Dark Entries: dopo aver sondato il terreno in maniera occasionale nell'ultimo paio d'anni la divisione Vertigo delle DC Comics ha concluso i preparativi e lanciato una nuova collana di graphic novel, per il momento il formato sembra essere fisso intorno alle 200 pagine in bianco e nero, raccolte sotto il cappello Vertigo Crime. Dark Entries è una storia puù o meno fuori continuity di John Constatine, Hellblazer, è quindi effettivamente un prodotto non originale, semplicemente una storia lunga dedicata al discusso personaggio. Ai testi troviamo Ian Rankin, celebre e prolifico autore inglese di crime stories alla sua prima esperienza fumettistica (non stiamo neppure più a commentare il passaggio di autori), ai disegni il ''nostro'' Werther Dell'Edera. Partirei da quest'ultimo: lo avevamo già visto all'opera, sempre in Vertigo, sulla sfortunata Loveless; il suo approccio a Dark Entries è diverso e migliore, il bianco e nero esalta il suo tratto, le chine sono molto più adatte e in definitiva l'aspetto europeo del suo tratto finalmente trova la giusta collocazione presentando un Constantine e personaggi secondari eccellenti, a mezza via tra il toon e quella vibrazione underground che in Vertigo cercano sempre di toccare. I suoi demoni sono eccellenti. Rankin fa un buon lavoro, lo studio sul protagonista non è molto approfondito ma è un Costantine standard come ne abbiamo visti tanti in giro da anni, il meglio viene dalla trama, consistente e funzionale, e dai personaggi secondari e i loro rapporti: migliore nelle didascalie in forma di monologo piuttosto che nei dialoghi, esordio importante e prestigioso. Un reality show ambientato in una casa infestata sta andando per il verso sbagliato, gli ascolti sono eccellenti ma i produttori cominciano a temere che qualcosa possa andare troppo storto: John Constantine è l'esperto del sovrannaturale prescelto pe risolvere la questione. In realtà c'e' molto sotto e la prima versione dei fatti non è detto che si riveli quella vera.
Filthy Rich: fresco del grande successo della sua gn dedicata al Joker, Azzarello torna a raccontare una storia di cruda depravazione e violenza. Storie che cominciano a somigliarsi un pò tutte, specialmente questa: se avete un pò di dimestichezza con il mondo della tv americana, tra serie poliziche e drama dedicati al mondo dei ricchi, o della tv o dello sport, troverete tante somiglianze e troppa poca originalità nella trama imbastita da Azzarello. Un ex promessa dello sport americano, costretto a prematuro ritiro a causa di un severo infortunio, vive una vita rimpiangendo i tempi quando era super ricco e super famoso: si procura una chance per tornare nel giro che conta diventando la guardia del corpo ufficiosa di una ricca ereditiera. All'inizio è un modo per tornare a fare più soldi, ma presto il patinato e feroce mondo dei super ricchi trasforma il ''buon'' Rich (il titolo è un gioco di parole sul nome del protagonista) in uno spietato approfittatore.... bla bla bla. Un centinaio di pagine dopo succede poco e niente. Filthy Rich non vale i suoi soldi ma specialmente il tempo richiesto a leggerlo. I disegni sono di un certo Victors Santos che non mi dice niente e non mi interessa conoscere.
Fahrenheit 451: il mercato del fumetto, specialmente quello delle gn, sta diventando terreno d'esplorazione e conquista anche per editori d'altro genere; non è quindi un caso che l'ultimo lavoro di Tim Hamilton sia pubblicato dalla Hill & Wang, che già dal nome suggerisce la sua natura. L'adattamento dell'opera di Bradbury è stata realizzata con la stretta collaborazione dell'autore, si fregia infatti di un sottotitolo quale ''adattamento autorizzato''. La storia è nota, Hamilton regala qua e là tavole di grande spessore: ha idee molto interessanti e visivamente accattivanti per tutte le scene con il fuoco, per il resto tradisce un certo manierismo e un tratto datato, adatto certo alle pubblicazioni su AD ma non a questo genere di opere assolo.
