è stato tale da: 1) crescerla da 12 a 16 numeri, anche se i prossimi 4 saranno in sostanza degli speciali slegati; 2) garantire il lancio di una regolare ambientata nella stessa continuity. La premessa della serie è questa: Optimus e Megatron hanno combattuto nel solito duello, questa volta però, a causa di un traditore tra gli Autobots, Optimus ha perso e così la guerra è finita in favore dei Decepticons (praticamente è il contrario rispetto al finale del primo film). Ora i Decepticons regnano sulla Terra e gli Autobots sono stati esiliati su Cybertron a morire ''di fame'', con Optimus morente. L'autore Shane McCarthy, qualche cosa per DC con Batman, riesce a dare nuova vita alla G1 buttando toni molto adulti e aumentando il livello e l'intensità del conflitto. I fan dei Transformers dovrebbe mettere una freccia gigante al neon lampeggiante per ricordarsi ogni uscita IDW da qui in poi.
Wonder Woman - Rise of the Olympian: mentre Batman schiattava e Superman se ne andava offworld, Gail Simone faceva di tutto per dare a Wonder Woman un equivalente in importanza di storia. Rise of the Olympian segna il ritorno degli Dei greci nel DCU, la nascita di una nuova super-arci-nemesi per Wonder Woman, e si conclude con Diana che rinnega i propri Dei, la propria natura Amazzone, persino il proprio popolo pur di non sottostare al volere dell'arrogante faccia di merda noto come Zeus e del suo decreto divino di asservire le amazzoni ai suoi nuovi prediletti comandati da Achille. Ah, Ares è morto, Wonder Woman e Donna Troy hanno litigato, Wonder Woman e Nemesis hanno parecchio da dirsi, in generale Wonder Woman è stata liberata da quasi tutti i suoi legami e tradizioni, sradicata e lasciata sola come mai prima d'ora. Con tutti i difetti dovuti ad alcune forzature e eccessi di montatura sull'importanza di questa storyline, Gail Simone dimostra di essere veramente un'autrice capace di rimboccarsi le maniche e sputare parole e scene degne di essere lette, nonostante tutti i compromessi.
Green Lantern: con la fine di Agent Orange la lunga preparazione a Blackest Night è finita, dal prossimo mese super-mega-crossover estivo nel DCU. Johns è sempre un grande e Green Lantern è sempre una delle migliori testate DC.
Sgt. Rock: si conclude finalmente The Lost Battalion, la miniserie creativa di Billy Tucci. Ho sempre detestato Tucci, sin dai tempi di Shi. Guardate le uscite di Lost Battalion e paragonatele a quelle della precedente miniserie scritta da Kubert: la precisione e la puntualità di un grande professionista del fumetto contro il bel disegno senza sostanza di uno scarto dell'era Image.
The Immortal Iron Fist: la Marvel è un editore che di tutto per essere odioso, una delle sue caratteristiche più sgradevoli è quella di cancellare le sue serie migliori. Qualche settimana fa l'annuncio della chiusura di Cap. Britain, oggi la fine ancora una volta molto violenta e non anticipata dell'amatissimo assolo di Iron Fist. Pensare che quando Fraction la mollò ero convinto sarebbe caduta in disgrazia nel giro di un niente, Duane Swierczynski mi ha sorpreso: è riuscito a mantenere il ritmo, il tono e l'atmosfera, riuscendo a non far rimpiangere il suo più blasonato predecessore. E' stata tutta colpa della Marvel, non ha supportato la serie e ha lasciato che le vendite scivolassero. Adesso ci saranno una serie di speciali dedicati alle Immortal Weapons, ognuno con un backup che dovrebbe fungere da albo numero 28. Non è abbastanza ma riassumiamo: Iron Fist è tornato a New York, la sua città magica è sull'orlo di una rivoluzione storica, ha stretto patti di amicizia e alleanza con i campioni delle altre città magiche, ha fatto la proposta di matrimonio a Misty (che per altro è incinta). Tipico ultimo numero, un vero peccato che la corsa si sia conclusa.
Messiah War: l'ultimo x-crossover tra Cable e X-Force ha tanta storia editoriale alle spalle ma non vale la pena raccontarla a causa dell'orrore della storia e della trama. Peggiore x-over da... ci penso, ve lo farò sapere quando ne parleremo di nuovo.
Astonishing X-Men: continuo a trovare i disegni di Simone Bianchi inadatti alla narrazione a lungo termine, ma il suo ciclo con Ellis è comunque di ottima fattura e mantiene altissimo il livello di questa serie dedicata agli x-men. Spero che Ellis abbia piani a lungo termine.
All Hail Megatron: dopo tanti fumetti dei Transformers di scarsa qualità, IDW riesce finalmente a mettere in piedi un degno contraltare alla spettacolarità e celebrità cinematografica dei robot hasbro. Il successo di questa miniserie è stato tale da: 1) crescerla da 12 a 16 numeri, anche se i prossimi 4 saranno in sostanza degli speciali slegati; 2) garantire il lancio di una regolare ambientata nella stessa continuity. La premessa della serie è questa: Optimus e Megatron hanno combattuto nel solito duello, questa volta però, a causa di un traditore tra gli Autobots, Optimus ha perso e così la guerra è finita in favore dei Decepticons (praticamente è il contrario rispetto al finale del primo film). Ora i Decepticons regnano sulla Terra e gli Autobots sono stati esiliati su Cybertron a morire ''di fame'', con Optimus morente. L'autore Shane McCarthy, qualche cosa per DC con Batman, riesce a dare nuova vita alla G1 buttando toni molto adulti e aumentando il livello e l'intensità del conflitto. I fan dei Transformers dovrebbe mettere una freccia gigante al neon lampeggiante per ricordarsi ogni uscita IDW da qui in poi.