Frankenstein's Womb: Avatar Press e Warren Ellis, sodalizio infinito di opere sempre interessanti ma spesso mediocri e dimenticabili. L'idea alla base di questa gn è quella di lanciare una cima e connettere gli esperimenti del Dr. Viktor con i moderni defibrillatori: brillante ma insufficiente alla storia, narrazione attraverso il tempo che scorre a Castel Frankenstein, il narratore è ovviamente il mostro e il POV è una donna misteriosa. Si legge e dà un tono.
Wildcats - World's End: tiriamo qualche somma, la serie è ancora in corso ma ha concluso il suo primo anno e la prima macrostoria. Christos Gage ha strenuamente lottato per tenere insieme un gruppo di personaggi troppo vasto e troppa continuity, insieme agli editori Wildstorm il nuovo corso cominciato con l'Armageddon dell'anno scorso ha retto e dato per la prima volta da troppo tempo un'immagine unita e solida del suo universo. Mentre le altre serie sono ancora alle prese con vicende soggettive e in corso, i Wildcats hanno affrontato una serie di minacce secondarie senza mai impegnarsi in qualcosa di troppo approfondito e radicale: questo freno messo alle storie, oltre a dare un pò di aria e riorganizzarne i temi, è servito a portare avanti (adesso abbandonato) il sistema delle second feature, storie appendice intese a riportare in vita lo storico Team 7. La nuova storia dei Wildcats li vede come parte del Team 7: in teoria questo potrebbe addirittura portare alla conclusione della storyline complessiva del World's End. Francamente spero di no, in ogni caso è stato un buon anno: vedremo quante palle e abilità e fiducia verrà ancora profusa. Le vendite vanno male, speranze poche.
Power Girl: quattro numeri e vendite ancora incerte sono pochi per dare un giudizio sulla serie, questa è piuttosto una segnalazione. Palmiotti e la Conner stanno facendo faville sulla serie dedicata a PG, i disegni sono specialmente fantastici ma anche Palmiotti è impegnatissimo a dare una visione molto moderna e cool, quasi da sitcom in certe occasioni, di un personaggio femminile DC da molti anni sull'orlo della grandezza ma sempre in qualche modo trattenuto da vicende troppo complicate. La Crisis e le storie della JSA hanno sistemato la continuity, gli autori sono ottimi: Power Girl è una nuova serie DC molto promettente, da seguire.
Superman/Batman 63: altra doverosa segnalazione. Con Bruce Batman ''morto'' e Superman fuori dai piedi la serie è andata totalmente fuori continuity, pur mantenendone una propria interna: DiDio ha dichiarato che la serie continuerà a mostrare Bruce Batman, quindi è da aspettarsi una sempre maggiore lontananda dal DCU. Superman/Batman diventa il terreno ideale per un ritorno degli Elseworld, da troppi anni dimenticati. Le storie, spazi, tempi alternativi DC. Michael Green, sempre più a suo agio con i fumetti, ci racconta una visione del futuro autoconclusiva con Grood signore della Terra e Batman come l'ultimo uomo libero. Divertente e incoraggiante, la serie dovrebbe ospitare più storie di questo genere.
Farscape.. varie: all'ultimo Comicon è stato dichiarato che i webisodes dedicati a Farscape hanno avuto il via libero dalla produzione, pur mancando ancora dei fondi (quindi?). Si è addirittura parlato di nuovi film. Sospirando per l'attesa e le speranze mal riposte, Boom sta intanto continuando a sfornare miniserie: altri 4 episodi seguito della prima con le successive vicende di John e cricca, e uno spinoff dedicato al FU Ka D'Argo. Il livello è sempre quello, bisogna davvero amare Farscape per farsele piacere.
Destroyer: chiudiamo. Per la sottoetichetta matura ''MAX'', Kirkman ha resuscitato in una miniserie di 5 il personaggio del Destroyer, sorta di antenato di Brit. Cugino di Capitan America è un fumetto alla Kirkman con un supereroe potente e invecchiato, deciso a sistemare tutti i conti in sospeso prima di schiattare. Il soggetto è un classico: Batman non uccide il Joker, Batman riesce sempre a fermare il Joker, se Batman sapesse di non poter più fermare il Joker lo ucciderebbe? Iperviolenza e poco più, divertentino come tante produzioni MAX.